Al Gotto la presentazione del libro con sala gremita
Agorà – di Francesco Gori – Successo di pubblico per l’incontro dedicato alla presentazione del volume “AGORÀ. Ombre e storie nelle piazze di Perugia”, ospitato presso Il Gotto nell’ambito della rassegna “Conversazioni in città”. L’evento ha visto la partecipazione di una sala affollata, attenta ai racconti e agli approfondimenti proposti dagli autori coinvolti. Tra i presenti anche la Presidente del Consiglio regionale, Sarah Bistocchi.
Il libro è parte della collana nazionale “Leggere la città”, pubblicata da La Valle del Tempo di Napoli, che raccoglie riflessioni e storie legate alle piazze di varie città italiane. La pubblicazione segue i volumi già editi, dal 2021, su Napoli, Firenze, Benevento, Ravenna e Perugia, e anticipa le uscite del 2024, dedicate a Ferrara e Orvieto. La scelta del termine “agorà” fa riferimento all’antica Grecia, dove indicava lo spazio urbano in cui si svolgeva la vita politica, religiosa e commerciale della polis.
Agorà
Il testo si sofferma sulle numerose vicende storiche delle piazze perugine, dalle origini etrusche e romane fino alla contemporaneità. Emergono episodi legati al bellum perusinum, alla difesa contro i Goti di Totila, ai conflitti tra nobili e borghesi, e alle rivolte contro il potere pontificio che portarono all’abbattimento delle fortezze papali. Il volume offre quindi un affresco articolato della città, raccontata attraverso i suoi spazi più significativi.
La morfologia urbana di Perugia, sviluppata su due colli unificati a circa 500 metri di altitudine, ha origine dal Paleo-Tevere, fiume attivo in epoca pliocenica, che confluiva in un delta vasto proprio dove oggi sorge il centro abitato. Le tracce di civiltà si estendono dal VII-VI secolo a.C. ai giorni nostri, rendendo Perugia uno dei luoghi più rappresentativi per accogliere una riflessione collettiva sulle trasformazioni urbane.
Numerosi gli autori coinvolti nella realizzazione del libro: Giovanna Battaglini, Giordana Benazzi, Tiziana Biganti, Enzo Cordasco, Emidio De Albentis, Riccardo de Sangro, Roberto Fioroni, Elvio Lunghi, Gianfranco Maddoli, Italo Marinelli, Franco Mezzanotte, Mauro Monella, Anna Mori, Ruggero Ranieri, Lorena Rosi Bonci, Maria Rita Silvestrelli, Maurizio Stefanelli, Alberto Stella, Francesco Trabolotti.
Ogni autore ha scelto una piazza legata a un ricordo personale o a una suggestione storico-artistica. Maurizio Stefanelli ha scritto della Piazzetta di via Eremita alla Conca, mentre Piazza San Francesco al Prato è diventata protagonista di “Storie di un luogo comune”. Tra le altre, Piazza Cavallotti è descritta come luogo di “pietre che gridano”, mentre Piazza Baldassarre Ferri si lega all’immagine di “una stella a cinque raggi”.
In “Un sogno, un pensiero, un appello”, si racconta Piazza del Drago, mentre “Un osservatorio nel teatro della Cupa” è dedicato a Piazza della Repubblica. Di Piazza Italia si parla in “da un portone all’altro”, e Piazza Giordano Bruno è descritta con il titolo “Cercando un nuovo ubi consistam”. Piazza Monteluce è raccontata sia attraverso il fascino del teatro che con l’episodio “Quel rosonaro di Monteluce, come la sapeva lunga”.
Un’altra sezione del volume è invece dedicata alla struttura delle piazze e alla loro evoluzione urbana, combinando schede di carattere storico-artistico con riflessioni personali. Vengono così affrontati spazi centrali come Piazza IV Novembre, identificata come “Platea magna communis Perusii”, e Piazza Giacomo Matteotti, vista come “una piazza di vita sull’orlo di una rupe”.
Piazza Danti viene raccontata attraverso figure emblematiche come papi, comunisti, artisti, duchi ed etruschi. Piazza Piccinino mostra i suoi segreti oltre le facciate, mentre Piazza San Severo riporta alla memoria passaggi dimenticati. Non mancano ricordi su Piazza Biordo Michelotti, Piazza Giovan Battista Rossi Scotti, e Piazza delle Prome. In “La mia non piazza”, si descrive Piazza Domenico Lupattelli, mentre Prato di San Michele Arcangelo è presentato come punto terminale di un racconto corale.
La serata si è conclusa con un dibattito tra il pubblico e gli autori, seguito da un momento conviviale. L’iniziativa si inserisce in un progetto di valorizzazione del patrimonio cittadino che, partendo dalle piazze, prova a ricostruire la memoria condivisa di una città segnata da stratificazioni storiche, architettoniche e culturali.

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