Giuseppe Fioroni il Peter Pan dell’arte, sintetizza la sua passione per il pennello

 
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Giuseppe Fioroni il Peter Pan dell’arte, sintetizza la sua passione per il pennello in questa mostra di un giorno a palazzo Penna. Il 5 settembre 2019.

di Stella Carnevali

Un dialogo onirico con i personaggi felliniani affabulati dal critico cinematografico Fabio Melelli. Giuseppe Fioroni, come un personaggio dei fumetti: lunga barba bianca, sciarpe colorate, camicie fantasia e il suo mitico organetto che ha rallegrato tante conviviali. L’occhio vispo d’un ragazzino quando parla dei pennelli.

Se lo gode adesso quel ragazzino innamorato della pittura che il padre voleva stesse in azienda. Dopo un lungo periodo di obbedienza, la visita di due suore nel suo ufficio determinò lo Switch.

L’indomani, aveva da poco passato i 30anni, si alzò presto e attese l’apertura di quel meraviglioso negozio dei sogni nella piazzetta del Turreno a Perugia. Che non c’è più.  Vendeva infiniti articoli per il disegno e la pittura: passando si sentiva l’odore dei tubetti e dei diluenti, oltre all’abbaiare del piccolo barboncino bianco che i due anziani titolari tenevano sul bancone.

Comprò tutto il necessario che chiuse in una stanza. S’alzava la notte per dipingere e così per lunghi anni. Al mattino, più elettrico che assonnato lavorava in azienda.

Premiato dalla longevità, ha potuto sbizzarrire il suo Peter Pan nella sua Galleria Artemisia in via Alessi, in tantissime mostre e premi ricevuti. Senza mai trascurare i colleghi artisti.

Un evento collaterale della mostra la Pista dei Sogni. Federico Fellini tra cinema e circo.

Il tweet affettuoso del figlio, grande creativo del vivere contemporaneo, Michele Fioroni: “Per quanto cerchi di darmi da fare, continuo ad essere il figlio di Peppe.

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