Piano rifiuti Umbria, no CSS, più economia circolare e raccolta differenziata 🔴📸 Foto e video

 
Chiama o scrivi in redazione


Piano rifiuti Umbria, no CSS, più economia circolare e raccolta differenziata

Zero inceneritori, zero discariche, più economia circolare, più materie seconde e più raccolta differenziata! E’ questo in sintesi l’argomento che ha spinto gruppi di comitati a protestare sabato pomeriggio in contemporanea nelle città di Perugia, Terni, Gubbio e Spoleto, contro il piano dei rifiuti della Regione Umbria. Territori solidali per una battaglia comune e per un’Umbria di ecodistretti e non quella dell’immondizia che non tiene conto dell’identità di una regione ricca di città d’arte.

“No all’uso del CSS nei cementifici Barbetti e Colacem e al trattamento di rifiuti anche pericolosi alla Maio Tech, sita nella frazione”. E’ quanto dicono in maniera decisa i manifestanti che nel contempo chiedono che “il piano regionale dei rifiuti sia volto al conseguimento della strategia Rifiuti Zero, senza incenerimento e discariche; che i fondi del Recovery Plan siano impegnati per una vera economia circolare (recupero di materia e riciclo) e una transizione energetica ecosostenibile, non per la produzione di CSS da bruciare nei cementifici; che siano fondamentali la tutela della salute e un piano di prevenzione primaria dalle esposizioni inquinanti; che venga subito riattivato il Registro dei tumori”.


Anna Rita Guarducci, Presidente del coordinamento Rifiuti Zero Umbria

Prima che la Regione Umbria dia l’autorizzazione a procedere – chiedono i comitati – si valutino tutti i fattori di rischio ambientale presenti da decenni nella Conca Eugubina, a causa di impianti insalubri di prima classe. Sono decenni di emissioni inquinanti, metalli pesanti, polveri sottili, diossine nell’assenza di dati epidemiologici e indagini sanitarie approfondite.



“Se si tiene conto – hanno aggiunto – che, secondo un report dell’EEA (European Environment Agency) del 2011, i cementifici Barbetti e Colacem erano nell’ordine il primo e il secondo in Italia per danno ambientale e tra le 622 industrie che hanno creato maggior danno all’ambiente in Europa, si può comprendere la preoccupazione degli abitanti del territorio. La particolarità di questi stabilimenti è che, oltre tutto, sono DUE, cumulando emissioni che vengono raddoppiate; inoltre sorgono praticamente all’interno della città: uno a ridosso della frazione più popolosa del comune, Padule, e l’altro a Semonte, a meno di un chilometro dal centro, in prossimità di scuole. Nessuno ha mai detto che le Cementerie debbano chiudere, si chiede – hanno concluso – di usare combustibili più rispettosi dell’ambiente e della salute”.

Alla manifestazione c’erano anche tanti studenti, oltre alla senatrice del M5S, Emma Pavanelli, della Commissione Ambiente.


Senatrice Emma Pavanelli M5S

Gaia Mattioli, studentessa Unione degli studenti

A difesa dell” ambiente, del territorio e della salute, soprattutto in un “momento decisivo” per il futuro dei rifiuti dell” Umbria, cittadini e territori solidali e uniti si sono mobilitati per una battaglia comune. Chiedendo anche la “riattivazione immediata” del Registro tumori. E lo hanno ribadito oggi, con alcuni interventi e cartelli, gli artefici della mobilitazione regionale indetta del Coordinamento regionale Umbria Rifiuti Zero – a cui hanno aderito alcuni comitati umbri e associazioni ambientaliste – che ha raggiunto anche il capoluogo umbro.

Oltre a Perugia, in piazza Italia, si è infatti manifestato contemporaneamente anche a Terni, Gubbio e Spoleto. Pure a Perugia, quindi, i cittadini presenti si sono dati appuntamento nel primo pomeriggio per chiedere l” adozione di un nuovo Piano regionale che vada in direzione della sostenibilità e dell” economia circolare, ovvero “quella indicata dalle nuove politiche europee che punta su transizione ecologica e rifiuti zero” come ha spiegato Annarita Guarducci, presidente del coordinamento. “Attualmente nel piano che la Regione sta predisponendo di circolare non c” è niente e per questo chiediamo di cambiarlo con piano regionale rifiuti zero” ha aggiunto.

“Da un anno – ha spiegato – comitati e associazioni stanno presentando una proposta alternativa centrata sulla riduzione dei rifiuti, l” estensione del porta a porta, e nuovi piccoli impianti per il recupero di materia dall” indifferenziato”. Decine di associazioni – è stato sottolineato – hanno sottoscritto la proposta, insieme a diversi sindaci.

Agli impianti per fare combustibile solido secondario (Css) nel piano della Regione, ad incenerimento e discariche i manifestanti ribadiscono quindi il loro “no”, soprattutto dopo l” annuncio del documento umbro presentato al Governo relativo al Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Ed anche per la senatrice Emma Pavanelli, portavoce del Movimento 5 Stelle alla Commissione ambiente del Senato, presente anche lei in piazza Italia, “il piano regionale sta prendendo una strada sbagliata rispetto alle politiche e direttive europee” come ha affermato. Il Coordinamento Rifiuti Zero inoltre, come ricordato dalla presidente, non punta solo un nuovo piano dei rifiuti ma si mobilita anche “per costruire percorsi pubblici di controllo dell” operato dei vari soggetti deputati, e di indirizzo delle misure di prevenzione primaria da esposizioni inquinanti involontarie”.

A riguardo è stato messo in evidenza l” Ecodistretto, da far nascere in ogni territorio, e “l” urgente riattivazione del Registro Tumori di Popolazione, così come era organizzato prima della sua chiusura”.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*