Comune di Perugia lancia piano anti-movida, ma servono più agenti

Comune di Perugia lancia piano anti-movida, ma servono più agenti

Decoro urbano e regole, ma resta il nodo dei controlli

Il Comune di Perugia mette in campo un nuovo piano per contrastare gli eccessi della movida, puntando su decoro urbano, dialogo tra residenti e locali e una maggiore sensibilizzazione. L’iniziativa, che sarà sperimentata nell’area tra via Alessi, via Cartolari e via della Viola, prevede una serie di interventi mirati a contenere schiamazzi notturni e comportamenti incivili, mantenendo comunque viva la vocazione sociale e turistica del centro storico.

L’annuncio è arrivato durante un incontro al chiostro di San Fiorenzo, dove l’assessore Fabrizio Croce ha presentato i dettagli del progetto a circa sessanta tra residenti e gestori di locali. Il piano dovrebbe entrare a regime entro la fine del mese e prevede misure puntuali per ristabilire un equilibrio tra vita notturna e quiete pubblica.

Il primo fronte è quello del decoro. L’azienda Gesenu ha già avviato un potenziamento del servizio di raccolta rifiuti con più passaggi giornalieri. Sono stati predisposti avvisi informativi sulla raccolta differenziata, redatti sia in italiano sia in inglese, con l’obiettivo di raggiungere anche i numerosi visitatori stranieri e gli affittuari temporanei.

Proprio sul tema degli affitti emerge una criticità: secondo il Comune, esistono casi sospetti di locazioni abusive o gestite senza informare adeguatamente gli ospiti sulle regole basilari, come quelle riguardanti la gestione dei rifiuti. Un fenomeno che, se confermato, complica ulteriormente la convivenza tra chi vive stabilmente in centro e chi lo frequenta solo per brevi periodi.

Altro intervento previsto riguarda la pulizia dei muri imbrattati. Il Comune impiegherà una squadra di operai per la rimozione dei graffiti nelle vie interessate. L’intenzione è creare un contesto urbano più curato, che favorisca una fruizione più rispettosa degli spazi pubblici, anche durante le ore serali e notturne.

A differenza del passato, non verranno impiegati steward o vigilantes. Il nuovo piano prevede l’introduzione di informatori civici, figure con il compito di sensibilizzare, monitorare e, se necessario, contattare le forze dell’ordine. Non avranno funzioni di controllo diretto, ma opereranno come punto di raccordo tra cittadinanza, esercenti e istituzioni.

L’obiettivo è quello di prevenire situazioni di degrado e contenere comportamenti come urla, danneggiamenti o l’utilizzo improprio degli spazi pubblici, specialmente quando i locali chiudono e la sorveglianza si dirada. Secondo l’amministrazione, il piano non sostituirà il lavoro delle forze di polizia, che continueranno a garantire i controlli ordinari.

Dal fronte degli esercenti è emersa anche la richiesta di posticipare l’orario di chiusura dei locali oltre l’attuale limite delle 1.30. Una proposta che l’amministrazione valuta con cautela. Possibili aperture in tal senso potrebbero essere subordinate a un impegno concreto dei gestori, ad esempio nella gestione dei servizi igienici e nella prevenzione dell’utilizzo improprio dei vicoli ad attività illecite o incivili.

Non manca, però, una parte della cittadinanza che esprime perplessità sul piano. Alcuni residenti segnalano il rischio che l’attenzione si concentri solo su determinate zone del centro, trascurandone altre. In particolare, viene citata Porta Sole come area fortemente colpita dal fenomeno della malamovida, con episodi di furti e vandalismi.

Secondo queste voci critiche, sarebbe prioritario applicare in modo esteso e uniforme il regolamento di polizia urbana, che prevede sanzioni significative per chi disturba la quiete pubblica, sporca o compie atti vandalici. L’appello è a non limitarsi agli interventi di sensibilizzazione ma ad agire anche con strumenti repressivi quando necessario.

In attesa della piena operatività del piano, l’amministrazione si dice disponibile a raccogliere ulteriori suggerimenti e osservazioni, confermando la volontà di proseguire lungo la strada del confronto. L’obiettivo, scrive oggi Luca Benedetti su Il Messaggero, resta quello di garantire una coesistenza pacifica tra chi abita in centro e chi lo vive per divertimento, tutelando al contempo l’attrattività della città e la qualità della vita dei suoi residenti.

Il piano sarà monitorato nel corso delle prossime settimane per valutarne l’efficacia e l’impatto reale sul territorio. Eventuali modifiche o ampliamenti verranno decisi sulla base delle segnalazioni raccolte e dei risultati ottenuti, con la possibilità di estendere il modello ad altre zone sensibili del capoluogo.

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