Scontro acceso a Perugia sulla manovra fiscale, seduta assemblea legislativa sospesa [video]

Scontro sulla manovra fiscale infiamma il dibattito a Perugia

Scontro in Aula a Perugia sulle tasse e sul presunto disavanzo

L’Assemblea legislativa dell’Umbria è stata teatro di un confronto teso e prolungato sulla manovra fiscale regionale, con un dibattito che ha visto protagoniste Eleonora Pace, Donatella Tesei, entrambe decise a denunciare gli effetti della politica tributaria introdotta dalla nuova amministrazione. La seduta si è rapidamente trasformata in un momento di forte tensione istituzionale, alimentato dalla presenza di numerosi cittadini che hanno seguito con attenzione ogni passaggio.

Fin dall’inizio, Pace ha ricostruito l’intera vicenda che, a suo dire, affonda le radici nel marzo 2025, quando la Giunta regionale aveva parlato di un presunto “buco” nei conti della sanità, quantificato in oltre 243 milioni di euro. Una cifra che, secondo la consigliera, non avrebbe trovato riscontro né nelle verifiche del Ministero dell’Economia né nelle valutazioni della Corte dei Conti, che avevano invece certificato un disavanzo molto più contenuto, pari a 34 milioni. Da qui l’accusa di aver costruito una narrazione emergenziale per giustificare un intervento fiscale definito “sproporzionato”.

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Pace ha ricordato come la prima versione della manovra prevedesse un impatto da 320 milioni di euro, poi ridotto a 184 milioni anche grazie alla mobilitazione dell’opposizione. Nonostante ciò, ha sottolineato come gli effetti sui cittadini siano già evidenti: cedolini, simulazioni fiscali e dati ufficiali mostrerebbero un aumento significativo della pressione tributaria, soprattutto per lavoratori dipendenti, pensionati e professionisti. La consigliera ha insistito sul fatto che l’Umbria, nel 2025, risulti tra le regioni ordinarie con il carico fiscale più elevato sul ceto medio, superando territori tradizionalmente più ricchi come Lombardia e Veneto.

Il confronto si è ulteriormente acceso quando Pace ha contestato il comunicato diffuso dalla Giunta, che invitava i cittadini alla calma sostenendo che gli aumenti regionali sarebbero stati compensati dal taglio di due punti dell’IRPEF deciso dal Governo nazionale. Una posizione definita “imbarazzante” e “inaccettabile”, accusata di scaricare su altri livelli istituzionali la responsabilità delle scelte regionali.

A seguire, Donatella Tesei ha preso la parola per sostenere la richiesta di iscrizione urgente della mozione presentata dall’opposizione. L’ex presidente della Regione ha parlato di una manovra “devastante”, ricordando come durante il suo mandato – nonostante anni complessi – non fosse stato introdotto alcun aumento di tasse. Tesei ha criticato duramente la scelta dell’attuale amministrazione di mantenere la pressione fiscale al massimo livello anche nel 2028, nonostante la legge regionale prevedesse una scadenza al 2027.

La consigliera ha poi evidenziato come la Regione potrà contare su risorse aggiuntive, tra cui i fondi derivanti dal payback dei dispositivi medici e gli accantonamenti giudicati eccessivi dalla Corte dei Conti. Risorse che, a suo avviso, renderebbero ingiustificata una manovra così pesante per famiglie e imprese. Tesei ha insistito sul fatto che l’aumento delle aliquote rischia di deprimere consumi, investimenti e fiducia, aggravando la fragilità economica dell’Umbria.

Il clima in Aula è diventato sempre più teso, con richiami all’ordine, contestazioni del pubblico e momenti di evidente frizione tra maggioranza e opposizione. Nonostante la forte pressione politica e la presenza di cittadini contrari alla manovra, la richiesta di iscrizione urgente della mozione è stata respinta con 13 voti contrari e 7 favorevoli. La seduta è stata infine sospesa dalla presidente dell’Assemblea Legislativa Sarah Bistocchi a causa delle proteste e dell’esposizione di cartelli da parte dei consiglieri.

Il confronto sulla manovra fiscale resta dunque aperto e destinato a proseguire, mentre cresce il malcontento di una parte della popolazione che teme un impatto significativo sui propri redditi. La vicenda continua a rappresentare uno dei nodi politici più sensibili dell’attuale legislatura regionale.

La nota dei consiglieri di opposizione
“Questa mattina, in occasione della seduta dell’Assemblea Legislativa dell’Umbria, abbiamo assistito a un fatto gravissimo che racconta meglio di qualsiasi slogan il modo di governare della maggioranza”: lo affermano i consiglieri regionali di opposizione Enrico Melasecche e Donatella Tesei (Lega Umbria), Eleonora Pace e Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia), Laura Pernazza e Andrea Romizi (Forza Italia), Nilo Arcudi (Tesei presidente Umbria Civica). “Come opposizione – spiegano – abbiamo presentato una mozione urgente per chiedere il ritiro della manovra fiscale che prevede un aumento delle tasse per 184 milioni di euro e che, proprio a partire da questo mese, si abbatterà su cittadini, famiglie e imprese umbre, con ripercussioni pesanti anche sulle fasce di reddito più basse. Un tema che riguarda la vita concreta delle persone, il potere d’acquisto, la sopravvivenza di tante attività economiche, la serenità di migliaia di famiglie. E proprio mentre i cittadini, legittimamente preoccupati per questo salasso fiscale, cercavano di assistere ai lavori dell’Aula, si è consumato uno spettacolo indegno: l’accesso al pubblico è stato inizialmente ostacolato, con l’inconsistente motivazione di aver raggiunto la capienza massima. Solo successivamente è stato consentito l’ingresso a tutti i presenti, ma a condizioni inaccettabili, imponendo il divieto di scattare foto e registrare video. Un divieto che non è previsto in alcun modo dal regolamento dell’Assemblea legislativa dell’Umbria. Nessuna norma lo vieta. Nessuna disposizione lo giustifica. Si tratta di una decisione arbitraria, costruita ad hoc, sulla base della convenienza politica del momento. È un fatto inaccettabile perché quando chi governa cambia le regole a seconda delle circostanze, non siamo più davanti a una normale dialettica istituzionale, ma a un abuso. Quando si cerca di impedire ai cittadini di documentare ciò che accade in un’assemblea pubblica, si sta mettendo un bavaglio alla democrazia. Da una parte ci sono cittadini che vogliono partecipare, informarsi, dall’altra una maggioranza che, con arroganza, tenta di chiudere le porte, limitare la trasparenza e silenziare il dissenso. Noi non ci stiamo. Continueremo a denunciare l’aumento della pressione fiscale che colpisce l’Umbria e continueremo a difendere il diritto dei cittadini a essere presenti, informati e liberi di raccontare ciò che accade nelle sedi istituzionali. La democrazia non si governa con i divieti improvvisati. La partecipazione non si reprime e la trasparenza non si concede a convenienza. Su questo non faremo nessun passo indietro”.

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