Ambiente: in Umbria decolla il grande progetto di RIMU-Clima

Ambiente: in Umbria decolla il grande progetto di RIMU-Clima

Investimento da circa quattro milioni contro il cambio meteo

Nuova rete per il monitoraggio meteorologico

Ambiente – La transizione ecologica e la lotta agli effetti del surriscaldamento globale registrano una svolta in Umbria. Nella giornata di venerdì 3 luglio 2026, la città di Perugia ha ospitato l’evento di lancio ufficiale di RIMU-Clima.

Questo acronimo identifica la Rete Integrata Meteorologica Umbra e Strumenti per l’analisi climatica in Umbria. L’incontro si è svolto nel Salone d’Onore di Palazzo Donini, segnando l’avvio operativo di un’iniziativa giudicata cruciale per la salvaguardia dell’ecosistema locale.

Ambiente Finanziamenti e risorse europee

L’operazione si inserisce nella pianificazione economica territoriale, configurandosi come un intervento di rilievo finanziato tramite il PR FESR 2021-2027. Le risorse complessive stanziate per il programma ammontano a 3 milioni e 925mila euro.

Questo investimento punta a potenziare l’infrastruttura di rilevamento idro-meteorologico esistente. L’obiettivo è integrare i diversi sistemi di misurazione per garantire una copertura ottimale e una raccolta dati standardizzata.

Tecnologia avanzata e modelli predittivi

La finalità primaria della nuova architettura risiede nel miglioramento dell’osservazione delle variabili atmosferiche. Il sistema studierà l’evoluzione dei fenomeni climatici estremi sul territorio.

La spina dorsale del progetto prevede una catena di modelli meteorologici operativi, gestiti in autonomia a livello regionale. Questa strumentazione supporterà quotidianamente tutte le attività di previsione a breve e lungo termine.

Il Piano di Adattamento Regionale

I dati elaborati dal sistema costituiranno la base analitica per la stesura del Piano Regionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici. Per raggiungere un’elevata accuratezza predittiva, il programma prevede l’integrazione delle reti di monitoraggio locali.

Saranno introdotti moderni sistemi di calcolo ad alte prestazioni, noti come HPC (High Performance Computing). Grazie a questa tecnologia si procederà al costante aggiornamento degli scenari idrologici regionali.

Cooperazione istituzionale e sinergie

La sessione inaugurale ha visto la partecipazione della Presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, intervenuta in collegamento telematico da remoto. Insieme alla governatrice ha preso parte ai lavori anche Andrea Floria, nel suo ruolo di Desk Officer per l’Umbria della Commissione Europea.

A Palazzo Donini è intervenuto il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Perugia, Massimiliano Marianelli. La sua presenza ha confermato la solidità del legame scientifico tra l’amministrazione e l’ateneo umbro.

Politica e ricerca per la sicurezza

Al termine del convegno ha preso la parola l’assessore regionale all’Ambiente con delega all’adattamento climatico, Thomas De Luca. L’esponente della giunta ha evidenziato la responsabilità di agire del territorio.

La nascita della piattaforma rappresenta un pilastro d’avanguardia ideato per tutelare l’incolumità pubblica. Il progetto metterà a sistema le conoscenze, fornendo evidenze certe alla comunità scientifica e alla classe politica.

Istituti e tecnici coinvolti nel piano

La conduzione del dibattito è stata affidata a Sandro Costantini, dirigente del Servizio Protezione Civile e del Servizio Rischio Idrogeologico, Idraulico e Sismico della Regione Umbria. La spiegazione dei pilastri del piano è stata curata dai referenti tecnici degli enti attuatori.

Tra i relatori figurano Paolina Bongioannini Cerlini per l’Università di Perugia, Christian Massari per il CNR-IRPI, Marco Vecchiocattivi per ARPA Umbria e Alessia Dorillo per 3A Parco Tecnologico. Al loro fianco ha lavorato l’equipe del Servizio Protezione Civile regionale, formata da Maryam Fatemi Far, Federico Governatori Leonardi e Daniela Marcellini.

Al tavolo delle autorità hanno partecipato la professoressa Silvia Meniconi (Vicedirettrice del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale), il professor Andrea Nicolini (Direttore del CIRIAF) e il professor Alessandro Paciaroni (Direttore del Dipartimento di Fisica e Geologia).

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