No inceneritori, flash-mob di protesta davanti alla sede di Acea

 
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No inceneritori, flash-mob di protesta davanti alla sede di Acea
ph Serenella Bartolomei (FB)

No inceneritori, flash-mob di protesta davanti alla sede di Acea

Flash-mob di protesta davanti alla sede di Acea a Terni, contro l’inceneritore. Cittadini, politici, attivisti e anche ragazzi al presidio organizzato dal comitato No Inceneritori e per dire no a qualsiasi forma di incenerimento. Nel mirino l’inceneritore della municipalizzata romana che ha richiesto la possibilità di bruciare non solo rifiuti da pulper di cartiera ma anche rifiuti urbani nell’impianto di Maratta. La questione ha riunito anche le forze politiche cittadine.

Contro l’inceneritore si sono già espressi il Comune di Terni, il Comune di Narni, l’Azienda sanitaria e l’Arpa che ha imposto all’impianto una lunga serie di prescrizioni.

E’ Fabio Neri, presidente del Comitato No Inceneritori a spiegare le ragioni della protesta. «Se la Regione autorizzasse l’ampliamento – spiega Neri – avremmo due risultati gravi: il proseguimento di un impianto nocivo che non può non incidere su una situazione già problematica in termini ambientali e di salute; poi l’accoglimento della richiesta di Acea, condizionerebbe il futuro della gestione dei rifiuti in Umbria. Visto che, se Acea riceverà rifiuti urbani, il prossimo piano regionale dei rifiuti, considerando che il precedente è del 2009, non potrà che ruotare intorno all’incenerimento, il che tradisce gli sforzi che in tutta la regione, e soprattutto nel nostro ambito territoriale, i cittadini fanno per la differenziata. In poco più di due anni e mezzo la differenziata è arrivata al 74% e sono stati dimezzati i rifiuti conferiti in discarica. Autorizzare un inceneritore a bruciare i rifiuti urbani sarebbe andare in controtendenza».

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