Arcudi e Calzoni: “Servono interventi urgenti e continui”
PERUGIA, 6 novembre 2025– L’episodio avvenuto alla stazione di Fontivegge, dove un uomo ha danneggiato porte e vetri causando il ritardo di un Frecciarossa, ha riacceso il dibattito sulla sicurezza in una delle zone più delicate della città. I consiglieri comunali Nilo Arcudi e Chiara Calzoni (Perugia Civica) hanno espresso forte preoccupazione per una situazione che, a loro dire, non può più essere ignorata.
“Fontivegge è diventata il simbolo di un disagio che si trascina da troppo tempo – dichiarano –. I cittadini, i commercianti e chi vive quotidianamente il quartiere si sentono abbandonati. Serve un piano concreto, non più promesse o interventi spot. La sicurezza deve tornare ad essere una priorità assoluta”.
Secondo i consiglieri, l’attuale amministrazione non ha mostrato sufficiente attenzione al tema, lasciando che episodi di violenza, vandalismo e degrado si moltiplicassero. Per questo chiedono un cambio di passo, con azioni coordinate e una visione di riqualificazione urbana che non si limiti a interventi isolati, ma che si sviluppi nel tempo con continuità e ascolto del territorio.
Arcudi e Calzoni sottolineano l’importanza del lavoro svolto dalle forze dell’ordine, che ogni giorno operano in condizioni complesse e con risorse limitate. “Sono il presidio più autentico di legalità – affermano – e meritano il pieno sostegno dell’amministrazione. Senza di loro, il quartiere sarebbe ancora più esposto”.
Accanto alle forze dell’ordine, i consiglieri riconoscono il ruolo fondamentale della vigilanza privata, spesso prima a intervenire in situazioni critiche. “Il loro contributo è prezioso – aggiungono – e va valorizzato. Operano in contesti difficili, affrontano rischi reali e meritano rispetto e riconoscimento”.
La richiesta è chiara: serve una presenza istituzionale costante, un presidio urbano che non si limiti a risposte emergenziali, ma che costruisca fiducia e sicurezza nel tempo. “La sicurezza – concludono – non è un tema da strumentalizzare, ma un diritto fondamentale di chi vive, lavora e studia in città. Perugia ha bisogno di fatti, non di passerelle”.
Nel quartiere, il malcontento cresce. I residenti chiedono interventi strutturali, maggiore illuminazione, controllo del territorio, recupero degli spazi pubblici e politiche sociali capaci di affrontare le cause profonde del disagio. La stazione di Fontivegge, snodo cruciale per la mobilità cittadina e regionale, è diventata negli anni un luogo percepito come insicuro, nonostante i progetti di riqualificazione avviati in passato.
Perugia Civica propone un approccio integrato, che metta insieme sicurezza, decoro urbano, inclusione sociale e partecipazione. “Non basta intervenire dopo l’ennesimo episodio – spiegano –. Serve una strategia che coinvolga cittadini, associazioni, commercianti e istituzioni, per restituire dignità a Fontivegge e a chi la abita”.
La sfida è quella di trasformare un’area problematica in un modello di rigenerazione urbana. Un obiettivo ambizioso, ma necessario, per evitare che il quartiere resti intrappolato in una spirale di abbandono e paura. Il tempo delle parole è finito: ora servono azioni concrete, visibili e durature.

Parole e poi…. nulla. La sicurezza va realizzata con i fatti, con gli interventi senza tentennamenti, altrimenti Perugia tra poco diventerà come Milano, Roma, Bologna, Firenze ed altre Città italiane. Basta vedere i filmati realizzati dal Direttore Giordano su Rete 4.