Quarant’anni per la pace, aperta la mostra alla Rocca Paolina

Quarant’anni per la pace, aperta la mostra alla Rocca Paolina

Al Cerp immagini e storie del lavoro di enti locali e scuole

📌 FLASH NEWS – Inaugurata al Cerp di Perugia la mostra «La pace è un duro lavoro. 1986–2026». Immagini, oggetti e storie raccontano quarant’anni di impegno per la pace e i diritti umani. L’esposizione resterà aperta dal 5 al 10 ottobre 2026


È stata inaugurata nella mattinata del 5 ottobre 2026, al Centro Espositivo della Rocca Paolina di Perugia, l’esposizione nazionale “La pace è un duro lavoro. 1986–2026”. La mostra ricostruisce quarant’anni di iniziative attraverso fotografie, oggetti, manifesti, progetti e testimonianze legate all’Umbria, all’Italia e allo scenario internazionale.

L’appuntamento celebra il quarantesimo anniversario del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, fondato a Perugia il 9 ottobre 1986. L’esposizione rimarrà aperta fino al 10 ottobre.

Un percorso tra memoria e responsabilità

Ideata e curata da Flavio Lotti, la mostra collega la ricostruzione delle attività svolte alla lettura del presente e alle possibilità di partecipazione individuale. Il percorso attraversa i conflitti da Hiroshima a Gaza, la storia della Marcia PerugiAssisi e le iniziative delle amministrazioni locali.

Trovano spazio le città denuclearizzate, le proposte per un’Europa di pace e per un’Organizzazione delle Nazioni Unite dei popoli, insieme ai programmi educativi e alla cultura della cura. L’obiettivo illustrato dal curatore è offrire strumenti per comprendere il tempo attuale e interrogarsi sul contributo che ciascuno può dare.

All’apertura hanno partecipato autorità cittadine, studenti e insegnanti dell’Istituto Tecnico Tecnologico Statale “Alessandro Volta” e del Liceo Scientifico Statale “Galileo Galilei” di Perugia.

Presciutti richiama l’impegno quotidiano

Il presidente della Provincia di Perugia, Massimiliano Presciutti, ha spiegato che l’iniziativa nasce dalla volontà di mettere a disposizione un’occasione concreta di riflessione. Nel suo intervento ha ricondotto la costruzione della pace anche ai comportamenti negli ambienti della vita quotidiana, oltre alle responsabilità dei capi di Stato.

Presciutti ha annunciato l’arrivo a Perugia, nel fine settimana successivo, di centinaia di delegati per attività di confronto e costruzione di proposte. Ha inoltre sottolineato il carattere continuativo del percorso raccontato dall’esposizione e la necessità di evitare divisioni su questi temi.

Elena Ranfa ha ricordato l’attenzione dell’organizzazione verso i diversi conflitti e le vittime delle guerre, invitando gli studenti a contrastare ogni forma di violenza. Il sindaco di Bastia Umbra, Erigo Pecci, ha richiamato l’attualità del messaggio di San Francesco, collegandolo alle recenti celebrazioni francescane.

Scuola, informazione e nuove generazioni

Il consigliere regionale dell’Umbria Fabrizio Ricci ha evidenziato il significato dell’esposizione nell’attuale contesto storico e proposto un luogo permanente in Umbria per ospitarne i materiali.

Il rettore dell’Università per Stranieri di Perugia, Valerio De Cesaris, ha invitato a valutare il contributo di questi quarant’anni anche di fronte al permanere delle guerre. Rivolgendosi ai giovani, ha sollecitato un impegno coerente con le proprie convinzioni e contrario alla logica del nemico.

Il direttore di Rai Umbria, Giovanni Parapini, ha indicato famiglia, scuola, buona informazione e terzo settore come ambiti di riferimento per l’azione della Rai. Giuseppina Bonerba, coordinatrice del Festival della parità di genere, ha chiesto che la parità entri nel linguaggio della pace.

Fabiana Cruciani, dirigente dell’Istituto “Alessandro Volta” e coordinatrice della Rete Nazionale delle Scuole di Pace, ha comunicato l’adesione del Volta e del Galilei alla rete, assicurando la partecipazione di docenti e studenti. L’assessore del Comune di Bettona Andrea Castellini ha invece richiamato il passaggio di responsabilità tra generazioni, affidando ai giovani il proseguimento del lavoro svolto.

Le sezioni e gli enti promotori

L’allestimento approfondisce il ruolo di Comuni, Province e Regioni, la tutela dei diritti umani, l’opposizione alla corsa al riarmo e gli strumenti per insegnare la pace. Altri nuclei riguardano il cammino sui passi di Francesco, l’esperienza con Papa Francesco tra il 2013 e il 2025 e il progetto “Io ho cura”.

Completano il percorso il Cantiere della PerugiAssisi, i programmi per costruire pace durante le guerre e le iniziative “Sbellichiamoci!”, “Il Giro d’Italia per la Pace” e “Cittadinanza 2030”.

La mostra è organizzata dalla Provincia di Perugia e dal Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, con la collaborazione della Rete Nazionale delle Scuole per la Pace e della Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace. Il patrocinio è di Rai Umbria.

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