Giovani e comunità accendono la speranza del Natale

Giovani e comunità accendono la speranza del Natale

Preghiera, canti e testimonianze per una città più unita

Di Tommaso Benedetti

Nella Chiesa di Santa Maria Nuova, in Via Pinturicchio, gremita per l’appuntamento che anticipa il Natale, la comunità parrocchiale ha vissuto una serata intensa, segnata da parole, musica e testimonianze che hanno intrecciato fede, emozione e senso di appartenenza. L’incontro, nato lo scorso anno e ormai divenuto un momento atteso, ha riunito bambini del catechismo, famiglie, giovani animatori e due cori che hanno contribuito a creare un clima di raccoglimento e festa.

Il parroco – Don Marco Briziarelli – ha aperto la serata con un saluto semplice e diretto, ricordando come ogni anno questo appuntamento porti con sé una sorpresa nuova, capace di rinnovare la gioia condivisa. Ha sottolineato la bellezza di vedere i bambini protagonisti, definendo la loro felicità “la cosa più preziosa da custodire”. Ha invitato i presenti a vivere il Natale come un tempo che “abita le nostre vite”, richiamando il valore del silenzio, della pace e della capacità di riconoscere la voce autentica che guida il cammino spirituale.

Il riferimento a Giuseppe, simbolo di ascolto e discrezione, ha introdotto una riflessione più ampia sul significato della preparazione al Natale: un percorso che non si limita alla celebrazione, ma che diventa occasione per costruire pace ogni giorno, nelle relazioni e nelle scelte quotidiane.

A seguire, due giovani animatori, Sara e Lorenzo, hanno raccontato il loro percorso all’interno del catechismo, ricordando gli anni trascorsi tra attività, rappresentazioni e momenti di servizio. Hanno presentato il mimo proposto durante la serata, spiegando come non si tratti solo di una performance, ma di una vera preghiera dedicata ai ragazzi che attraversano difficoltà personali. Il tema centrale, la lotta tra bene e male, è stato descritto come un invito a riconoscere la fragilità umana e la forza della speranza.

La lettura meditativa sul significato del Natale ha scandito alcuni passaggi chiave: è Natale quando si tende la mano a un fratello, quando si ascolta in silenzio, quando si rifiutano logiche che emarginano, quando si accolgono i limiti propri e altrui. Un richiamo alla responsabilità personale e comunitaria, espresso con parole semplici ma profonde.

Nella parte conclusiva, un rappresentante della comunità ha ricordato come l’incontro sia nato per creare unità e offrire un momento di augurio condiviso. Ha evidenziato il ruolo dei giovani come “testimoni della speranza”, capaci di portare luce nelle povertà materiali, spirituali e relazionali che attraversano la società. Ha auspicato una città più unita, capace di camminare insieme e di riconoscere nell’incontro la sua ricchezza più grande.

La serata si è chiusa con un clima di gratitudine e partecipazione, lasciando nei presenti la sensazione di aver vissuto un momento autentico, capace di preparare al Natale non solo con canti e parole, ma con un rinnovato desiderio di pace e comunione.

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