Arezzo-Perugia: la festa, il derby, la domenica di una volta

Arezzo-Perugia: la festa, il derby, la domenica di una volta

Arezzo-Perugia: la festa, il derby, la domenica di una volta

di Gianluca Drusian
Domenica 15 marzo, ore 14,30, si gioca il derby Arezzo-Perugia. Finalmente, si torna a giocare nel giorno che da sempre è stato quello dedicato allo sport più amato dagli italiani. E si torna a giocarlo, il derby, a quell’orario canonico che ha accompagnato tanti, tutti quei tifosi che erano soliti lasciare la tavola ancora imbandita per andare a vedere la partita (così si diceva) allo stadio.

Tuttavia, questa volta come le ultime degli ultimi anni, al Comunale di Arezzo, sugli spalti dell’impianto amaranto ci saranno soltanto tifosi locali.

Ai tifosi Perugini, infatti, il no alla trasferta per motivi di ordine pubblico o comunque legati a presunte difficoltà di sicurezza, è arrivato non più a ciel sereno ma, comunque, ha sancito ancora una volta la sconfitta del calcio moderno.

Colpa dei tifosi violenti? Senza dubbio. Evidentemente anche a Perugia ne esisterebbero. Ma colpa anche di un sistema che coinvolge tutte le componenti che non riesce a garantire la presenza e la tutela di qualsiasi tipo di diritto anche e solo ad una persona o tifoso che fosse.

Infatti a rimetterci, oltre coloro che hanno interessi economici legati al calcio è soprattutto anche quella singola persona, da quella ancora costretta ad andare allo stadio in braccio del proprio genitore a quella più anziana ma ancora legata al profumo dei gradoni di uno stadio che non potrà esserci perché obbligata a non avvicinarsi alla città ospitante.

Tutti, quindi, dovrebbero iniziare a farsi un esame di coscienza e ripensare a molte cose.

Ma, venendo alla partita, il Perugia dovrà affrontare in questa gara che non è la solita partita ma è il derby la capolista del girone che si avvia ad essere promossa in serie B ed allenata dall’ex mister Cristian Bucchi.

Fermare la prima della classe che viaggia in classifica con numeri e prestazioni davvero importanti non appare una cosa da poco conto anzi.

Trovare punti salvezza ad Arezzo non sarebbe quindi, sulla carta, un’ipotesi realizzabile ma se ne dovessero arrivare di punti per i Grifoni in un campo così difficile così, a sorpresa, non sarebbe che un buon viatico per continuare nel proseguo del proprio cammino.

Tedesco non potrà fare affidamento, però, su Lisi costretto alla resa per infortunio dopo che il suo rientro in squadra nelle due ultime occasioni aveva coinciso con due splendide vittorie del Grifo.

Anche Dell’Orco e Tozzuolo in settimana hanno patito delle difficoltà che ne potrebbero pregiudicare l’impiego. Così che, su quella fascia sinistra del campo, trovare altre soluzioni potrebbe diventare un nodo importante da sciogliere a meno di un recupero di uno dei due.

Montevago, al centro dell’attacco, comunque ci sarà. E quel Montevago che sembra aver di nuovo riconquistato la propria fiducia e quella del gruppo vista la ripristinata prolificità in zona goal, potrebbe diventare una mina vagante ed un pericolo per la difesa amaranto.

Al suo fianco e dietro la linea degli attaccanti, ci potrà essere ancora spazio per Verre in staffetta con Manzari e per Bacchin che, come ha sottolineato più volte Tedesco, quando entra a partita in corso diventa più determinante e pericoloso per gli avversari.

Ad Arezzo, al di là delle assenze perugine, la tifoseria locale è pronta a festeggiare non solo la promozione ma anche la ciliegina sulla torta ovvero la vittoria nel derby dell’Etruria a cui tengono in maniera particolare.

A rovinare la festa, il volo del Grifone che riuscisse con le proprie unghie affilate a sfilare via dalla “cancha” il gonfalone del nemico “Saracino”, sarebbe un evento da ricordare nella storia, pur non avendolo potuto vivere di persona da parte di tutti come sarebbe stato di diritto, più bello e memorabile.

Arbitro della gara: Mattia Drigo di Portogruaro

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