Completato il restauro dell’Arco dell’Arcadia al Frontone

Completato il restauro dell'Arco dell'Arcadia al Frontone

Completato il restauro dell’Arco dell’Arcadio al Frontone

Dopo un attento ed efficace restauro viene restituito alla cittadinanza l’Arco dell’Arcadia presso i Giardini del Frontone, primo giardino pubblico della storia di Perugia, edificato su un’area anticamente occupata da una necropoli etrusca e oggi situato nel quartiere di Borgo XX giugno, di fronte all’Abbazia di San Pietro. L’intervento è stato reso possibile grazie al contributo ricevuto nell’ambito dell’ottava edizione de “I Luoghi del Cuore”, il censimento dei luoghi italiani promosso da FAI – Fondo Ambiente Italiano e Intesa Sanpaolo.

Durante il censimento del 2016, infatti, il comitato nato dall’impegno e dal lavoro del Tavolo delle Associazioni del Centro storico di Perugia e la Delegazione FAI locale hanno unito le forze e lanciato un appello condiviso a favore dei Giardini del Frontone, raccogliendo 10.545 voti a sostegno di questo luogo che rappresenta un punto di riferimento per i cittadini di Perugia. Questo risultato ha permesso al Comune di Perugia, proprietario del parco, di partecipare al bando che il FAI lancia dopo ogni edizione dell’iniziativa, presentando un progetto per il restauro dell’Arco dell’Arcadia – arco trionfale in travertino sormontato da un grifo posizionato nel 1791 da Baldassarre Orsini per accogliere la statua del Dio Apollo, protettore dell’Accademia dell’Arcadia – e del piccolo anfiteatro con gradinate circolari adiacente, accompagnato da un piano di comunicazione e di azione sul territorio. Il progetto è stato valutato idoneo e ha così ottenuto un contributo “I Luoghi del Cuore” di 20.000 euro messo a disposizione da FAI e Intesa Sanpaolo, a cui si è aggiunto il cofinanziamento del Comune di Perugia, per un totale di 37.500 euro.

Il restauro, appena concluso, aveva l’obiettivo di migliorare la solidità dell’arco e dei gradoni dell’anfiteatro e, contemporaneamente, riportare le basi dell’arco e le sue decorazioni – il grifo, le piramidi e le sfere – al loro aspetto originario, attraverso l’utilizzo di prodotti e tecniche adatti a trattare il materiale calcareo di cui sono composti. Dopo un iniziale lavaggio a terra e in laboratorio e un trattamento per la pulitura delle decorazioni, i finimenti, che presentavano numerose lesioni e distaccamenti, sono stati stuccati e velati così da presentare un colore uniforme. Gli elementi in ferro e i metalli sono stati invece trattati con solventi specifici che aiutano a prevenirne l’ossidazione.

Nello specifico, i lavori si sono svolti in tre fasi: un intervento preliminare esteso, finalizzato alla rimozione dei depositi superficiali e a una prima disinfestazione attraverso biocida; un intervento specifico per il paramento in travertino e uno per il paramento in mattoni che ha previsto, oltre alla normale pulitura e trattamento delle superfici, anche una stuccatura e una revisione cromatica dei materiali che compongono il bene, il grifo e i finimenti posizionati sopra i pilastri; infine, un trattamento impermeabilizzante degli elementi lapidei a cui ne è seguito uno finale volto a prevenire la formazione di micro e/o macroflora che andrebbero a danneggiare l’estetica dell’arco.

Oggi il monumento, tornato al suo antico splendore, è stato “ufficialmente” presentato con una cerimonia a cui erano presenti, tra gli altri, il Sindaco Andrea Romizi, il vice Sindaco Urbano Barelli, l’Assessore alla cultura Teresa Severini,  Presidente Regionale FAI Umbria Nives Maria Tei Coaccioli, il Direttore del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari ed Ambientali dell’Università degli Studi di Perugia Francesco Tei, il Referente del Gruppo FAI Giovani di Perugia Alessandro Graziani, il Dirigente dell’U.O. Engineering Beni Culturali e Sicurezza sul lavoro del Comune di Perugia Franco Becchetti e il rappresentante di Intesa Sanpaolo Pietro Buzzi, Direttore di Area Imprese della Regione Umbria. L’evento è stato anche occasione per illustrare i lavori che l’Amministrazione Comunale ha sostenuto nel corso degli anni, tesi alla salvaguardia e alla valorizzazione dei Giardini del Frontone: il rifacimento completo dell’impianto di illuminazione, il consolidamento del muro prospiciente viale Roma e l’intervento di restauro delle statue inserite nel progetto ArtbonusPerugia, finanziati da più mecenati con 50.000 euro di donazioni liberali.

La Presidente Regionale FAI Umbria Nives Maria Tei Coaccioli ha così commentato: “Oggi viene riconsegnato un Luogo del Cuore ai perugini; è motivo di grande soddisfazione per la nostra Fondazione. Nel 2016 furono oltre 10.500 i voti espressi per segnalare i Giardini del Frontone al censimento del FAI e una partecipazione così numerosa e compatta non poteva essere ignorata: si è quindi innescato un circuito virtuoso, condiviso con Istituzioni, Enti e Associazioni, che ci ha consentito di riaccendere l’attenzione su un bene così importante e significativo. Il censimento de ‘I Luoghi del Cuore’ ha dimostrato ancora una volta quanto i cittadini siano attenti al patrimonio d’arte che costituisce l’identità di una comunità. Desidero ringraziare il Comune di Perugia che ha creduto in questo ambizioso progetto di riqualificazione. Ora l’auspicio è che i Giardini del Frontone tornino a essere un luogo vissuto dai perugini nella loro quotidianità e sede di eventi straordinari. Il FAI Umbria, la Delegazione e il Gruppo FAI Giovani di Perugia sono pronti e desiderosi di collaborare per il raggiungimento di questo importante obiettivo”.

Il Sindaco Andrea Romizi afferma con soddisfazione: “L’intervento eseguito al Frontone, con le statue tornate a risplendere grazie all’Art Bonus prima con un finanziamento dei coniugi Cucinelli e di alcuni cittadini, e ora con il restauro dell’Arco dell’Arcadia, grazie al contributo del FAI e Intesa Sanpaolo, è il segno di un nuovo protagonismo dei perugini che amano la città e si impegnano a preservarne la bellezza. Il Frontone è un luogo caro ai perugini, stiamo quindi lavorando anche alla valorizzazione del suo patrimonio arboreo, in collaborazione con l’Università, l’Archivio di Stato, enti, associazioni e cittadini stessi, intervenendo sul verde e sulle modalità di gestione del giardino, al fine di ridare dignità a questi luoghi, renderli pienamente fruibili e sempre più belli.”

Il censimento “I Luoghi del Cuore”

Dar voce alle segnalazioni dei beni più amati in Italia per assicurarne il futuro è lo scopo de I Luoghi del Cuore, il censimento promosso dal FAI in collaborazione con Intesa Sanpaolo. Il progetto, lanciato nel 2003, si svolge ogni due anni e si propone di coinvolgere concretamente tutta la popolazione e di contribuire alla sensibilizzazione sul valore del nostro patrimonio culturale e paesaggistico. Attraverso il censimento, il FAI sollecita le istituzioni locali e nazionali competenti affinché mettano a disposizione le forze per salvaguardare i luoghi cari ai cittadini; ma il censimento è anche il mezzo per intervenire direttamente, laddove possibile, nel recupero di alcuni beni votati. I Luoghi del Cuore, dal 2003 a oggi, ha permesso di varare interventi a favore di 92 luoghi grazie alla fattiva collaborazione tra FAI e istituzioni. Ancora più numerosi sono gli effetti virtuosi innescati dell’iniziativa, che hanno portato al recupero di beni grazie alla mobilitazione di pubbliche amministrazioni e privati cittadini.

Per informazioni: www.iluoghidelcuore.it

Il FAI è una Fondazione nazionale senza scopo di lucro nata nel 1975 per promuovere una cultura di rispetto della natura, dell’arte e delle tradizioni d’Italia e tutelare un patrimonio che è parte delle nostre radici e della nostra identità. Da oltre quarant’anni il FAI ha salvato, restaurato e aperto al pubblico importanti testimonianze del patrimonio artistico e naturalistico italiano grazie al generoso aiuto di moltissimi cittadini e aziende.

In linea con il principio di responsabilità sociale, Intesa Sanpaolo condivide con il FAI i valori del progetto “I Luoghi del Cuore” volto alla piena valorizzazione e a un compiuto apprezzamento della bellezza e dell’unicità del nostro Paese attraverso la sensibilizzazione degli italiani sul valore del loro patrimonio artistico e ambientale.

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