Emergenza carceri in Umbria, Proietti anticipa l’Aula

Emergenza carceri in Umbria, Proietti anticipa l’Aula
foto archivio

Commissione chiamata a esaminare proposta della maggioranza

Emergenza carceri – La presidente della Giunta regionale dell’Umbria, Stefania Proietti, ha aperto la seduta odierna dell’Assemblea legislativa con un’informativa urgente sulla condizione critica degli istituti penitenziari umbri. La comunicazione è stata posta in premessa rispetto alla trattazione dei punti iscritti all’ordine del giorno, nel tentativo di sollecitare un’azione politica condivisa che affronti concretamente le criticità strutturali e gestionali delle carceri del territorio.

Nel corso dell’intervento, Proietti ha delineato un quadro allarmante, richiamando l’attenzione sui recenti episodi di violenza e disordini verificatisi in varie strutture penitenziarie, attribuendone le cause principali al sovraffollamento, alla carenza di personale – sia penitenziario che sanitario – e alla vetustà degli edifici. Dai dati trasmessi dal Garante regionale delle persone detenute emerge una situazione particolarmente grave: la casa circondariale di Terni ospita oltre 600 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 422 unità, mentre a Perugia il sovraffollamento raggiunge il 40% rispetto alla capacità massima.

Proietti ha poi riferito dell’interlocuzione avviata con il Ministero della Giustizia. Una comunicazione formale è stata inviata al ministro Nordio, seguita da un colloquio con il capo di gabinetto, al fine di illustrare l’anomalia che colpisce l’Umbria rispetto al resto del Paese: due terzi della popolazione detenuta proviene da altre regioni, una sproporzione che mette in crisi le risorse logistiche e umane degli istituti umbri. La presidente ha sottolineato inoltre che il 10% dei detenuti è condannato all’ergastolo, dato doppio rispetto alla media nazionale, e che una percentuale significativa presenta patologie psichiatriche gravi o malattie croniche.

Nel suo intervento, Proietti ha ribadito l’importanza della riassegnazione all’Umbria del Provveditorato regionale per l’amministrazione penitenziaria, pur rilevando che la struttura non è ancora operativa a pieno regime. Il richiamo alla responsabilità istituzionale regionale è stato chiaro: la sanità penitenziaria rientra tra le competenze della Regione, e su questo fronte non si può restare inerti di fronte a una popolazione carceraria composta da 1.593 persone, senza contare il personale che vi lavora.

Emergenza carceri

A seguito dell’informativa, la consigliera Maria Grazia Proietti (Pd) ha illustrato una proposta di risoluzione intitolata “Interventi urgenti per affrontare l’emergenza carceraria negli istituti penitenziari umbri”, nella quale vengono sollecitate una serie di misure rivolte sia al Governo centrale che alla stessa Giunta regionale. Tra le richieste figurano l’attivazione immediata e operativa del Provveditorato umbro, il trasferimento di detenuti in altre strutture per ridurre il sovraffollamento, il rafforzamento del personale di polizia penitenziaria, l’ammodernamento degli impianti idrici e di climatizzazione, e l’istituzione di un tavolo permanente di monitoraggio con il coinvolgimento del Garante, dei sindacati e delle direzioni carcerarie. Particolare attenzione è rivolta anche all’emergenza sanitaria, soprattutto per i detenuti con disturbi psichiatrici, proponendo l’assegnazione di risorse straordinarie e la presentazione di relazioni trimestrali alla stessa Assemblea legislativa.

Laura Pernazza (FI) ha riconosciuto la rilevanza del tema, rilevando però che la proposta della maggioranza tende a focalizzarsi sulle responsabilità del Governo trascurando le competenze regionali. Ha evidenziato come la Regione abbia compiti anche nel favorire il reinserimento dei detenuti nella società, tramite programmi di formazione professionale e percorsi scolastici, citando ad esempio i corsi di saldatura dell’Ipsia di Terni. Pernazza ha suggerito che il testo della risoluzione includa un impegno diretto della Giunta ad attivare iniziative di formazione e incentivi per le aziende che assumono ex detenuti. Ha poi sollevato la questione del trattamento della tossicodipendenza in carcere, dove – ha detto – mancano percorsi strutturati e i costi delle certificazioni mediche ricadono sulle famiglie, spesso prive delle risorse necessarie.

Francesco Filipponi (Pd) ha ribadito la gravità della situazione: a Terni il personale è aumentato, ma resta insufficiente per garantire livelli adeguati di sicurezza. Ha ricordato gli incendi e le rivolte verificatesi a Spoleto, dove il sovraffollamento rappresenta una criticità strutturale. Filipponi ha chiesto il blocco dei trasferimenti da altre regioni verso l’Umbria e il pieno funzionamento del Provveditorato regionale.

Emergenza carceri

Il consigliere Stefano Lisci (Pd) ha posto l’accento sul clima di tensione che si respira nel carcere di Spoleto, auspicando interventi concreti per abbassare il livello di conflittualità, anche attraverso piccoli segnali che possano migliorare la quotidianità. Ha richiamato il dato secondo cui il 90% dei detenuti fa uso di psicofarmaci, elemento che complica ogni tentativo di reinserimento nella vita civile. Lisci ha invocato un forte investimento da parte del Ministero, anche per risolvere la cronica carenza di personale.

Dal Movimento 5 Stelle, Luca Simonetti ha evidenziato il ruolo spesso centrale del personale sanitario nelle dinamiche carcerarie, descrivendolo come un “cuscinetto” tra i detenuti e la polizia penitenziaria. Il 30% della popolazione carceraria, ha detto, soffre di dipendenze, ma non esistono percorsi di cura adeguati né all’interno né all’esterno delle strutture, nemmeno in riferimento alle REMS. Simonetti ha auspicato che il nuovo Piano sanitario regionale preveda misure per affrontare efficacemente queste criticità, contribuendo anche alla riduzione del sovraffollamento.

L’assessore regionale Fabio Barcaioli ha espresso solidarietà agli agenti penitenziari recentemente aggrediti, e ha confermato che la Giunta sta sviluppando progetti per il reinserimento, tra cui AMA ES per le attività esterne e AMA DE per quelle interne. Sono attivi anche programmi con cooperative, in ambito gastronomico e artigianale, ma ha segnalato la carenza di personale nelle ore serali che impedisce ai detenuti che lavorano all’esterno di rientrare dopo le 19. Barcaioli ha posto l’attenzione sull’impossibilità per alcuni detenuti di usufruire di misure alternative a causa della mancanza di alloggi, annunciando la possibilità di modificare la legge sulla casa e coinvolgere ATER per offrire soluzioni. Ha inoltre menzionato gli sgravi fiscali per le aziende che assumono ex detenuti come elemento su cui ragionare, lamentando infine la sproporzione nei fondi assegnati all’Umbria per il progetto ministeriale REINS, poi ribilanciati al 50% dopo una revisione.

Emergenza carceri

Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia) ha ricordato che il tema è da tempo all’attenzione del Consiglio e ha proposto che la mozione precedentemente presentata dalla consigliera Proietti e dal consigliere Lisci, insieme all’attuale proposta di risoluzione, vengano rinviate in Commissione per un esame approfondito e congiunto.

Donatella Tesei (Lega) ha espresso sorpresa per la presentazione di un nuovo atto nella stessa giornata in cui era attesa la calendarizzazione della mozione precedente. Ha comunque auspicato un percorso condiviso e organico. Ha ricordato che il Provveditorato è stato formalmente riportato in Umbria, anche se non ancora operativo, e ha ribadito che i detenuti problematici vengono regolarmente trasferiti nelle strutture di Terni e Spoleto. Tesei ha richiamato la necessità di confrontarsi con il Governo per trovare soluzioni condivise.

Il dibattito ha evidenziato un’ampia convergenza tra maggioranza e opposizione sulla necessità di affrontare in modo sistemico e condiviso l’emergenza carceraria. A fronte delle numerose proposte e delle problematiche sollevate dai vari interventi, l’Assemblea ha deciso di rinviare l’esame dell’atto in Commissione, dove la proposta della consigliera Proietti sarà approfondita congiuntamente alla precedente mozione già presentata sullo stesso tema. L’obiettivo condiviso resta quello di definire una strategia unitaria da riportare in Aula, in grado di affrontare efficacemente le numerose criticità del sistema carcerario regionale.

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