Piano regionale rifiuti, per De Luca (M5S): la Lega sconfessa l’assessore Morroni

Per il Pentastellato c'è un cortocircuito nella maggioranza che governa la Regione

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Piano regionale rifiuti, per De Luca (M5S): la Lega sconfessa l’assessore Morroni

Per il Pentastellato c’è un cortocircuito nella maggioranza che governa la Regione

“La gestione dei rifiuti è effettuata conformemente ai principi dell’economia circolare, dando vita ad un nuovo modello di produzione e consumo che mira alla eliminazione dei rifiuti attraverso la prevenzione nella produzione dei rifiuti, riutilizzo delle merci, ricondizionamento del prodotto, rigenerazione dei componenti”. Questo è quanto contenuto tra le finalità della proposta di legge, atto n.929 “norme di economia circolare, sviluppo sostenibile, gestione integrata dei rifiuti e bonifica aree inquinate” avanzata dai consiglieri della Lega che sconfessa totalmente il Piano regionale per la gestione dei rifiuti della giunta regionale, difeso a spada tratta contro ogni evidenza dall’assessore Morroni.

Proposte totalmente in contrapposizione con le scelte fatte dalla giunta regionale che vanno in direzione esattamente contraria e cioè puntano di chiudere il ciclo immettendo 130 mila tonnellate dentro l’inceneritore.


Da Thomas De Luca Consigliere Regionale MoVimento 5 Stelle


“E’ un corto circuito tutto interno alla maggioranza – afferma De Luca – quello che porta gli stessi consiglieri della Lega a presentare una proposta di legge che porterebbe la Regione a “riconoscere che la prevenzione dei rifiuti è il modo più efficace per incrementare l’efficienza delle risorse, riducendo l’impatto dei rifiuti sull’ambiente e adottando misure adeguate per prevenirne la produzione” anche attraverso la promozione di progetti di riparazione e riuso di beni a fine vita, l’introduzione di sistemi di eco-fiscalità premianti le buone pratiche ambientali ed in particolare la tariffazione puntuale, lo sviluppo di impiantistica finalizzata al recupero di materia, il potenziamento per quanto riguarda il riutilizzo e il riciclaggio di rifiuti quali carta, metalli, plastica e vetro provenienti dai nuclei domestici”.

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Il problema inceneritore

Proposte, quindi, che vanno in contrasto con il piano dei rifiuti appena presentato dove viene chiaramente detto che la sostenibilità economica di un impianto di incenerimento non è affatto conveniente con quantità inferiori alle 130.000 tonnellate. Come diciamo da tempo, se applicassimo i principi contenuti in questa proposta di legge di riduzione alla fonte e di massimo recupero di materia implementando i livelli di differenziata, questo impianto sarebbe totalmente insostenibile. Se portassimo la produzione procapite ai livelli della provincia di Treviso così come la raccolta differenziata e l’indice di recupero, rimarrebbero solamente poco più di 30.000 tonnellate da poter bruciare nel nuovo futuristico inceneritore. Numeri che non potrebbero mai giustificare un impianto da 130.000 tonnellate annue. Scegliere di costruire un inceneritore significa puntare su un impianto che avrà un impatto di inquinamento di un certo livello, ma soprattutto un modello che è totalmente contrapposto a quello di economia circolare e a molti principi esposti in queste proposte di legge. Corto circuito o ipocrisia di fondo da parte della maggioranza leghista che vuole sostenere contemporaneamente una proposta di legge e una piano dei rifiuti che si basano su principi totalmente contrapposti”.

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