Epistolario: Adele Costa-Gnocchi scrive a Marianna Antonelli

 
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Epistolario: Adele Costa-Gnocchi scrive a Marianna Antonelli

Finalmente è possibile deliziarsi della lettura dell’Epistolario: Adele Costa-Gnocchi scrive a Marianna Antonelli. L’amicizia elettiva fiorita nella terra umbra di Montefalco curato da Stefania Rossi Barilozzi edito da Edizioni Era Nuova nel Gennaio 2020.

La prima dell’epistolario, che si è svolta il 4 settembre 2020, non poteva avere una cornice più appropriata e prestigiosa come quella della IX edizione del  Festival delle Corrispondenze a Monte del Lago -Magione (PG).

Alla presentazione, che  ha avuto il privilegio dell’ intervento della presidente della regione Umbria, Donatella Tesei,  ha partecipato oltre l’autrice, Luigi Paulucci Barouk discendente di Adele Costa-Gnocchi, Adelaide e Francesco Antonelli discendenti di Marianna Antonelli, coordinati dalla giornalista Luigina Miccio.

L’epistolario, che raccoglie lettere e cartoline autografe inviate da Adele all’amica e sodale Marianna Antonelli, si rivela  un’autentica e preziosa fonte che oltre ad arricchire la ricostruzione di una donna umbra, tra le prime allieve di Maria Montessori e antesignana della pedagogia dalla vita prenatale al bambino di tre anni, offre elementi storici, sociali, culturali del primo cinquantennio del Novecento italiano e in parte anche europeo.

Dagli scritti emergono due donne d’avanguardia che hanno contribuito ad elevare le menti e lo spirito di giovani ragazze sia sul piano materiale che spirituale con varie iniziative, tra queste la più importante è, nell’ambito delle Industrie Femminili Italiane, la scuola di ricamo di Montefalco.

Un altro tema che permea l’epistolario è il ruolo che Adele ha insieme all’amica nel dibattito del modernismo cattolico, un moto di rinnovamento del primo novecento, interno al cattolicesimo promosso da alcuni esponenti della cultura cattolica soprattutto sacerdoti: a tale dibattito le due amiche partecipano con autonomia di giudizio, frequentando persone che vanno dai baroni Franchetti  ai vari sacerdoti modernisti. Aspetto affascinante della lettura di tali scritti è il linguaggio di Adele, un linguaggio suggestivo, sintetico e spesso anche poetico.

di Stefania Rossi Barilozzi

 

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