Denunciata l’assenza di dialogo e l’attacco all’inclusione
Grave esclusione in Umbria – Anffas Nazionale e il Coordinamento Regionale Anffas Umbria hanno espresso sdegno per un episodio giudicato gravissimo, avvenuto nel contesto di un evento formativo organizzato dalla Camera Minorile di Perugia, dedicato ai diritti delle persone con disabilità. Il fatto riguarda la revoca dell’intervento istituzionale all’Avvocato Massimo Rolla, Garante Regionale per i diritti delle persone con disabilità in Umbria, in seguito a una sua presa di posizione sui social, dove aveva evidenziato l’assenza delle associazioni rappresentative e delle famiglie nell’organizzazione dell’iniziativa.
L’evento, originariamente impostato come momento di riflessione e approfondimento sui temi legati alla disabilità, è diventato oggetto di una forte presa di posizione da parte del mondo associativo, che denuncia una grave lesione dei principi di inclusione e trasparenza. La decisione di escludere il Garante, che aveva semplicemente espresso un’opinione volta a sottolineare la necessità di un maggiore coinvolgimento degli attori primari nel processo di costruzione dell’evento, è stata interpretata da Anffas come un rifiuto del confronto e un gesto di chiusura inaccettabile.
Grave esclusione in Umbria
Secondo Anffas, le persone con disabilità e le loro famiglie devono essere riconosciute come interlocutori fondamentali in ogni iniziativa che riguardi la loro condizione. L’esclusione del Garante, figura istituzionale che rappresenta tali istanze, è considerata un atto che va contro l’essenza stessa dei valori che un evento su diritti e inclusione dovrebbe incarnare.
Moira Paggi, nella duplice veste di Presidente dell’associazione Anffas Per Loro e Coordinatrice Regionale Anffas in Umbria, ha denunciato l’accaduto, evidenziando come la scelta di revocare l’intervento al Garante tradisca la logica stessa del dialogo costruttivo. La sua valutazione dell’episodio è ferma e inequivocabile: il confronto nasce proprio dal pluralismo dei punti di vista, anche quando emergono criticità. Impedire tale confronto, a suo avviso, significa allontanarsi da ogni seria prospettiva di partecipazione reale.
La condanna dell’accaduto è stata netta anche da parte del Presidente Nazionale di Anffas, Roberto Speziale, che ha ribadito la necessità di assicurare una reale rappresentanza delle persone con disabilità in ogni fase decisionale. Ha inoltre evidenziato che un’inclusione autentica non può prescindere dal riconoscimento e dall’ascolto di chi vive quotidianamente le sfide della disabilità. Escludere una voce istituzionale per una critica costruttiva rappresenta, secondo Anffas, un segnale pericoloso e regressivo.
Anffas ha dichiarato che chiederà formalmente a tutti i relatori coinvolti di prendere pubblicamente le distanze da quanto avvenuto, così come solleciterà il Comune di Perugia e l’Ordine degli Avvocati di Perugia, entrambi soggetti patrocinanti, a ritirare il loro appoggio all’iniziativa. Per l’associazione, l’adesione a un evento deve essere coerente con i principi che si intendono promuovere, altrimenti si rischia di cadere in contraddizione rispetto ai valori proclamati.
Per l’intero movimento Anffas, la partecipazione delle persone con disabilità non può essere un elemento accessorio, ma deve essere il fulcro di ogni iniziativa a loro dedicata. Non si tratta di un semplice riconoscimento formale, ma di una necessità etica e politica che richiama il rispetto di diritti inviolabili.
L’episodio umbro viene quindi visto non come un caso isolato, ma come il sintomo di una tendenza che rischia di compromettere i passi avanti compiuti in anni di lotte per i diritti civili delle persone con disabilità. Anffas ha dichiarato che continuerà a monitorare attentamente la situazione e a battersi affinché eventi simili non abbiano a ripetersi.
L’associazione ritiene inoltre fondamentale che venga ristabilita la centralità del dialogo come strumento imprescindibile per la costruzione di una società realmente inclusiva. Il contributo delle famiglie, delle associazioni e dei rappresentanti istituzionali non può essere messo da parte, soprattutto in occasioni che dovrebbero avere come obiettivo principale la promozione dei diritti e la valorizzazione della partecipazione attiva.
Anffas ribadisce che l’inclusione non si realizza in astratto, né può essere imposta dall’alto: essa prende forma nel concreto delle scelte, nella volontà di accogliere il confronto e nell’impegno a costruire insieme risposte adeguate e rispettose della dignità di ogni persona. Per questa ragione, l’accaduto a Perugia assume un significato ancora più allarmante.
Il Coordinamento Regionale Anffas in Umbria, in linea con Anffas Nazionale, si impegna a proseguire nel proprio lavoro di sensibilizzazione e di vigilanza, a tutela delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Il principio guida rimane quello dell’ascolto attivo, della trasparenza e della co-progettazione, affinché ogni iniziativa possa essere realmente partecipata e condivisa da chi ne è il reale destinatario.

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