Amianto nelle acque umbre, Peltristo chiede nuovi controlli

Amianto nelle acque umbre, Peltristo chiede nuovi controlli

L’esponente di Fare Perugia interroga la Regione e le Asl dopo sei anni di battaglia

Richiesta ufficiale alla presidente della Regione Umbria

Augusto Peltristo, capogruppo di Fare Perugia con Romizi – Forza Italia, ha inviato una richiesta formale alla presidente della Regione Umbria, all’assessore regionale all’Ambiente, alla direzione sanitaria regionale e ai dipartimenti di prevenzione delle Usl Umbria 1 e Usl Umbria 2. L’atto chiede un aggiornamento dettagliato sul monitoraggio delle fibre di amianto nelle acque destinate al consumo umano. Viene inoltre richiesto lo stato dei lavori per la sostituzione delle tubazioni in cemento-amianto ancora presenti nella rete acquedottistica regionale.

Sei anni di battaglia

Peltristo dichiara di seguire la questione da oltre sei anni. «Quella dei controlli sull’amianto nelle acque è una battaglia che seguo da oltre sei anni e che ha consentito di raggiungere un risultato importante per l’Umbria», afferma. Dal 2020, per la prima volta nella regione, sono stati attivati monitoraggi specifici per la ricerca di fibre di amianto nelle acque potabili. Inizialmente i punti di prelievo erano 50 nella provincia di Perugia. Successivamente l’attività è stata estesa anche alla provincia di Terni.

Il ruolo del territorio e dei comitati

Peltristo sottolinea che il percorso è stato avviato grazie al lavoro svolto sul territorio insieme alla Civica Piegaro, al Comitato Pievaiola e con il contributo dell’avvocato Valeria Passeri. Questa collaborazione ha permesso di portare all’attenzione delle istituzioni regionali una questione fino ad allora poco approfondita. Oggi Fare Perugia con Romizi e Forza Italia continua a seguire la vicenda con impegno costante.

Dati rassicuranti ma attenzione alta

Secondo quanto riferito da Peltristo, i risultati delle analisi effettuate negli anni hanno evidenziato valori di fibre idrodisperse contenuti e non preoccupanti. «Si tratta di dati rassicuranti che confermano la validità del percorso intrapreso», spiega il capogruppo. Tuttavia sarebbe un errore considerare conclusa l’attenzione su questo tema. L’amianto resta una sostanza pericolosa. Pur in assenza di specifici limiti normativi nelle acque potabili, Peltristo ritiene necessario mantenere elevato il livello di controllo e prevenzione.

Le richieste concrete agli enti

Nella richiesta trasmessa agli enti competenti vengono chiesti i più recenti rapporti di prova. Viene inoltre chiesto un aggiornamento sui monitoraggi effettuati dalle Usl e sullo stato della rete acquedottistica regionale. «L’obiettivo non è creare allarmismi, ma garantire trasparenza e continuità nei controlli», afferma Peltristo. La richiesta è che il monitoraggio delle fibre di amianto nelle acque diventi un’attività stabile e strutturata su tutto il territorio regionale. Parallelamente, si chiede di continuare a investire nella sostituzione delle tubazioni più vecchie in cemento-amianto.

Priorità alla sicurezza idrica

«La qualità dell’acqua e la sicurezza delle infrastrutture idriche rappresentano una priorità che merita attenzione costante e programmazione nel tempo», conclude Peltristo. «Molto è stato fatto in questi anni, ma occorre proseguire con determinazione affinché l’Umbria possa contare su una rete acquedottistica sempre più moderna, efficiente e sicura per tutti i cittadini». La richiesta formale è ora all’esame degli uffici regionali e delle due Usl umbre.

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