Le stime di Confcommercio indicano una spesa media a Perugia
Perugia, 3 luglio 2026 – Il comparto del commercio al dettaglio si prepara a una svolta stagionale di rilievo con la partenza ufficiale delle vendite di fine stagione. come riporta il comunicato di Claudia Migliorati, Area Comunicazione Confcommercio e Polo Formativo. Il giorno 4 luglio segna infatti l’inizio formale dei saldi estivi in tutto il territorio della regione Umbria, in parallelo con la quasi totalità delle altre aree geografiche italiane, ad esclusione soltanto della Provincia autonoma di Bolzano che sposterà l’avvio alla metà del mese. Sulla base delle indagini previsionali realizzate in modo accurato dall’Ufficio Studi di Confcommercio, si prospetta un volume d’affari complessivo pari a circa 3 miliardi e 200 milioni di euro a livello nazionale. Per quanto concerne i bilanci domestici operanti sul territorio locale, l’osservatorio stima che ciascun nucleo familiare destinerà in media duecentouno euro per l’acquisto di articoli di abbigliamento e calzature in saldo. Questa cifra si traduce di fatto in un investimento pro capite individuale di circa 91 euro, offrendo una boccata d’ossigeno sia per i bilanci dei cittadini sia per le casse delle piccole imprese commerciali locali.
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STIMA DEI SALDI ESTIVI 2026 |
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| Valore saldi estivi (miliardi di euro) |
3,2 |
| Numero famiglie che acquistano in saldo (milioni) |
16,1 |
| Acquisto medio a famiglia (euro) |
201 |
| Acquisto medio a persona (euro) |
91 |
Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio
L’avvio della campagna promozionale estiva si inserisce in un contesto economico caratterizzato da elementi di forte complessità organizzativa e gestionale. Il presidente di Federmoda Confcommercio Umbria, Carlo Petrini, ha analizzato l’attuale scenario evidenziando come i mesi compresi tra marzo e giugno abbiano registrato un andamento dei consumi tradizionali piuttosto contenuto. Di conseguenza, la concomitanza tra i magazzini pieni e la disponibilità di vasti assortimenti trasforma l’inizio delle vendite straordinarie in una opportunità rilevante per i consumatori alla ricerca di occasioni convenienti. Ciononostante, il rappresentante della federazione ha rimarcato come la natura intrinseca di questo strumento commerciale sia radicalmente mutata nel corso dell’ultimo decennio. Se un tempo i saldi rappresentavano la modalità principale per lo svuotamento totale dei magazzini aziendali, oggi essi svolgono prevalentemente la funzione essenziale di generare immediata liquidità finanziaria per le imprese di vicinato, le quali tendono ad accumulare scorte di merce in misura decisamente minore rispetto al passato.
Di fronte alle trasformazioni delle abitudini di acquisto e alla forte pressione esercitata dalle piattaforme di e-commerce, i vertici di Federmoda e Confcommercio Umbria considerano non più rimandabile una profonda revisione normativa del settore. Secondo i rappresentanti dei negozianti, l’attuale impianto regolatorio genera una sorta di anarchia commerciale legata alla proliferazione dei pre-saldi e delle promozioni private cartolarizzate che avvantaggiano operatori scorretti. Per arginare questo fenomeno e tutelare l’economia dei centri urbani, le associazioni di categoria hanno formalizzato una serie di proposte concrete indirizzate all’amministrazione della Regione Umbria, nell’ambito del percorso di riforma del Testo Unico del Commercio. L’istanza più significativa prevede l’introduzione facoltativa di due ulteriori sessioni brevi di sconti distribuiti nel corso dell’anno. Si tratta nello specifico dei saldi di primavera, da collocarsi tra il ventiquattro maggio e l’otto giugno, e dei saldi d’autunno, da svolgersi dal quindici al trenta novembre. Entrambi i periodi supplementari avrebbero una durata massima definita in quindici giorni e sarebbero intervallati da una fase a prezzo pieno obbligatorio, utile a garantire la sostenibilità economica dei punti vendita fisici.
Il pacchetto di richieste presentato alle istituzioni regionali umbre non si limita alla rimodulazione dei calendari, ma tocca aspetti cruciali legati alla disciplina delle liquidazioni e delle attività promozionali. Le organizzazioni dei commercianti chiedono infatti la conferma assoluta del divieto di rifornire o reintegrare i magazzini con nuovi prodotti durante i periodi di liquidazione straordinaria, preservandone così la reale natura eccezionale e protetta. Inoltre, le linee guida prevedono il mantenimento del blocco delle attività per centottanta giorni successivi alla chiusura di un esercizio e l’obbligo di sospensione delle vendite per almeno quindici giorni dopo gli interventi di ristrutturazione o rinnovo edilizio dei locali commerciali. Un altro punto cardine riguarda la tutela del valore economico delle merci tradizionali, da attuarsi attraverso il rigoroso divieto di effettuare promozioni sui prodotti non alimentari a carattere stagionale a partire dal primo giorno di dicembre e fino al via ufficiale dei saldi invernali. L’obiettivo finale di tali riforme consiste nella creazione di un quadro di regole chiare, supportato da verifiche costanti e sanzioni severe per gli inadempienti.
In concomitanza con la partenza della stagione degli sconti, Federazione Moda Italia e Confcommercio hanno diffuso un vademecum basato sui principi normativi del Codice del Consumo per garantire la correttezza delle transazioni commerciali. Per quanto riguarda la sostituzione dei capi acquistati, la normativa stabilisce che la facoltà di cambio è rimessa alla discrezionalità del singolo negoziante, tranne nei casi in cui il prodotto presenti difetti di conformità o vizi occulti. In tali circostanze scatta l’obbligo di riparazione o rimpiazzo del bene e, qualora ciò risulti impraticabile, la riduzione del costo o il rimborso monetario, a patto che il compratore denunci l’anomalia entro due mesi dalla scoperta. Negli acquisti effettuati tramite canali telematici e digitali, invece, il diritto di recesso e la restituzione della merce risultano sempre garantiti entro quattordici giorni dal ricevimento.
Per quanto concerne le modalità di pagamento, gli esercenti hanno l’obbligo di accettare le transazioni tramite carte di credito e di favorire i sistemi digitali tracciabili. Infine, i prodotti esposti devono possedere un reale carattere stagionale e l’indicazione del cartellino deve riportare obbligatoriamente il prezzo ordinario iniziale, la percentuale di sconto applicata e il prezzo finale di vendita, in conformità con i dettami della Direttiva Omnibus sul prezzo più basso dei trenta giorni precedenti.

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