Alzheimer e giovani a Perugia: premio per la tesi di Noemi Selvi

Alzheimer e giovani a Perugia: premio per la tesi di Noemi Selvi

Noemi Selvi vince a Perugia: una tesi su Alzheimer e infanzia

PERUGIA, 14 gennaio 2026 – Il valore della cura e il potere del legame tra generazioni salgono in cattedra nell’Aula Dessau di Palazzo Murena. Nella giornata odierna, l’Università degli Studi di Perugia ha ospitato la cerimonia di consegna del Premio di Laurea istituito dalla FNP CISL Umbria per l’anno accademico 2023/2024. Il prestigioso riconoscimento, del valore di 2.000 euro, è stato assegnato alla dottoressa Noemi Selvi, giovane laureata che ha saputo indagare con estrema sensibilità il delicato intreccio tra la malattia di Alzheimer e il mondo dell’infanzia.

La ricerca premiata, intitolata “Sulle tracce di rapporti intergenerazionali: quando l’infanzia prende per mano l’Alzheimer”, si è distinta per un approccio metodologico rigoroso e, al contempo, profondamente umano, come riporta il comunicato dell’Ufficio Stampa dell’Università. Sotto la guida della relatrice, la professoressa Moira Sannipoli, la dottoressa Selvi ha esplorato come il candore dei bambini possa diventare una chiave d’accesso preziosa nel relazionarsi con una patologia che spesso isola chi ne soffre. Questo “ponte” tra le età della vita non è solo un concetto teorico, ma una necessità sociale in un’epoca segnata dall’allungamento dell’aspettativa di vita e dalla comparsa di nuove forme di vulnerabilità.

La cerimonia ha visto la partecipazione del Magnifico Rettore, prof. Massimiliano Marianelli, che insieme ai vertici sindacali Luigi Fabiani e Dario Bruschi, ha lodato l’originalità del lavoro. Marianelli ha ricordato come l’ateneo stesso sia, per sua natura, un luogo di relazioni tra diverse componenti e generazioni, sottolineando che affrontare il tema dell’Alzheimer oggi significa occuparsi di una delle sfide più urgenti del nostro tempo. Il Rettore ha evidenziato come la tesi della dottoressa Selvi metta in luce l’importanza di un’assistenza che non sia solo clinica, ma profondamente radicata nell’attenzione alla persona e ai suoi legami affettivi.

L’ateneo perugino ha voluto sottolineare come l’università debba essere una sorta di “sindacato dei saperi”, capace di tenere insieme docenti, personale e studenti in uno spazio di scambio costante.  Il premio è stato attribuito dopo una selezione meticolosa basata sulla qualità metodologica, la completezza bibliografica e la capacità di rispondere alle finalità sociali del bando. Per Noemi Selvi, questo successo rappresenta un trampolino di lancio verso un futuro professionale dedicato alla tutela dei più deboli, confermando l’importanza della collaborazione tra sindacato e mondo accademico a Perugia.

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