Il cammino coniugale raccontato da Righi ed Epicoco

Il cammino coniugale raccontato da Righi ed Epicoco

“Noi”, storia vera di fede, amore e rinascita spirituale

Il cammino coniugale – Diario di un cammino spirituale di coppia. Il libro di Cristina Righi e Giorgio Epicoco diventa testimonianza viva dell’amore coniugale guidato da Dio.

di Ilaria Solazzo

Cosa significa costruire un “Noi” nella società di oggi, segnata da individualismo e crisi dei legami? Come si può rendere testimonianza di una relazione fondata su Dio e sull’amore coniugale vissuto in pienezza? Cristina Righi e Giorgio Epicoco, coppia unita nella vita e nella fede, hanno scelto di rispondere a queste domande non solo con le parole, ma con la vita. Perché, come spiegano, “il “noi” è il primo figlio che la coppia deve generare”.

Nasce su queste fondamenta “Noi. Storia di una chiesa domestica”, edito da Tau il 23 marzo 2018 (132 pagine, €14), disponibile su Amazon e in tutte le librerie italiane. Un testo che va oltre la semplice narrazione: una testimonianza autentica di conversione, rinascita, fede vissuta ogni giorno tra le mura di casa.

“La nostra è una storia di coppia, ma, soprattutto una storia d’amore con Dio”, racconta Cristina Righi, autrice e protagonista. “Scrivere questo libro è stato come prendere un aereo per una destinazione che non avremmo potuto raggiungere altrimenti. Non abbiamo fatto altro che raccontare ciò che ci è accaduto. E, quando Dio è al centro, accadono cose davvero sorprendenti”. Indimenticabile e sostanziale l’incoraggiamento di un amico della famiglia, il teologo di origini libanesi Robert Cheaib che ha insistito affinché il volume vedesse la luce.

Il cammino coniugale

Accanto a Cristina, Giorgio Epicoco sottolinea il senso profondo del titolo: “Ci siamo trovati in questa parola fatta di tre lettere, improvvisamente: NOI. Nel momento in cui abbiamo ritrovato un’altra parola fatta di tre lettere, con la prima maiuscola: DIO”.

Il libro nasce come riflessione e al tempo stesso come dono. Racconta le tappe di una rinascita coniugale, con tutte le difficoltà, le fragilità e le gioie che un cammino di coppia comporta. Una “ristrutturazione” spirituale e affettiva, simbolicamente rappresentata dalla ricostruzione della propria casa, anche fisica, dove tutto — persino il giardino — torna a fiorire.

Cristina e Giorgio sono impegnati da anni nell’accompagnamento delle coppie. Ascolto, preghiera, formazione e sostegno sono le parole chiave del loro operato. “La famiglia è oggi una realtà fragile, spesso messa in crisi da modelli culturali che esaltano l’io e dimenticano il noi — afferma Giorgio — Noi vogliamo proporre un’alternativa possibile: un amore che resiste, si rinnova e cresce nel tempo”.

Il cammino coniugale

Una visione condivisa anche da molti lettori. Fra i commenti che che abbiamo letto, uno – di un ammiratore che si firma Dottor Cicchi – colpisce in cui l’autore pubblicamente elogia la coppia e dice: “Costituiscono una famiglia solida, con quattro figli e una testimonianza concreta. In un’epoca di crisi della natalità e dell’istituzione familiare, la loro storia rappresenta un segnale fortissimo”.

Tra i segni più tangibili di questa chiamata al servizio, l’inaspettato riconoscimento ricevuto dalla Diocesi di Palestrina: il Premio Internazionale della Pace al Santuario della Regina della Pace, sul Monte Scalambra. “Fu un invito arrivato per grazia, attraverso una telefonata di don Primo Martinuzzi — ricorda Cristina — Quando ci trovammo lì, compresi che non era solo un premio, ma una conferma della nostra missione”.

Forse il passaggio più intenso della loro storia è, tuttavia, la nascita della loro “cappellina domestica”: un luogo di preghiera nella loro abitazione, dove è custodito il Santissimo Sacramento. Un privilegio raro, concesso grazie al sostegno del Cardinale Gualtiero Bassetti, legato da un rapporto profondo alla coppia, in quanto quella è la sede della associazioni AMARLUI sezione di Perugia, attraverso la quale i due protagonisti della storia che vi stiamo raccontando vivono momenti di preghiera relativi al cammino di fede che portano avanti.

“Il giorno in cui gli annunciai per prima la sua nomina a cardinale è stato davvero emblematico — racconta Cristina — Rimase incredulo. Il caro e ora compianto Papa Francesco, a cui lo raccontò, paragonò il fatto alle donne che annunciarono la resurrezione agli increduli discepoli!”.

Oggi Cristina e Giorgio guidano cammini per fidanzati e famiglie, sempre con uno stile sobrio, lontano dai riflettori. “Non ci siamo mai considerati catechisti delle coppie. Siamo solo strumenti nelle mani del Signore”, dice Giorgio con umiltà.

Un pensiero che ritorna anche nell’esperienza della loro “casa-chiesa domestica”, visitata più volte dal Vescovo e sempre aperta a chi cerca ascolto e conforto. “È il Signore che ha pensato ogni cosa. Noi abbiamo solo detto sì. Il nostro ‘noi’ si fonda su questo: due persone, una fede, un’unica chiamata”.

Non mancano le voci dei lettori, che trovano nel libro ispirazione e speranza. Monia scrive: “Dona una luce di speranza per ogni coniuge che vuole servire Cristo e amarsi di quell’amore eterno”. Antonella aggiunge: “Un libro giusto e utile per ogni coppia. L’Amore, insieme al Signore, vince su tutto”.

“Noi” è più di un libro: è un invito a credere nella bellezza del matrimonio, nella forza della fede condivisa e nella possibilità di rinascita. Cristina e Giorgio hanno dimostrato che anche oggi, in un mondo frammentato, si può costruire una casa solida, mattone dopo mattone, fondata sulla roccia dell’amore di Dio.

INTERVISTA | Cristina Righi e Giorgio Epicoco

“Nel nostro NOI c’è Dio. E questo fa la differenza”

Dialogo con gli autori di un libro-testimonianza che racconta l’amore coniugale come vocazione e cammino spirituale.

Ilaria Solazzo: Cristina, Giorgio, grazie per essere con noi. Partiamo dal titolo del vostro libro: “Noi. Storia di una chiesa domestica”. Perché proprio “Noi”?
Cristina Righi: Perché “noi” è una parola piccola, ma immensa. È la sintesi di un cammino, di una fusione voluta, cercata e custodita. Quando ci siamo trovati a rileggere la nostra storia, abbiamo capito che la vera protagonista non era l’“io” di ciascuno, ma questo “noi” abitato da Dio. È Lui che lo ha reso possibile.
Giorgio Epicoco: Il titolo è venuto quasi da sé. Ogni relazione autentica ha bisogno di uscire dal proprio ego e costruire un noi. E noi l’abbiamo costruito con fatica, gioia, cadute e rinascite. Ma sempre con lo sguardo rivolto verso l’alto.

Ilaria: Nel libro parlate della vostra esperienza come “chiesa domestica”. È un termine che spesso si usa, ma cosa significa per voi concretamente?
Cristina: Significa che non abbiamo solo una casa dove abitare, ma un luogo sacro dove vivere la fede. La nostra casa è diventata uno spazio di preghiera, di ascolto, di condivisione. È un altare quotidiano dove celebriamo il sacramento del matrimonio, con tutto ciò che comporta: liturgia della vita, del perdono, della cura reciproca.
Giorgio: A un certo punto, la nostra casa ha accolto anche Gesù Eucaristia, in una cappellina domestica. Avere il Santissimo tra le pareti della nostra vita familiare ha rivoluzionato tutto. Ci ha dato una responsabilità enorme, ma anche una gioia incontenibile. Davvero, il Signore ci ha chiesto di essere Chiesa non solo “nella” Chiesa, ma “con” la Chiesa, anche a casa.

Ilaria: La vostra è una testimonianza forte, che parla anche di fragilità e di crisi. Quanto è stato difficile raccontare tutto questo in un libro?
Cristina: Tantissimo. Ogni parola scritta è stata passata al vaglio della verità, della memoria e della preghiera. Non volevamo fare un racconto edulcorato o idealizzato. Le crisi, i momenti bui, le incomprensioni ci sono stati, come in ogni coppia. Ma è proprio lì che Dio ha agito con forza.
Giorgio: Non è un libro teorico. È un libro nato dalle viscere, potremmo dire. Scriverlo è stato come risalire dalla notte per raccontare la luce. Abbiamo voluto essere sinceri, anche nel dolore, perché solo la verità salva.

Ilaria: Nel libro raccontate anche momenti “straordinari”: il Premio Internazionale della Pace, l’incontro con il Cardinale Bassetti, la cappella domestica. Come vivete questi eventi oggi?
Cristina: Come “Dio-incidenze”. Non sono meriti nostri, ma doni ricevuti. Il Signore ci ha aperto strade che non avremmo mai potuto immaginare. L’invito a Monte Scalambra, il riconoscimento, la benedizione del cardinale… sono segni di conferma, che ci dicono: state camminando dove vi ho chiamato.
Giorgio: E ci ricordano che non siamo soli. Ogni riconoscimento è stato anche un richiamo all’umiltà e alla responsabilità. Quando hai il Santissimo in casa, non puoi più vivere superficialmente.

Ilaria: Una delle frasi più forti del libro è: “Il mio sì, il tuo sì, diventi il nostro NOI”. Cosa significa, oggi, dire “sì” nel matrimonio?
Cristina: Significa scegliere ogni giorno. Anche quando non ne hai voglia, anche quando fa male. Il “sì” non è solo quello dell’altare, è quello delle piccole cose: lo sguardo, la pazienza, il perdono. È un atto di volontà, ma anche di fede.
Giorgio: È un atto rivoluzionario. Oggi il mondo ci insegna a cercare noi stessi. Il matrimonio, invece, ti chiede di cercare l’altro. È una rinuncia? No, è una pienezza. Perché nell’altro — se amato in Cristo — ritrovi te stesso.

Ilaria: Per concludere, che messaggio volete lasciare alle coppie che vivono momenti difficili?
Cristina: Che non sono sole. E che c’è speranza, sempre. L’amore può risorgere, la relazione può guarire. Ma serve l’umiltà di lasciarsi aiutare e la fede per credere che Dio può fare nuove tutte le cose.
Giorgio: E che il “noi” è un investimento. È come costruire una casa: ogni giorno si aggiunge un mattone. A volte va rifatta una parete, a volte si cambia la luce. Ma se Dio è il costruttore, la casa sarà salda, anche nella tempesta.

Ilaria: Grazie di cuore, Cristina e Giorgio, per averci aperto il cuore. Il vostro “noi” è davvero una luce per tante coppie.
Cristina e Giorgio: Grazie a voi. Che il Signore custodisca ogni “noi” che sta nascendo o rinascendo.

Una lettura che accende il cuore

“Noi. Storia di una chiesa domestica” non è semplicemente un libro da leggere, ma un’esperienza da vivere. Una carezza per chi si sente smarrito, una luce per chi attraversa la notte della coppia, un incoraggiamento per chi sceglie ogni giorno di amare davvero.

In un tempo in cui la famiglia è spesso dimenticata o svalutata, questa testimonianza restituisce dignità e speranza all’amore coniugale, mostrandolo per ciò che è: una vocazione, un cammino, una missione.

Leggere questo libro significa entrare in punta di piedi in una casa dove si prega, si lotta, si ride e si piange. Una casa dove il centro non è l’io, ma il Noi, abitato da Dio.

Per chi è in ricerca, per chi ama, per chi ha perso fiducia o vuole semplicemente riscoprire la bellezza dell’amore vero: questo libro è per voi.

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