Foto hard di studentesse minorenni divulgate nelle chat, due giovani della ’Perugia Bene’ a processo

Foto hard di studentesse minorenni sul cellulare e divulgate nelle chat, due giovanissimi a processo

Foto hard di studentesse minorenni divulgate nelle chat, due giovani della ’Perugia Bene’ a processo

Foto hard – Due giovani perugini della ’Perugia Bene’ sono stati condotti di fronte al giudice per l’udienza preliminare con l’accusa di detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico. Gli imputati, assistiti dagli avvocati Andrea Bellachioma, Giovanni Zurino e Michele Nannarone, sono accusati di aver conservato nel proprio cellulare una fotografia esplicitamente sessuale di una ragazza di 14 anni, nonché di altre 70 immagini simili che ritraevano giovani donne, alcune delle quali minorenni.

La Procura di Perugia contesta anche di aver diffuso la suddetta foto tramite la chat di una piattaforma di messaggistica. Inoltre, uno dei due imputati è stato accusato di diffamazione per aver inviato la foto all’altro imputato e a un’amica.

Le immagini sono state scoperte dagli esperti informatici durante il sequestro del telefono cellulare degli imputati. Si è appurato che le foto erano state anche condivise in altre chat.

La giovane vittima ha deciso di costituirsi parte civile tramite il suo avvocato Francesco Gatti, riportando le gravi conseguenze che ha subito a causa di questa situazione, che l’hanno costretta a cambiare scuola. La ragazza ha appreso dell’esistenza delle foto grazie a un’amica. Quest’ultima era entrata nel gruppo perché le avevano detto che c’erano delle sue foto esplicite e voleva vederlo con i suoi occhi. Ma aveva scoperto che non era lei ma la sua amica. Foto che risalivano a circa 5 anni prima, quando la ragazza immortalata aveva circa 15 anni. Le aveva inviate al fidanzato di allora. A circa un anno dalla fine della relazione tra i due, le immagini erano state però diffuse ovunque.

Durante l’udienza odierna, gli avvocati degli imputati hanno richiesto un rinvio del processo al fine di ottenere una messa alla prova, previa riqualificazione del reato e risarcimento del danno. Richiesta alla quale la parte civile non si è opposta, nell’ottica di un percorso di pentimento e resipiscenza.

Il processo è stato rinviato al 28 settembre per la sua eventuale definizione.

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