La lettera aperta dei cittadini per salvare alberi a Perugia
Il patrimonio arboreo della città di Perugia si trova al centro di un acceso dibattito che unisce la tutela dell’ambiente e la sicurezza delle infrastrutture stradali. Lunedì 15 giugno 2026 il Comitato Ginkgo Biloba ha inviato una lettera aperta ufficiale indirizzata alla sindaca Vittoria Ferdinandi per chiedere la salvaguardia di quasi cinquanta pini domestici situati nelle aree sensibili di via Magno Magnini e Largo Madonna Alta. La missiva, inviata in redazione da Alvaro Lanfaloni, descrive la preoccupazione dei cittadini per il possibile abbattimento di esemplari adulti sani nell’ambito dei prossimi interventi di rifacimento dei marciapiedi cittadini.
Le motivazioni della mobilitazione cittadina
Il documento inviato per conoscenza anche agli assessori David Grohmann e Francesco Zuccherini espone la necessità di riconsiderare i progetti attuali. Il presidente del sodalizio ambientalista Alvaro Lanfaloni ha evidenziato come il gruppo sia attivo da oltre sei anni sul territorio locale per promuovere l’incremento del verde. Secondo il testo le radici dei pini domestici creano indubbiamente disagi alla circolazione e alla pavimentazione pedonale ma l’eliminazione definitiva delle piante mature deve rimanere una scelta residuale. Di conseguenza la cittadinanza chiede l’applicazione di metodologie agronomiche moderne capaci di garantire la sicurezza pubblica e la contestuale sopravvivenza dei filari.
Benefici ambientali e tutele costituzionali
I pini posizionati nei pressi delle scuole dell’infanzia e delle scuole primarie del quartiere costituiscono infrastrutture verdi insostituibili nel breve periodo. Gli attivisti spiegano che la piantumazione di giovani alberi non compensa l’immediata perdita dei servizi ecosistemici offerti dagli esemplari maturi. La presenza della vegetazione storica assicura infatti una naturale mitigazione delle isole di calore urbano oltre all’assorbimento dell’anidride carbonica e al miglioramento complessivo della qualità dell’aria. Nel corpo del testo la richiesta fa esplicito riferimento all’articolo 9 della Costituzione che affida alle istituzioni della Repubblica il compito fondamentale di proteggere la biodiversità e il paesaggio nell’interesse delle future generazioni.
Le richieste tecniche inoltrate al Comune
La cittadinanza ha manifestato forti perplessità riguardo alla trasparenza amministrativa della procedura. Il comitato ha segnalato di aver depositato una formale istanza di accesso agli atti oltre trenta giorni fa senza ricevere alcuna risposta esaustiva dalle autorità competenti. Le uniche informazioni disponibili derivano dai piani presentati alla Consulta del verde che la comunità reputa carenti sul piano puramente ingegneristico. Per questa ragione l’associazione supportata da quasi seicento firme raccolte tra i residenti ha chiesto la sospensione immediata dei tagli e l’attivazione di un tavolo di confronto con esperti del settore per studiare barriere antiradice ed evolute potature sotterranee.

Per prendere spunto, sentissero l’amministrazione di Bastia Umbra e il comitato “salvate i pini”: so che hanno ottenuto ottimi risultati su queste problematiche…
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