I nuovi contributi per l’acquisto di capi di razza a Perugia
La zootecnia umbra riparte con un piano di sostegno strutturato e atteso da oltre quattordici anni. La giunta regionale dell’Umbria, riunitasi oggi a Perugia, ha deliberato il via libera definitivo ai criteri di selezione e alle modalità di ammissibilità della spesa per l’erogazione di finanziamenti specifici destinati agli allevatori del territorio. L’iniziativa, promossa dall’assessore alle Politiche agricole Simona Meloni, mira ad agevolare l’acquisizione di animali riproduttori selezionati e iscritti regolarmente ai registri anagrafici o ai libri genealogici di razza.
Un piano economico contro l’attesa istituzionale
Il provvedimento sblocca uno stanziamento complessivo di 150mila euro gravanti sul Fondo unico regionale per l’agricoltura. Questa manovra economica intende colmare un vuoto normativo e operativo che si protraeva precisamente dal 2012. Le sovvenzioni verranno erogate nella forma di contributo in conto capitale, coprendo i costi sostenuti dai richiedenti fino a un tasso massimo del 60 per cento. L’assegnazione dei fondi seguirà i parametri stabiliti dalle normative europee riguardanti il regime de minimis, garantendo trasparenza e conformità amministrativa. L’assessore Meloni ha espresso profonda soddisfazione per la conclusione dell’iter, definendo la misura come una risposta tangibile e non più differibile per le aree rurali.
I beneficiari e le categorie ammesse al bando
I destinatari di questa misura di sostegno sono le aziende agricole, in forma singola oppure associata, che conducono attività di allevamento sul suolo umbro. Tra i requisiti obbligatori figura l’iscrizione attiva all’interno della Banca Dati Nazionale dell’Anagrafe Zootecnica. Il piano di incentivi include un ampio spettro di specie animali per assicurare una copertura totale delle filiere locali. Di conseguenza, risulteranno ammissibili le spese destinate al reperimento di esemplari maschi riproduttori e di fattrici femmine appartenenti ai settori bovino, bufalino, suino, ovino, caprino, equino e asinino. Tutti i capi dovranno necessariamente risultare registrati nei pertinenti cataloghi di razza o nel registro ufficiale istituito dalla legge regionale numero 12 del 2015.
Obiettivi strategici per la biodiversità e lo sviluppo
L’investimento sui riproduttori di qualità risponde a una precisa visione di salvaguardia ambientale e commerciale. L’amministrazione regionale sottolinea come il potenziamento genetico sia fondamentale per consolidare la competitività delle catene agroalimentari locali e valorizzare i prodotti tipici. Oltre a incrementare il valore economico delle aziende, la delibera persegue la tutela della biodiversità e la conservazione delle risorse genetiche di matrice agraria. Gli allevatori vengono considerati veri e propri custodi dell’ecosistema collinare e montano dell’Umbria. La gestione pratica delle procedure e la pubblicazione dell’imminente avviso pubblico saranno coordinate dalla società finanziaria regionale Gepafin S.p.A., incaricata di tradurre le linee guida in graduatorie operative per le imprese richiedenti.

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