Tevere orvietano raggiunge soglia, ma diga di Corbara non è stata riaperta

Tevere orvietano raggiunge soglia, ma diga di Corbara non è stata riaperta

Tevere orvietano raggiunge soglia, ma diga di Corbara non è stata riaperta

L’emergenza del maltempo, che nel fine settimana aveva interessato undici regioni italiane, fra cui anche l’Umbria – come preannunciato dal Centro Meteo Italiano – registra un miglioramento. Il maltempo ha concesso, quindi, una sosta. Ma gli interventi dei vigili del fuoco sono stati tantissimi, tanti per smottamenti, tante raffiche di vento, tanta pioggia e alberi abbattuti. Il tutto tra 16 e il 17 scorso.

Tanti i disagi sulla viabilità, ancora non quantificabili i danni, anche se, dalle associazioni di categorie, cominciano ad arrivare alcune stime. Programmata per oggi la riapertura della diga di Corbara per lo scarico della piena del fiume Tevere.

Secondo quanto comunicato dalla Società ERG Hidro la riapertura era stata programmata per oggi alle 15 . Ma di fatto non ce n’è stato bisogno, in quanto l’invaso ha tenuto perfettamente, come spiega il responsabile, Ingegner Berni.

«La diga era vuota, la piena aveva tanti millimetri cubi, ma non così eccezionale – ha detto Berni. Ha immagazzinato bene per poi gestire il rientro nella normalità con tutta la tranquillità del mondo. Il Paglia è passato e la diga ha invasato, questo è quello che deve fare durante le piene, per disconnettere il sistema Altotevere con quello del Paglia.

Il responsabile ha poi spiegato il meccanismo della diga: «In pratica il Tevere viene sbarrato nella stretta di Corbara e a valle di questo sbarramento c’è la confluenza con il fiume Paglia che a sua volta, con un bacino interregionale Toscana e Lazio, i fiumi Astrone e Chiani da una parte e l’Alto Paglia dall’altra, entra sul Tevere a valle della diga. Il ruolo prezioso che deve fare la diga è quella di mettere in fila i volumi di acqua senza farli arrivare tutti insieme, perché poi nelle zone di Narni e più a valle Orte, potrebbero esserci delle aree a rischio oltre a tutte quelle che riguardano la regione Lazio. Questo gioco di incastri – ha commentato Berni – funziona quasi sempre. Solo la concomitanza di un’onda di piena occasionale, sommata al fatto di trovare la diga completamente piena, potrebbe determinare dei rilasci uguali alla piena che arriva per salvaguardare lo sbarramento. La diga in quel caso non è più utile, altrimenti – conclude – per tutti questi eventi di piena ordinari o non troppo eccezionali la diga fornisce sempre la possibilità di fare questo gioco di mitigazione del rischio idraulico a Valle».

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