Da Raffaello a Canova, da Valadier a Balla, in 100 opere a Perugia [FOTO]

Con la prima donna, Lavinia Fontana, pittrice di mestiere ed anche musicista, in un suo autoritratto del 1577.

Da Raffaello a Canova, da Valadier a Balla, in 100 opere a Perugia

Da Raffaello a Canova, da Valadier a Balla, in 100 opere a Perugia

Da Stella Carnevali
PERUGIA – A Perugia 100 capolavori inediti nella mostra “Da Raffaello a Canova, da Valadier a Balla”. Nelle nobili sale dei palazzi Lippi Alessandri e Baldeschi, in corso Vannucci. Dal 21 febbraio fino al 30 settembre. Curata da Vittorio Sgarbi. E’ il risultato di una filiera collaborativa lunga più di un anno che comincia con Sgarbi e Dessì che, tuffati a scavare nei depositi dell’Accademia di San Luca a Roma,  fanno oh! Con tanti piccoli orgasmi che producono la selezione di queste 100 opere restituite allo sguardo dei visitatori.

Stella Carnevali

L’orchestra s’accresce di collaborazioni e di richiami storici ed artistici. Raffaello, Bronzino, Pietro da Cortona, Guercino, Rubens, Wicar, Hayez, Giambologna, Canova, Valadier, Balla. Ma anche capolavori di Wicar dell’Accademia di belle arti di Perugia in una inedita conversazione con la maestosa collezione Marabottini (700 opere) della Fondazione Cassa di Risparmio Perugia, esposte in permanenza a palazzo Baldeschi.

Con dipinti e sculture di altri fondamentali artisti italiani e stranieri a documentare il Quattrocento e il Novecento. In 12 sale che seguono un percorso cronologico. Le opere sono state restaurate grazie all’associazione Fort di Bard, la Fondazione CariPerugia Arte. Da standing ovation l’impegno del team CariPerugia Arte diretto da Cristina De Angelis.

Le sculture di Canova, Ximenes, Apolloni, Mistruzzi, Candoni, Rinaldi. Thorvaldsen, Chinarde non solo. Dal Quattrocento al Novecento passando per un Barocco da sballo ricco di pennellate caravaggesche e michelangiolesche. Si entra nel Novecento con Aroldo Bellini e la sua ballerina, una scultura in bronzo. Bellini si diploma all’Accademia di belle arti di Perugia nel 1924. “Il Sonno” romano di Fabrizio Clerici del 1955, un olio su tela che rappresenta un onirico paesaggio di vestigia archeologiche.

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Si è creata una nuova danza tra l’Accademia di San Luca in Roma, la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, la CariPerugia Art, l’Accademia di belle arti di Perugia, gli amici del Fort di Bard in Val d’Aosta. Quanto all’antica Accademia di San Luca in Roma, simbolicamente fondata dal pittore Federico Zuccari, poco conosciuto ma anche primo Principe dell’Accademia. Il fratello Taddeo ha dipinto gli affreschi della  sala degli Zuccari nel cinquecentesco palazzo comunale di Spello, ed anche ad Amelia e Orvieto.