Discarica Le Crete, opposizioni attaccano la Giunta Proietti

Discarica Le Crete, opposizioni attaccano la Giunta Proietti

Minoranza: Regione può fermare l’ampliamento di Le Crete ora

📌 FLASH NEWS – Le opposizioni regionali attaccano la Giunta Proietti sulla discarica Le Crete di Orvieto: contestano l’ampliamento da 350mila metri cubi e chiedono all’assessore Thomas De Luca un piano concreto sul futuro dei rifiuti umbri.


L’opposizione torna all’attacco sulla discarica Le Crete

Nuovo scontro politico in Consiglio regionale sulla gestione dei rifiuti e sul futuro della discarica Le Crete di Orvieto. I consiglieri regionali di opposizione contestano la posizione dell’assessore regionale Thomas De Luca e sostengono che la Giunta guidata dalla presidente Stefania Proietti abbia gli strumenti per intervenire sull’iter relativo all’ampliamento del sito.

La presa di posizione è firmata da Donatella Tesei, Enrico Melasecche della Lega Umbria, Eleonora Pace, Paola Agabiti e Matteo Giambartolomei di Fratelli d’Italia, Laura Pernazza e Andrea Romizi di Forza Italia e Nilo Arcudi di Tesei Presidente-Umbria Civica.

Al centro della nota c’è la tesi secondo cui la Regione non potrebbe considerare irreversibile la scelta riguardante Le Crete. I consiglieri richiamano quanto avvenuto con il percorso per il termovalorizzatore, sostenendo che l’attuale maggioranza abbia modificato la precedente programmazione regionale e abbia chiesto ad Auri di interrompere quel procedimento.

Il confronto sulla possibilità di revocare la delibera

Secondo l’opposizione, proprio la decisione assunta sul termovalorizzatore dimostrerebbe che anche sul futuro della discarica di Orvieto esistono margini di intervento politico e amministrativo. La minoranza sostiene quindi che la Giunta Proietti potrebbe revocare in autotutela la delibera regionale e assumere una decisione differente sull’ampliamento.

I consiglieri distinguono inoltre tra un atto di programmazione e una vera e propria autorizzazione. Nella loro ricostruzione, la precedente Giunta guidata da Donatella Tesei non avrebbe autorizzato l’ampliamento richiesto da Acea, ma avrebbe adottato un atto relativo alla programmazione.

È su questa distinzione che l’opposizione costruisce una parte centrale della propria contestazione nei confronti dell’assessore Thomas De Luca, respingendo l’interpretazione secondo cui le decisioni precedentemente adottate avrebbero ormai determinato un percorso non modificabile.

Il nodo dei rifiuti provenienti da fuori regione

Un secondo fronte della polemica riguarda la possibilità di conferire in Umbria rifiuti provenienti da altre regioni. I consiglieri di minoranza fanno riferimento all’allegato 1, pagina 43, della delibera regionale e sostengono che la nuova programmazione preveda la possibilità di ricevere dall’esterno fino a 30mila tonnellate di rifiuti ogni anno.

Su questo punto l’opposizione chiede spiegazioni alla Giunta regionale e all’assessore Thomas De Luca. La contestazione politica riguarda soprattutto la coerenza complessiva della strategia regionale: secondo i firmatari della nota, mentre viene abbandonato il percorso legato al termovalorizzatore, il sistema continua ad avere necessità di impianti e siti destinati allo smaltimento.

La minoranza ritiene quindi necessario chiarire quale sia il modello che la Regione intende adottare nel medio e lungo periodo per assicurare la gestione e la chiusura del ciclo dei rifiuti.

La lettera della sindaca Roberta Tardani

Nella nota viene richiamata anche la posizione della sindaca di Orvieto Roberta Tardani, che aveva chiesto chiarimenti alla Regione sulla strategia prevista per il territorio e, più in generale, sull’organizzazione futura del sistema umbro dei rifiuti.

Secondo i consiglieri di opposizione, Thomas De Luca non avrebbe fornito alla sindaca una risposta capace di chiarire quale sia concretamente il progetto regionale. La minoranza considera questo passaggio indicativo delle criticità che, a suo giudizio, caratterizzerebbero l’attuale gestione.

Il tema assume particolare rilievo proprio perché il confronto riguarda Le Crete, sito direttamente collegato al territorio di Orvieto e al dibattito sul futuro della capacità regionale di smaltimento.

La contestazione sui 350mila metri cubi

Il punto politicamente più rilevante riguarda il procedimento relativo a ulteriori 350mila metri cubi per la discarica Le Crete. Per l’opposizione esisterebbe una contraddizione tra le scelte annunciate dalla maggioranza e la necessità concreta di continuare a utilizzare e ampliare i siti di smaltimento.

I consiglieri ricordano infatti che, dopo l’interruzione del percorso per il termovalorizzatore, era stata prospettata una tecnologia destinata a trasformare la frazione residua dei rifiuti in idrogeno, con l’obiettivo dichiarato di ridurre la necessità di ricorrere a discariche e inceneritori.

Secondo la ricostruzione contenuta nella nota, questa prospettiva non avrebbe però ancora prodotto effetti concreti sul sistema regionale. Nel frattempo, sostengono i consiglieri, rimane la necessità di garantire lo smaltimento dei rifiuti e procede il confronto sull’ampliamento del sito orvietano.

Le critiche al Movimento 5 Stelle

La polemica investe direttamente anche il Movimento 5 Stelle, forza politica alla quale appartiene l’assessore Thomas De Luca. I consiglieri regionali di opposizione stabiliscono un parallelismo con la gestione dei rifiuti a Roma durante l’amministrazione dell’ex sindaca Virginia Raggi.

Secondo la minoranza, anche in Umbria si starebbe verificando una distanza tra gli annunci sulla trasformazione del sistema e le necessità operative legate allo smaltimento. L’opposizione individua proprio nella vicenda Le Crete uno dei punti attraverso i quali valutare la sostenibilità della nuova strategia regionale.

La critica politica si concentra quindi sulla necessità di passare dalle indicazioni programmatiche alla definizione di un sistema concretamente realizzabile, capace di indicare infrastrutture, tempi e strumenti finanziari.

Le domande dell’opposizione sul futuro del sistema umbro

Nella parte conclusiva della nota, i consiglieri chiedono all’assessore Thomas De Luca di spiegare quale impianto la Regione intenda realizzare, quando potrebbe diventare operativo, quale sarebbe il relativo costo, attraverso quali risorse verrebbe finanziato e in quale modo dovrebbe essere completato il ciclo dei rifiuti senza ricorrere al termovalorizzatore e senza nuovi ampliamenti delle discariche.

Sono questi, secondo la minoranza, gli interrogativi ai quali la Giunta regionale dovrebbe rispondere per chiarire la propria strategia. Il confronto politico si sposta così dalla sola vicenda dell’ampliamento di Le Crete alla struttura complessiva del futuro piano dei rifiuti dell’Umbria.

Per i consiglieri firmatari non sarebbe più sufficiente richiamare le decisioni assunte dalla precedente amministrazione regionale. La responsabilità delle scelte future, sostengono, ricade ora sull’attuale maggioranza e sulla Giunta Proietti.

Le Crete diventa il centro dello scontro sulla politica dei rifiuti

La discarica di Orvieto torna quindi a essere uno dei principali terreni di confronto tra maggioranza e opposizione in Regione. Da una parte, secondo quanto riferito dalla minoranza, l’assessore Thomas De Luca richiama vincoli e decisioni derivanti dalla precedente programmazione. Dall’altra, i consiglieri sostengono che la stessa maggioranza abbia già dimostrato, attraverso lo stop al percorso del termovalorizzatore, di poter modificare le scelte precedenti.

La questione centrale resta dunque la definizione della strategia regionale per la gestione dei rifiuti, con particolare riferimento alla capacità di smaltimento, alle tecnologie alternative prospettate e al ruolo futuro delle discariche.

L’opposizione chiede alla Giunta Proietti di assumere una posizione definitiva sull’ampliamento di Le Crete e di illustrare con precisione quale percorso intenda seguire per garantire la chiusura del ciclo dei rifiuti in Umbria. Il confronto politico resta aperto e ruota ora attorno alla richiesta di chiarire tempi, impianti, costi e modalità operative della programmazione regionale.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*