Processo a Stefano Bandecchi: rinvio a giudizio confermato

Processo a Stefano Bandecchi: rinvio a giudizio confermato

Udienza fissata il 22 gennaio, opposizioni chiedono svolta politica

Il sindaco di Terni e presidente della Provincia, Stefano Bandecchi, è stato rinviato a giudizio dal gup Chiara Mastracchio per i fatti legati al tumultuoso consiglio comunale del 28 agosto 2023. La prima udienza è stata calendarizzata per il 22 gennaio davanti al tribunale di Terni, in composizione monocratica con giudice Ersilia Agnello.

La procura, guidata all’epoca da Andrea Claudiani e dal sostituto Marco Stramaglia, contesta al primo cittadino una serie di reati: minaccia, oltraggio, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, interruzione di pubblico servizio e minaccia a un corpo politico. Bandecchi, difeso dagli avvocati Carlo Pacelli e Giorgio Panebianco, ha respinto le accuse, sostenendo di aver reagito a provocazioni ricevute dai consiglieri di minoranza.

Durante l’udienza preliminare, durata circa due ore, il sindaco ha rilasciato dichiarazioni spontanee, mentre il pm Raffaele Pesiri ha chiesto il rinvio a giudizio. L’avvocato di parte civile Enrico De Luca, per il consigliere Cecconi, ha sostenuto la linea dell’accusa. I difensori hanno invece invocato il non luogo a procedere, sottolineando come dagli atti emerga un comportamento reattivo e non aggressivo del loro assistito.

Tra le parti offese figurano la comandante della polizia locale e due agenti, che non si sono costituiti parte civile. La precedente denuncia presentata da Bandecchi contro i consiglieri Masselli e Cecconi per oltraggio a pubblico ufficiale era stata archiviata lo scorso settembre dal gip Francesco Maria Vincenzoni.

All’uscita dal tribunale, Bandecchi ha commentato con tono polemico il rinvio a giudizio, ribadendo la propria visione critica della giustizia. I suoi legali hanno espresso delusione per la decisione, convinti che il materiale processuale avrebbe potuto portare a un proscioglimento.

Sul piano politico, la vicenda ha acceso il dibattito. Alleanza Verdi-Sinistra Terni ha definito il rinvio a giudizio una conferma dell’“insostenibilità” dell’attuale amministrazione, accusata di trasformare l’aula consiliare in un ring e di anteporre interessi personali a quelli della città. Il movimento ha invocato un cambio di passo, richiamando il successo del “Patto Avanti” alle regionali e a Perugia come modello di governo alternativo.

Secondo AVS, Terni necessita di una guida “seria e rispettosa delle regole”, capace di superare la stagione degli scontri e degli show mediatici. L’appello è rivolto alle forze civiche e progressiste affinché si uniscano per costruire un’alternativa politica credibile.

Il processo, che si aprirà a gennaio, rappresenta dunque un passaggio cruciale non solo sul piano giudiziario ma anche su quello istituzionale e politico, con riflessi diretti sulla stabilità dell’amministrazione comunale e sul futuro della città.

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