Perugia crolla a Carpi, 2 a 0 quinta sconfitta di fila e crisi nera

Grifoni senza gioco e idee perdono per 2-0, classifica allarmante

Con due reti prese nel primo tempo, una al 23’ con un colpo di testa su calcio d’angolo del difensore Rossini
ed una al 34’ con una rete di Casarini ancora di testa su cross dell’esterno Verza, il Perugia esce dal Cabassi
con le ossa rotte conseguendo il macabro bottino di una quinta sconfitta consecutiva in campionato.

di Gianluca Drusian

Con soli tre punti in classifica ed una posizione catastrofica con solo il Rimini, prossimo avversario dei
Grifoni, alle proprie spalle i ragazzi allenati da mister Braglia, nonostante l’infruttuoso ritiro della scorsa
settimana, si sono presentati in casa del Carpi ancora una volta spenti, privi di idee di gioco, fermi sulle
gambe ma, soprattutto, incapaci di riuscire anche solo e semplicemente nel fare tre passaggi di fila senza
perdere la palla o sbagliare l’appoggio.

Anche il lavoro settimanale condotto dalla ultima guida tecnica arrivata, mister Braglia, non sembra riuscire
nell’intento sperato anzi, dopo tre sconfitte consecutive, nessuna rete segnata ed un continuo cambiare
modulo e giocatori in campo, sembra non poter essere la chiave di volta di una stagione che si sta
palesando come un disastro annunciato.

Annunciato perché, nonostante il dodicesimo posto della stagione scorsa, la società o chi per lei ha deciso,
in estate, di partire per un ritiro pre-campionato con gli stessi componenti la rosa per così dire “perdente”
anzi indebolita dalle partenze dei suoi migliori elementi (Di Maggio, Mezzoni, Seghetti, per citarne alcuni).
Scelte sbagliate alle quali, anche con l’arrivo dell’esperto mister Braglia, si possono sommare prima alcune
invenzioni dell’esonerato Cangelosi ma adesso anche decisioni strane prese anche dal tecnico toscano.

Eppure, nell’amichevole settimanale disputata a Ponte san Giovanni qualche segnale di difficoltà e di
avvertimento c’era stata se è vero che il primo tempo era finito uno ad uno e solo nel secondo tempo sono
arrivati tre goal con l’ausilio di tiri dal dischetto.

Ed allora a Carpi, in una partita ritenuta importante che doveva servire per iniziare a conquistare qualche
punto utile alla classifica, al di là delle assenze che hanno costretto il tecnico ad inventarsi una difesa nuova
(con il giovane Rondolini a sorpresa in campo dall’inizio in una difesa scelta a tre per la quale non c’erano
sufficienti difensori da utilizzare) il Perugia si è fidato dei giovani lasciando i cosiddetti ‘anziani’ a guardare
la gara dalla panchina (Giunti capitano e Giardina come centravanti).

Non solo, la squadra sempre in settimana si era “rinforzata” con il reintegro di Bartolomei il quale, quando
entrato in campo nel secondo tempo, è stato l’unico a provare qualche palla lunga in profondità solamente
che, là davanti nell’attacco perugino, sembra regnare il nulla ed anche se ci fosse qualcosa, quel qualcosa
(tipo Ogunseye) resta costantemente in panchina perché sia mai che si possano schierare due punte
centrali insieme (mentre si continua a giocare con gli esterni cosiddetti opposti i quali, tranne per il volitivo
ma anche poco produttivo Kanoutè, non riescono da sempre a diventare pericolosi o anche fare almeno un
paio di cross a testa a partita).

E’ vero che il Perugia nella seconda frazione di gioco ha provato a creare qualche situazione pericolosa ed
ha messo il Carpi all’interno della propria metà campo ma la pressione biancorossa è continuata a rimanere
sterile, senza quella cattiveria giusta in grado anche solo di poter riaprire il risultato e vedere poi di
continuare a mettere un po’ di paura ad un avversario che non ha fatto più niente se non attendere il
fischio finale.

Della situazione ormai diventata disperata e delle condizioni in cui si trova la squadra non sembra esservi
una via di uscita se non una prova, uno scatto di orgoglio da parte di un gruppo di giocatori che, da più
parti, se ne è sottolineato un altro aspetto poco rassicurante.
In rosa, infatti, ci sarebbero un numero non esiguo di giocatori a fine contratto a fine stagione i quali, senza
volerne minare la serietà e professionalità, comunque potrebbero salutare il Perugia qualunque sia il finale
di stagione.

Il tutto cioè la prestazione, il risultato e la gestione societaria in contrasto anche con la festa dei 50 anni
dalla costruzione dello stadio Renato Curi organizzata nella giornata di sabato 4 ottobre, stadio che, nella
sua storia, ha visto e fatto vivere ai propri tifosi ben altre emozioni.

PROMOSSI: Kanoutè (nel primo tempo gioca sempre spalle alla porta avversaria ma nel secondo tempo
prova un po’ a “driblare” un po’ più avanti)- Giunti (ci prova anche da capitano ma è piccolo piccolo in
mezzo ad avversari sempre più feroci dei nostri)

BOCCIATI: Braglia (oltre a quello detto in precedenza ma, perché, l’unico che corre, Tumbarello non lo ha
fatto giocare?)-

TUTTA LA SQUADRA (che resta da dire ad un gruppo che non sa che perdere ma che, a
detta della stessa, sta lavorando sodo? Meglio non aggiungere altro)

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