Perugia, Ferdinandi difende la bandiera palestinese esposta

“La pace passa dai diritti umani, non dalle bandiere”

«La Palestina è il luogo più pericoloso al mondo in cui possa nascere un bambino». Con queste parole, la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi ha difeso in Consiglio comunale la scelta di esporre la bandiera palestinese a Palazzo dei Priori, rispondendo a un’interrogazione presentata dai gruppi di opposizione. Un intervento lungo e appassionato, nel quale la prima cittadina ha rivendicato il valore politico, civile e umano del gesto, definendolo “una scelta di solidarietà e di responsabilità istituzionale”.

«Di fronte a questa interrogazione – ha affermato Ferdinandi – sento il dovere di richiamare le istituzioni al loro ruolo: interpretare il presente e farsi carico dei diritti umani, dove questi vengono violati. Da oltre due anni il popolo palestinese subisce uno dei crimini contro l’umanità più gravi degli ultimi 80 anni. Discutere della legittimità di un simbolo di solidarietà rischia di farci guardare il dito invece della luna: ci si concentra sull’atto, non sulla tragedia che rappresenta».

La sindaca ha poi precisato il quadro normativo che regola l’esposizione dei vessilli negli edifici pubblici, ricordando che la Palestina, non essendo formalmente riconosciuta come Stato dal Governo italiano, non rientra tra le bandiere disciplinate dal DPR 121/2000. «Proprio per questo – ha spiegato – si applica la normativa che consente agli enti locali di esporre altri vessilli, purché non siano preminenti rispetto a quelli italiano ed europeo. La bandiera palestinese è esposta sotto le aste delle nostre bandiere nazionali, in posizione conforme alla legge».

Nel suo intervento Ferdinandi ha anche citato le parole di uno dei sindaci palestinesi incontrati a Perugia il 9 settembre scorso, in occasione della visita di una delegazione: «Quando vi interrogherete sul senso di quella bandiera, sappiate che per noi è un segnale di speranza e di vicinanza che non ci fa sentire soli».

Un passaggio che la sindaca ha definito emblematico del valore simbolico del gesto: «Quella bandiera non è una provocazione, ma un atto di vicinanza verso un popolo che vive sotto bombardamenti, violenze sistematiche e negazione dei diritti fondamentali».

La prima cittadina ha poi ricordato i dati forniti dalle Nazioni Unite: 70.000 palestinesi uccisi in due anni, di cui quasi 20.000 bambini. «Numeri che raccontano una tragedia umanitaria di proporzioni immani», ha aggiunto, ribadendo che la bandiera rimarrà esposta «fino a quando non sarà riconosciuto il principio dei due popoli e dei due Stati, unica via per una pace vera e duratura».

«Perugia sceglie la pace, sceglie i diritti umani», ha concluso Ferdinandi tra gli applausi della maggioranza, sottolineando che il compito delle istituzioni è quello di “non voltarsi dall’altra parte di fronte alla sofferenza, ma di farsi portatrici di un messaggio di umanità e giustizia”.

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