De Luca: impianti sostenibili e energia per l’autoconsumo
La Regione Umbria interviene con determinazione sul fronte della transizione energetica, avviando una pianificazione strutturata per lo sviluppo degli impianti da fonti rinnovabili. L’assessore regionale all’ambiente e all’energia, Thomas De Luca, conferma la volontà di colmare un ritardo significativo nell’individuazione delle aree idonee alla realizzazione di impianti, un obbligo normativo nazionale la cui scadenza è fissata per dicembre 2024, ma che in Umbria risultava completamente inattuato.
La mancanza di una pianificazione organica ha causato negli ultimi anni una proliferazione disordinata di progetti, spesso in contrasto con le caratteristiche ambientali e paesaggistiche del territorio. Per questo motivo, la Regione ha avviato un doppio percorso: da una parte, il completamento dell’individuazione delle aree destinate a impianti fotovoltaici, eolici e idroelettrici; dall’altra, la ripresa del Piano Paesaggistico Regionale, rimasto fermo dal 2019, per rafforzare le tutele ambientali.
La strategia adottata punta a un bilanciamento tra la necessità impellente di sviluppare fonti energetiche sostenibili e la salvaguardia dell’identità paesaggistica dell’Umbria, una regione la cui orografia rende particolarmente sensibili gli interventi infrastrutturali. Il governo regionale ha scelto di anticipare i tempi, consapevole che la transizione energetica è ormai una priorità inderogabile, sia per abbattere i costi in bolletta per famiglie e imprese, sia per ridurre le emissioni climalteranti e l’inquinamento atmosferico, che incide direttamente anche sulla salute pubblica.
Un altro fronte operativo riguarda il coinvolgimento diretto dei territori. L’assessorato ha infatti promosso un processo partecipativo che prevede il contributo delle amministrazioni locali, dei cittadini e dei portatori di interesse, affinché ogni iniziativa sia condivisa e coerente con le esigenze reali delle comunità umbre. Questo approccio sarà esteso a tutti gli atti futuri dell’assessorato, assumendo una valenza strutturale nella definizione delle politiche di sostenibilità.
De Luca ha ricordato che in Umbria esistono già esempi virtuosi di integrazione tra fonti rinnovabili e ambiente, come nel caso degli impianti idroelettrici perfettamente inseriti nel contesto naturale, tra cui spicca quello delle Cascate delle Marmore. Tuttavia, in altri ambiti come l’eolico, ancora assente nella regione, sarà necessario avviare un percorso graduale per l’inserimento di queste strutture, tenendo conto dell’impatto visivo e della compatibilità con il paesaggio.
Uno degli obiettivi centrali è la valorizzazione della superficie regionale, intesa come risorsa limitata da gestire con criteri di equità e lungimiranza. Per questo motivo, si intende dare priorità alla realizzazione di impianti destinati all’autoconsumo da parte di imprese, famiglie e comunità energetiche, piuttosto che a progetti su larga scala promossi da soggetti esterni privi di legami con il territorio.
Il principio guida è quello della sovranità energetica locale, ovvero il diritto delle comunità umbre a disporre in maniera autonoma delle proprie risorse naturali – vento, acqua e suolo – affinché possano essere utilizzate prioritariamente per soddisfare i bisogni energetici interni.
In questo quadro, la Regione sta preparando il nuovo Piano Energetico Regionale, che conterrà le linee guida per lo sviluppo equilibrato della produzione e della distribuzione dell’energia, con l’obiettivo di coprire progressivamente tutti i fabbisogni, da quelli domestici a quelli industriali. Accanto agli impianti, il piano includerà anche sistemi di accumulo e infrastrutture tecnologiche per favorire l’indipendenza energetica dell’Umbria entro il 2050.
L’assessore sottolinea che le scelte che si stanno adottando non rappresentano una semplice risposta normativa, ma una visione di lungo periodo che intende trasformare l’Umbria in un modello di sostenibilità. Le criticità affrontate nel processo – dall’assenza di linee guida, al blocco del piano paesaggistico, fino alla necessità di integrare nuove tecnologie con l’ambiente – sono state superate grazie a un lavoro coordinato con i ministeri competenti e al supporto delle realtà locali.
La Regione conferma così il suo impegno nel definire una traiettoria chiara e concreta per la transizione energetica, fondata su una gestione responsabile del territorio e su un modello di sviluppo che coniughi tutela ambientale e progresso tecnologico, puntando su una crescita autonoma e sostenibile.

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