Largo Madonna Alta, confronto aperto sul futuro degli alberi

Largo Madonna Alta, confronto aperto sul futuro degli alberi

Ginkgo Biloba propone un progetto condiviso per l’area verde

📌 FLASH NEWS – Largo Madonna Alta, il Comitato Ginkgo Biloba chiede di superare lo scontro tra petizioni e trovare una soluzione condivisa: lavori, sicurezza e accessibilità insieme alla tutela degli alberi e all’aumento del verde nel quartiere.


Il futuro di Largo Madonna Alta a Perugia resta al centro del confronto dopo la sospensione dei lavori e le diverse raccolte di firme promosse attorno alla riqualificazione dell’area. Il Comitato Ginkgo Biloba Perugia, attraverso un intervento firmato da Matteo Lanfaloni, invita però a non interpretare le diverse iniziative come espressione di posizioni necessariamente contrapposte.

Secondo il comitato, analizzando le richieste avanzate emergono infatti numerosi punti di convergenza. L’obiettivo comune è quello di non lasciare Largo Madonna Alta nelle condizioni attuali, intervenendo sulle pavimentazioni deteriorate, rendendo sicuri e accessibili i percorsi pedonali e facendo ripartire il cantiere senza rinunciare alla presenza di alberi e zone d’ombra.

La posizione espressa non punta quindi al mantenimento dello stato attuale dell’area né a un blocco indefinito dei lavori. La richiesta è utilizzare la sospensione per valutare una soluzione complessiva capace di affrontare contemporaneamente sicurezza, mobilità pedonale, verde e qualità dello spazio pubblico.

Il confronto sulle due raccolte di firme

Il punto centrale indicato dal Comitato Ginkgo Biloba Perugia riguarda il metodo attraverso il quale raggiungere obiettivi considerati, almeno in parte, condivisi dalle diverse posizioni emerse nel quartiere.

La necessità di intervenire sui dissesti non viene contestata. Allo stesso modo viene riconosciuta l’esigenza di eliminare gli alberi per i quali sia accertata una situazione concreta di pericolo. La differenza riguarda invece la possibilità di evitare una rimozione generalizzata delle alberature durante l’esecuzione dell’intervento.

Il comitato propone di verificare se una modifica del progetto possa consentire di conservare alcuni degli esemplari presenti, intervenendo parallelamente sulla riduzione delle superfici impermeabilizzate e avviando un ricambio graduale delle alberature.

L’obiettivo indicato è quindi quello di accompagnare la riqualificazione con nuove piantumazioni senza rinunciare automaticamente agli alberi adulti che risultassero compatibili con il nuovo assetto.

Percorsi pedonali e accessibilità dell’area

Un altro elemento sollevato riguarda la mobilità pedonale. Secondo quanto evidenziato dal comitato, il problema dell’accessibilità non potrebbe essere risolto soltanto attraverso il rifacimento delle pavimentazioni esistenti.

Lungo via Cotani, viene osservato, il percorso destinato ai pedoni si interrompe proprio in corrispondenza del grande slargo. In una parte significativa della zona, inoltre, chi si muove a piedi continua a utilizzare uno spazio organizzato prevalentemente in funzione delle automobili.

Da qui la richiesta di considerare la riqualificazione come un’occasione per realizzare percorsi pedonali realmente continui, intervenendo non soltanto sull’asfalto e sugli stalli ma sulla configurazione complessiva dello spazio pubblico.

Nella prospettiva indicata da Ginkgo Biloba, la sistemazione dovrebbe quindi comprendere gli accessi, la sicurezza dei percorsi e una diversa organizzazione dell’area.

Alberi adulti e nuove piantumazioni

Particolare attenzione viene riservata al patrimonio arboreo. Il comitato considera necessaria la messa a dimora di nuovi alberi, ma sottolinea contemporaneamente la differenza tra una giovane pianta e un esemplare adulto per quanto riguarda la capacità immediata di produrre ombra.

Le nuove alberature, viene ricordato, avranno bisogno di molti anni per raggiungere dimensioni paragonabili a quelle degli alberi già sviluppati. Il tema assume particolare rilevanza in relazione alle temperature estive e alla conseguente necessità di disporre di zone ombreggiate.

La proposta è pertanto quella di applicare un principio di transizione: rimuovere gli esemplari realmente compromessi, conservare quelli compatibili con sicurezza e progetto, piantare nuovi alberi in condizioni adeguate e aumentare complessivamente la superficie verde.

In questo quadro viene proposta anche l’espansione dell’area verde esistente, oggi descritta dal comitato come uno spazio limitato e circondato prevalentemente da superfici asfaltate.

Il richiamo agli indirizzi dell’amministrazione

L’intervento di Matteo Lanfaloni chiama direttamente in causa anche il ruolo della politica e dell’amministrazione comunale di Perugia, alla quale viene attribuito il compito di trovare una mediazione tra le diverse esigenze manifestate.

Il comitato richiama gli indirizzi con i quali l’amministrazione si è presentata alla città, tra cui la revisione della gerarchia della mobilità, una maggiore attenzione agli spostamenti pedonali, la riduzione del consumo di suolo e la de-impermeabilizzazione delle superfici già cementificate.

All’interno di questa impostazione, il verde urbano viene considerato anche come elemento dell’adattamento climatico. Secondo Ginkgo Biloba, tali principi dovrebbero trovare applicazione concreta anche negli interventi circoscritti ai singoli quartieri.

La vicenda di Largo Madonna Alta viene così indicata come un’occasione per verificare l’applicazione degli indirizzi generali alle trasformazioni effettivamente realizzate sul territorio.

Il progetto GRACE e la vulnerabilità climatica

Nello stesso contesto viene richiamato anche il progetto GRACE, presentato pubblicamente dall’amministrazione comunale. Secondo quanto riportato dal comitato, il progetto individua Madonna Alta come una zona caratterizzata da vulnerabilità climatica.

Le indicazioni richiamate riguardano un aumento del verde lungo le strade, la realizzazione di nuove isole verdi e una riduzione dell’impermeabilizzazione del suolo.

Per Ginkgo Biloba esisterebbe quindi una convergenza tra gli indirizzi politici dichiarati e le indicazioni tecniche relative alla zona. La conseguenza dovrebbe essere una progressiva trasformazione dello spazio esistente e non soltanto il ripristino delle superfici asfaltate nella loro precedente configurazione.

La richiesta di rendere pubbliche le valutazioni

Un passaggio considerato essenziale riguarda la disponibilità delle informazioni relative alle alberature. Il comitato chiede che siano rese pubbliche le valutazioni riguardanti le singole piante, in modo da conoscere le condizioni degli esemplari e distinguere quelli effettivamente pericolosi da quelli eventualmente conservabili.

Viene inoltre proposto un confronto tra il progetto attualmente previsto e le possibili alternative. L’obiettivo è verificare concretamente se esistano soluzioni capaci di conciliare la ripresa dei lavori con una maggiore conservazione del patrimonio arboreo.

La richiesta comprende anche l’organizzazione, in tempi brevi, di un incontro direttamente sul posto tra cittadini, comitati, amministrazione comunale e uffici competenti. Un confronto che dovrebbe consentire di esaminare le diverse esigenze partendo dalle condizioni reali dell’area.

Sicurezza e verde al centro della soluzione

Per il Comitato Ginkgo Biloba Perugia, dunque, la discussione non dovrebbe trasformarsi in una contrapposizione tra due raccolte di firme. Le esigenze espresse possono trovare diversi punti di contatto, a partire dalla necessità di far ripartire i lavori e mettere in sicurezza Largo Madonna Alta.

La proposta punta a combinare sicurezza, accessibilità, mobilità pedonale e tutela del patrimonio arboreo, verificando contemporaneamente la possibilità di aumentare il verde e migliorare la qualità dello spazio pubblico.

Il quartiere, sottolinea Matteo Lanfaloni, riguarda innanzitutto le persone che lo vivono quotidianamente, ma le decisioni sul patrimonio arboreo, sull’adattamento climatico, sull’utilizzo dello spazio pubblico e delle risorse comunali assumono una dimensione che coinvolge l’intera città.

La richiesta finale è quindi quella di arrivare a una soluzione condivisa che consenta la ripartenza del cantiere, affronti i problemi delle pavimentazioni e dei percorsi pedonali e valuti, sulla base delle condizioni effettive degli alberi, quanti esemplari possano essere conservati insieme alle nuove piantumazioni.

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