Tartufi, tutto tace su revisione della legge 12/2015

Tartufi, tutto tace su revisione della legge 12/2015

Tartufi, tutto tace su revisione della legge 12/2015

“A circa otto mesi dall’appello lanciato dall’Associazione tartufai Alto Tevere e dal ‘Comitato per la Libera Cerca’ circa ‘l’anomala proliferazione delle autorizzazioni di tartufaie controllate’ e la necessità di revisione della Legge regionale 12/2015 disciplinante la materia, dopo Commissioni Consiliari e tavoli tecnici annunciati, tutto tace da parte della Regione Umbria”.


Fonte Ufficio Stampa
Acs Umbria


Lo scrive il consigliere Michele Bettarelli (Pd-vice presidente Assemblea legislativa) annunciando in merito una interrogazione alla Giunta regionale.

“Una maggioranza apparentemente disponibile – aggiunge -, che nel giugno 2021, nel corso della seduta dedicata della Seconda Commissione, da me richiesta al presidente Mancini, aveva dichiarato attraverso lo stesso di accogliere le istanze di tutti i soggetti intervenuti (dalle Associazioni dei tartufai ai rappresentanti delle Associazioni di Categoria, dai dirigenti regionali ad Afor), annunciando che la Commissione avrebbe dato vita, già dal settembre successivo, ad un tavolo tecnico.

La stessa disponibilità mostrata nei mesi successivi, a parole, dall’assessore Roberto Morroni e ripresa dal neo consigliere Manuela Puletti che, attraverso atti consiliari e interventi a mezzo stampa, ha sottolineato ‘il valore di queste associazioni, orgoglio per il territorio tifernate, che meritano di essere maggiormente valorizzate e tutelate’” .

“Peccato – osserva Bettarelli – che oggi, a circa otto mesi di distanza da quella Commissione, oltre a comunicati stampa e post della maggioranza, tutto taccia da parte della Regione Umbria. Nonostante sia evidente quanto la Tartuficultura non solo qualifichi e caratterizzi il territorio umbro, il nostro paesaggio, il patrimonio culturale, umano e di tradizione, ma sia anche perno di un importante indotto economico. Nonostante dal 16 dicembre 2021 la ‘cerca e cavatura del tartufo in Italia: conoscenze e pratiche tradizionali’ sono ufficialmente iscritte nella lista Unesco del Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità”.

“Per questo – fa sapere Bettarelli – presenterò un’interrogazione alla Giunta regionale, per chiedere notizie circa l’iter più volte annunciato sulla revisione del testo di legge regionale 2/2015, disciplinante la materia e per chiedere se l’assessore Morroni intenda avviare lo stesso (come è sua prerogativa fare) o voglia aspettare che decida Roma e la legge nazionale contenente ‘Disposizioni per la ricerca, raccolta, coltivazione e commercializzazione dei tartufi destinati al consumo’… ferma dal settembre 2018”.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*