Italiani contrari ai tagli Pac proposti da Bruxelles

Italiani contrari ai tagli Pac proposti da Bruxelles
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Coldiretti Umbria denuncia rischi per salute ed economia

Il 70% degli italiani respinge l’ipotesi di riduzione dei fondi della Politica agricola comune (Pac), misura che la Commissione Von der Leyen vorrebbe introdurre nel prossimo bilancio europeo. A rivelarlo è un’analisi Coldiretti/Censis, diffusa durante il Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione di Roma, alla vigilia della Giornata mondiale dell’Alimentazione. Secondo lo studio, la posizione degli italiani riflette una consapevolezza diffusa: l’agricoltura non è un settore del passato, ma un pilastro vitale per salute, ambiente, lavoro e sicurezza alimentare.

La fonte Coldiretti Umbria sottolinea come l’orientamento della Commissione europea rischi di indebolire un comparto strategico per il Paese. Il 78% dei cittadini riconosce infatti nell’agricoltura la prima difesa contro il cambiamento climatico, mentre il 73% la considera un ambito di opportunità per i giovani, capace di coniugare innovazione e tutela dei territori. La rete di imprese agricole, evidenzia Coldiretti, contribuisce alla stabilità del suolo e alla prevenzione degli effetti di fenomeni meteorologici estremi, offrendo una risposta concreta alla crisi ambientale.

Secondo Abano Agabiti, presidente regionale di Coldiretti Umbria, la proposta di tagliare gli investimenti agricoli non rappresenta una semplice scelta economica, ma una minaccia diretta per la qualità della vita dei cittadini. “Ridurre il budget dell’agricoltura – ha osservato Agabiti durante il Forum – significa mettere a rischio la salute pubblica e l’autonomia produttiva europea”. Il presidente ha ricordato come il calo delle produzioni Made in Europe aprirebbe la strada a maggiori importazioni da Paesi extra-Ue, dove le regole in materia di sicurezza alimentare, sostenibilità e diritti dei lavoratori risultano meno stringenti.

Agabiti ha ribadito la necessità di un impegno coordinato tra Stati membri e Parlamento europeo per scongiurare la contrazione del bilancio agricolo e restituire fiducia agli imprenditori del comparto. “L’agricoltura europea – ha spiegato – è un presidio di civiltà e di futuro. La sfida ora è garantire strumenti concreti di sostegno e traiettorie di crescita stabile per chi opera ogni giorno nei campi”.

Sulla stessa linea si è espresso Mario Rossi, direttore di Coldiretti Umbria, che ha avvertito come la riduzione della Pac metterebbe in crisi migliaia di imprese agricole italiane, cancellando anni di politiche di tutela e sviluppo rurale. “Tagliare le risorse oggi – ha dichiarato Rossi – significherebbe compromettere il futuro delle campagne e la capacità produttiva nazionale. L’agricoltura è presidio, identità e garanzia di qualità, valori che la politica europea deve riconoscere e sostenere”.

Rossi ha aggiunto che l’impatto della misura colpirebbe soprattutto le realtà territoriali e le filiere locali, dove si concentrano tradizioni, professionalità e occupazione qualificata. La perdita di fondi comunitari ridurrebbe la competitività delle aziende umbre e italiane, già provate dall’aumento dei costi di produzione e dagli effetti del climate change. “È indispensabile – ha concluso – una strategia europea capace di valorizzare l’agricoltore come figura centrale dell’economia e della comunità”.

La posizione di Coldiretti Umbria, riportata nel comunicato dell’organizzazione, riassume l’allarme di un intero settore: il taglio della Pac equivarrebbe a ridurre le garanzie alimentari, sanitarie e ambientali che oggi proteggono i cittadini europei. In un contesto globale segnato da tensioni geopolitiche, crisi di approvvigionamento e cambiamento climatico, la difesa dell’agricoltura nazionale appare come una priorità condivisa e non negoziabile.

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