Cinghiali, Bandecchi alla Regione servono più risorse ferme

Cinghiali, Bandecchi alla Regione servono più risorse ferme

Scontro sui contributi, a Terni resta il nodo convenzione

📌 FLASH NEWS – Bandecchi replica all’assessore Simona Meloni sul contenimento dei cinghiali. presidente della Provincia di Terni sostiene che le risorse promesse non sono arrivate e che senza fondi le attività di controllo restano limitate
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Terni, 30 settembre 2026 – Torna al centro del confronto istituzionale il tema del contenimento dei cinghiali nel territorio ternano. Il presidente della Provincia di Terni, Stefano Bandecchi, ha diffuso una nota con cui risponde alle dichiarazioni dell’assessore regionale Simona Meloni, intervenendo sulla questione delle risorse economiche destinate alle attività di controllo della fauna selvatica. Al centro della replica vi sono i finanziamenti per la vigilanza ittico-venatoria e per le operazioni connesse alla gestione della popolazione dei cinghiali. Bandecchi sostiene che alcune informazioni diffuse sulla situazione della Provincia non corrispondano alla realtà dei fatti e precisa che l’ente avrebbe adempiuto correttamente agli obblighi di rendicontazione previsti dalle convenzioni sottoscritte con la Regione.

Nel comunicato il presidente della Provincia evidenzia che la Polizia provinciale di Terni ha svolto regolarmente le attività previste dall’accordo in vigore fino a giugno 2025. Secondo quanto riferito, la documentazione relativa alle attività effettuate sarebbe stata trasmessa nei tempi richiesti, consentendo successivamente l’erogazione del rimborso regionale pari a 20 mila euro. Per questo motivo Bandecchi respinge le affermazioni secondo cui la Provincia avrebbe mostrato difficoltà nel rendicontare le attività svolte. Il presidente ritiene infatti che i pagamenti ricevuti rappresentino la conferma del corretto completamento delle procedure amministrative richieste.

Un altro passaggio della replica riguarda i dati relativi agli abbattimenti effettuati nel corso del 2025. Bandecchi ricorda che la Polizia provinciale ha operato soltanto fino a giugno con risorse considerate limitate, ottenendo comunque un incremento degli abbattimenti rispetto ai periodi precedenti. Sulla carta il risultato potrebbe apparire significativo. Tuttavia il presidente invita a leggere quei numeri tenendo conto della capacità riproduttiva della specie. Secondo il ragionamento esposto nella nota, il numero di esemplari eliminati non sarebbe sufficiente a incidere in maniera sostanziale sull’andamento complessivo della popolazione presente sul territorio. Ampio spazio viene dedicato proprio all’aspetto demografico della specie. Bandecchi sottolinea che una scrofa può partorire più cuccioli nel corso dell’anno e che tale dinamica rende particolarmente complesso il contenimento del fenomeno.

Secondo le valutazioni riportate, anche a fronte di oltre 1.700 abbattimenti registrati nel 2025, la crescita naturale della popolazione continuerebbe a produrre migliaia di nuovi esemplari. Da qui la convinzione che il problema non possa essere affrontato esclusivamente attraverso i risultati numerici degli abbattimenti, ma richieda interventi più strutturati e adeguatamente finanziati. Il presidente richiama inoltre le segnalazioni arrivate dai sindaci del territorio provinciale al Prefetto di Terni, elemento che a suo giudizio confermerebbe la diffusione del problema in numerose aree della provincia.

Nella sua analisi Bandecchi collega la presenza dei cinghiali anche alle conseguenze economiche per gli enti pubblici. Il presidente cita infatti i danni attribuiti alla specie e il peso che eventuali richieste di risarcimento possono avere sui bilanci pubblici. Secondo quanto evidenziato nella nota, il fenomeno comporterebbe un impatto che va oltre la gestione faunistica, coinvolgendo anche il tema delle spese legali e degli indennizzi riconosciuti nei casi previsti dalla normativa. Uno dei punti principali del comunicato riguarda le somme richieste dalla Provincia alla Regione Umbria per sostenere le attività di controllo e vigilanza.

Bandecchi afferma che nel corso del 2025 era stata prospettata l’ipotesi di un incremento del contributo destinato alle attività faunistico-venatorie. Dopo le verifiche effettuate, tale possibilità non avrebbe però trovato concreta attuazione. Il presidente ricorda inoltre che durante gli incontri istituzionali era stata affrontata anche la programmazione relativa al 2026. In quella sede, riferisce, la Provincia avrebbe avanzato una richiesta di finanziamento pari a 200 mila euro, mentre dall’assessorato sarebbe stata prospettata un’ipotesi inferiore.

Un ulteriore elemento di confronto riguarda la convenzione per l’anno 2026. Bandecchi evidenzia che l’accordo non risulta ancora sottoscritto e che, in assenza delle risorse richieste, la Polizia provinciale avrebbe proseguito le proprie attività limitandosi alle verifiche connesse alle comunicazioni degli interventi effettuati dall’Atc3 sotto il profilo della sicurezza. Secondo il presidente, la mancata disponibilità delle risorse economiche necessarie avrebbe inciso sulla capacità operativa dell’ente nel contrasto al fenomeno.

Pur ribadendo le proprie osservazioni, Bandecchi mantiene un tono istituzionale nei confronti dell’assessore regionale. Nella conclusione del documento ricorda di avere sempre apprezzato il metodo di lavoro di Simona Meloni e conferma la disponibilità della Provincia a collaborare con la Regione Umbria, con i sindaci del territorio e con le altre istituzioni coinvolte. L’obiettivo indicato è quello di sviluppare strategie coordinate per affrontare una problematica che continua a interessare ampie aree della provincia ternana. Il presidente ribadisce però che, senza adeguate coperture finanziarie, la Provincia non dispone degli strumenti necessari per rafforzare le attività di vigilanza e di controllo sul territorio.

L’emergenza legata ai cinghiali, secondo la posizione espressa dall’ente provinciale, richiede un impegno condiviso tra istituzioni e risorse economiche adeguate per rendere efficaci gli interventi di contenimento, come riporta il comunicato dell’Amministrazione provinciale di Terni – ufficio stampa.

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