Parole choc su Ilaria Sula: indagine della Digos in corso
Una frase offensiva pronunciata da un dirigente dello Sporting Terni nei confronti di una arbitra 17enne durante una partita Under 17 ha provocato forti reazioni in città. L’episodio, avvenuto in uno spogliatoio al termine dell’incontro tra Sangemini e Sporting Terni, ha causato l’indignazione del sindaco Stefano Bandecchi, che ha definito le parole «inconcepibili» e indice di uno stato mentale «alterato».
Secondo il referto del giudice sportivo Attilio Biancifiori, il dirigente avrebbe detto alla giovane: «Dovresti fare la stessa fine di Ilaria», alludendo a Ilaria Sula, la 22enne uccisa dal suo ex compagno poche settimane fa. L’episodio ha generato una reazione immediata sui social, dove molti utenti hanno espresso sgomento e rabbia.
La squalifica per il dirigente è stata fissata fino al 31 dicembre 2028. Il presidente dello Sporting Terni, Maurizio Gambino, ha preso le distanze dall’accaduto e ha annunciato un’indagine interna. In caso di conferma dei fatti, ha detto, «la persona coinvolta verrà allontanata». Il dirigente, ascoltato dalla Digos sotto la guida di Marco Colurci, ha fornito una versione differente, parlando di un malinteso legato a presunti errori arbitrali e ha negato le gravi affermazioni riportate.
Non ci sono testimoni diretti, poiché il presunto scambio di parole è avvenuto in uno spogliatoio, senza la presenza di terzi. Tuttavia, l’arbitra, ascoltata dalla questura di Terni lo scorso venerdì, ha confermato quanto riportato nel provvedimento del giudice sportivo. Al momento, però, non ha sporto denuncia formale.
La polizia sta esaminando il materiale raccolto per valutare l’invio alla Procura della Repubblica di Terni, che dovrà stabilire se esistano gli estremi per procedere d’ufficio. La questura sta inoltre valutando la possibilità di un daspo nei confronti del dirigente sportivo.
Oltre all’insulto del dirigente, la partita ha visto anche altri episodi problematici. Un giocatore dello Sporting Terni è stato squalificato per dodici giornate per aver compiuto gesti osceni, tolto la maglia dopo l’espulsione e rivolto allusioni sessuali all’arbitra.
Il presidente Gambino ha dichiarato che l’intera società aveva partecipato ai funerali di Ilaria Sula e che l’utilizzo del suo nome in quel contesto rappresenta «una ferita profonda». Ha ribadito la necessità di chiarezza e di responsabilità, affermando che lo sport deve restare uno strumento di formazione e rispetto.
Anche l’AIA – Associazione Italiana Arbitri ha rilasciato una nota, parlando di possibili atti discriminatori, minacce e violenza ai danni di una minorenne appartenente all’associazione. L’organismo ha espresso pieno sostegno alla giovane e ha chiesto che vengano presi provvedimenti esemplari.
L’arbitra, nonostante lo shock, ha confidato a persone vicine la volontà di continuare il percorso intrapreso. Il padre, ex arbitro in Eccellenza, è per lei un punto di riferimento. Malgrado l’episodio, la giovane ha manifestato determinazione a proseguire l’attività sportiva.
La città di Terni, ancora segnata dalla tragedia di Ilaria Sula, si trova ora a fare i conti con l’eco di parole ritenute gravi, pronunciate in un contesto che dovrebbe essere educativo. L’attenzione resta alta in attesa degli sviluppi dell’inchiesta.

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