Festival del Medioevo, utilizzo di animali schiavizzati, scatta polemica

Festival del Medioevo, utilizzo di animali schiavizzati, scatta polemica

«Tramite i mezzi di informazione ho avuto notizie del Festival del Medioevo che si terrà a Gubbio dal 25 al 29 settembre. L’edizione di quest’anno s’intitolerà “Donne l’altro volto della storia”, un tema interessantissimo per me tanto che volevo parteciparvi. Leggendo il programma, nutrito di un numero incredibile di interventi, ho, purtroppo, notato che domenica 29 settembre dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19 verrà presentata L’arte dei Falconieri in piazza Frondizi (Un volo nel passato alla scoperta dell’antica disciplina della falconeria. Didattica e dimostrazioni con rapaci diurni e notturni)». E’ quanto scrive la signora Lucilla Mancini da Firenze che invia una nota non solo alla nostra redazione, ma anche al comune di Gubbio e agli organizzatori del Festival.

Ma poi dettaglia scrivendo: «Una vera e propria caduta di stile per un grande evento culturale come il vostro che avete, giustamente, presentato come “Non una rievocazione e nemmeno una delle tante feste medievali». La falconeria – aggiunge -, per chi non lo sapesse, è una pratica venatoria basata sull’uso di falchi o altri uccelli rapaci per catturare prede, solitamente altri uccelli; lasciamola, appunto, al Medioevo! 

Il messaggio veicolato non è assolutamente culturale, ma antropocentrico e irrispettoso di altri esseri viventi. Per la prossima edizione – conclude – mi aspetto un inequivocabile cambiamento di tendenza».Gli fa eco anche la presidente onorario della Lega Italiana dei Diritti dell’Animale, Serena Ruffilli, che sottoscrive la lettera della signora Lucilla: «Le tradizioni sono sempre belle e interessanti, tranne quando per rievocarle si utilizzano animali schiavizzati. Lasciamo appunto ai secoli “bui” certe abitudini e andiamo verso la luce… ci siamo evoluti nel frattempo; sempre più persone vedono certi spettacoli per quello che sono realmente (coercizione, dominanza, schiavitù per esseri viventi che amano la libertà non certo meno di noi). Confido in una riflessione e il prossimo anno verrò a sbirciare il programma, se noterò dei cambiamenti parteciperò più che volentieri anche io!»

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