Mobilità senza barriere, l’inclusione viaggia in rete

Mobilità senza barriere, l’inclusione viaggia in rete

Tavola rotonda all’Inclusion Fest su soluzioni condivise

Mobilità senza barriere – Si è tenuta domenica 22 giugno, durante la giornata conclusiva dell’Inclusion Fest, la tavola rotonda “Mobilità senza barriere: il viaggio dell’inclusione”, un confronto diretto fra aziende, istituzioni e associazioni per affrontare concretamente il tema dell’accessibilità nei trasporti. L’iniziativa, ospitata nel borgo umbro di Ponte Valleceppi, ha rappresentato uno dei momenti centrali del festival dedicato al mondo delle disabilità, confermando la necessità di includere il tema della mobilità accessibile nell’agenda nazionale.

All’incontro hanno preso parte figure rappresentative del mondo associativo come Annita Rondoni per Aism Umbria, Paolo Maria Vissani presidente dell’associazione Adam, e l’assessore di Narni Luca Tramini, in qualità di delegato Anci Umbria per trasporti e mobilità. Al tavolo dei relatori anche i promotori della tavola rotonda, tre amministratori delegati di aziende impegnate in un’iniziativa congiunta: Luca Briziarelli (Bill Benefit), Gianni Pignatta (Umass) e Salvatore Di Bacco (Kmf). I tre hanno illustrato i principi del progetto nazionale “Italia Accessibile”, una rete d’impresa fondata sulla collaborazione tra enti pubblici, Terzo settore e imprese private, con l’obiettivo di creare soluzioni concrete per una mobilità realmente inclusiva.

La proposta nasce dalla consapevolezza che l’autonomia nel muoversi è condizione imprescindibile per l’inclusione sociale. Il progetto si fonda sull’idea che esperienze diverse, se coordinate in un modello di rete, possano offrire risposte efficaci a problematiche ancora oggi diffuse in tema di accessibilità. Tra le iniziative presentate durante il confronto, è stato citato il “Noleggio Inclusivo”, servizio nato in collaborazione con Aism come associazione capofila, che ha portato in soli due anni alla creazione di una flotta di veicoli adattati in quindici scali italiani tra aeroporti e porti, consentendo alle persone con disabilità di guidare in autonomia grazie a sistemi di controllo personalizzati.

Questo servizio rappresenta un esempio concreto di come la sinergia fra realtà diverse possa generare un cambiamento tangibile, valorizzando l’apporto delle organizzazioni del Terzo settore insieme a imprese benefit e aziende del comparto privato. Il progetto si inserisce nel più ampio quadro degli obiettivi dell’Agenda 2030, richiamando l’articolo 3 della Costituzione italiana, che sancisce il diritto al lavoro e l’impegno delle istituzioni nel creare condizioni che rendano effettivo tale diritto per tutti i cittadini.

La tavola rotonda ha permesso di mettere in luce quanto il superamento delle barriere non possa essere delegato a singoli attori, ma richieda uno sforzo collettivo e un metodo di lavoro basato sulla condivisione delle risorse. Il contributo degli enti locali è stato ribadito dall’assessore Tramini, che ha confermato l’intenzione di portare il tema della mobilità accessibile all’interno dei comuni umbri tramite un confronto strutturato tra amministrazioni e stakeholder.

Il messaggio emerso dal confronto è stato chiaro: non si tratta solo di dotare il territorio di strumenti tecnici o infrastrutture idonee, ma di promuovere una nuova cultura della mobilità, che riconosca il diritto alla vita indipendente e alla partecipazione piena delle persone con disabilità alla vita sociale, culturale ed economica.

L’esperienza di “Italia Accessibile” vuole porsi come modello replicabile a livello nazionale, offrendo soluzioni già testate e operative, in grado di rispondere alle esigenze espresse dalle comunità e dalle associazioni. L’obiettivo è garantire che l’inclusione non rimanga una promessa, ma diventi una prassi concreta, quotidiana e strutturale.

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