✍️ I RACCONTI – L’ultimo libro su Jacopone da Todi con tutte le Laudi e la “traduzione”

 
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L'ultimo libro su Jacopone da Todi con tutte le Laudi e la "traduzione"

L’ultimo libro su Jacopone da Todi con tutte le Laudi e la “traduzione”

di Elio Clero Bertoldi
PERUGIA – Ecco una idea per chi volesse regalare, per Natale o per le festività in genere, una strenna di cultura ad un amico/a. É fresco di stampa e si intitola: “Laudi – Jacopone da Todi” (60 euro) del professor Claudio Peri, per i tipi di Fabbri Editore. Un libro che rappresenta davvero una novità, anzi una vera e propria primizia, in quanto l’autore presenta a fronte la laude del grande poeta e la traduzione in italiano corrente.

  • E questo aiuta, anche i non esperti del volgare del Duecento, a penetrare la bellezza degli scritti jacoponici. Non solo: ogni laude é corredata di una introduzione esplicativa.

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Fino a qualche decennio fa Jacopone veniva studiato nei licei, ora invece molto meno o per nulla. Ed é un peccato perché Jacopone (1228-1306) tocca davvero vertici di alto livello. Varrà ricordare che il suo “Stabat mater” é stato messo in musica da non meno di cinquecento compositori tra i quali Verdi, Vivaldi, Pergolesi, List, Shubert… Un primato, anche questo, di valore assoluto.

  • E che la toccante “Donna del Paradiso” viene considerata la prima opera del teatro italiano.

Il professor Peri, che tra l’altro é tuderte di nascita, ha rivelato di essere stato “rapito” dal suo concittadino d’antan, soltanto pochi anni fa. E cioè quando, in una libreria della California, aveva trovato, sugli scaffali, la biografia del frate francescano dal titolo “Jacopone da Todi, poeta e mistico”, opera della scrittrice Evelyn Underhill. Approfondendo, aveva poi scoperto che ben quattro diversi studiosi degli Usa avevano tradotto le Laudi ed ancora che in Ohio esiste persino un “premio di poesia” intitolato al beato umbro.

In una recentissima intervista a Radio Vaticana il professor Peri, nell’illustrare il suo lavoro di ricerca e di stesura durato tre anni, ha invitato gli eventuali lettori a leggere per prima cosa le note, poste nelle pagine conclusive del volume, proprio per addentrarsi meglio nella poetica jacoponica che l’autore definisce “illuminante, provocatoria, commovente, umanissima e ispirata”. Il libro, in una veste editoriale molto accurata, vanta anche una ricca ed interessante iconografia.

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