Delibera comunale avvia la salvaguardia di 20 ettari
Il Comune di Giove (Terni) ha approvato una delibera che avvia formalmente il percorso di tutela naturalistica del Bosco della Bandita, uno dei complessi forestali di maggiore pregio dell’Umbria. Il provvedimento segna l’inizio di una nuova fase di salvaguardia per un’area di circa 20 ettari, composta da superfici comunali e private, destinata a essere riconosciuta come parco naturale protetto.
Nella porzione di proprietà privata, i titolari dei terreni hanno scelto di sospendere le attività selvicolturali, consentendo all’ecosistema di seguire dinamiche di evoluzione naturale. La decisione, condivisa con l’amministrazione comunale e sostenuta dal coinvolgimento di cittadini e studiosi, ha contribuito alla definizione di un progetto che nasce a livello locale e si struttura come esperienza di gestione partecipata del patrimonio forestale.
Il Bosco della Bandita presenta un’elevata ricchezza ecologica, caratterizzata dalla presenza di cerrete mature, diverse specie di latifoglie e del Farnetto (Quercus frainetto), quercia rara a livello globale e indicatore di ambienti forestali di origine antica. Il bosco svolge funzioni ambientali rilevanti, tra cui la regolazione idrogeologica, la stabilizzazione dei suoli e il miglioramento della qualità dell’aria, contribuendo all’equilibrio complessivo del territorio.
Il percorso di tutela è stato supportato da una relazione scientifica del professor Alessandro Bottacci, che ha analizzato il valore della bio-complessità forestale dell’area e il significato economico e naturalistico della conservazione di un ambiente non frammentato. L’analisi ha evidenziato le potenzialità del bosco in termini di educazione ambientale, fruizione sostenibile e valorizzazione del patrimonio naturale. Al progetto hanno inoltre espresso attenzione esponenti del mondo scientifico e ambientale, tra cui rappresentanti di Federparchi e della Società Italiana di Restauro Forestale, che hanno richiamato l’importanza della protezione di ecosistemi forestali complessi.
Con la delibera, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Marco Morresi riconosce il Bosco della Bandita come bene comune di valore ecologico, storico e culturale, aprendo alla definizione di un piano di gestione condiviso che prevede il coinvolgimento di esperti, associazioni e cittadini.
L’area conserva anche elementi di interesse storico, come strutture legate all’uso dell’acqua e alla presenza di antichi mulini, oggi inglobati dalla vegetazione. Il progetto di tutela punta a integrare la conservazione ambientale con la valorizzazione della memoria storica locale.
L’avvio del parco rappresenta l’inizio di un percorso di lungo periodo, orientato alla protezione della biodiversità e alla gestione responsabile del territorio, nel quadro di una collaborazione strutturata tra istituzioni e comunità locali.

Commenta per primo