Capriolo ucciso in auto, altro guardiacaccia bracconiere denunciato, l’animale abbattuto con un colpo di carabina

E' un 70 enne in possesso di tanto di tesserino

Capriolo ucciso in auto, altro guardiacaccia bracconiere denunciato, l'animale abbattuto con un colpo di carabina

Capriolo ucciso in auto, altro guardiacaccia bracconiere denunciato, l’animale abbattuto con un colpo di carabina

Capriolo ucciso – A inizio mese di settembre veniva denunciato un guardia caccia dalla Stazione Carabinieri di Passignano sul Trasimeno; ora sono invece i Carabinieri Forestali di Foligno che, in località Villa Morotti nel comune di Foligno, hanno fermato un guardia caccia a bordo di 4X4 mentre trasportava un capriolo maschio adulto ucciso.

Il veicolo è stato bloccato proprio mentre il conducente aveva terminato la giornata di caccia e stava lasciando la zona.

Erano molte le segnalazioni che arrivavano ai militari della presenza di un bracconiere nella zona e finalmente l’intervento di oggi ha permesso di identificare il presunto responsabile: un 70 enne con tesserino di guardia caccia.

L’animale è stato abbattuto con un colpo di carabina

Dal controllo è emerso che l’animale è stato abbattuto con un colpo di carabina ed era sprovvisto di fascetta inamovibile necessaria quando si abbatte animale di selezione come previsto dal disciplinare.

I militari alla richiesta dei documenti hanno riscontrato numerose infrazioni: sul libretto di caccia non era stata registrata né l’uscita e né il capo abbattuto, la fascetta che successivamente veniva mostrata, non era stata allacciata al capo abbattuto ed era invece registrata per un capo ucciso nel mese di giugno.

Il cacciatore si trovava fuori zona

Infine il cacciatore si trovava fuori zona rispetto alle autorizzazioni rilasciate; tutte le irregolarità amministrative riscontrate comportano sanzioni per circa 1.200 euro oltre la sospensione dell’attività di selezione per un periodo da 1 a 3 mesi, la revoca del tesserino da guardia caccia e della licenza da caccia. Inoltre dal punto di vista penale ora il presunto responsabile rischia l’arresto da 3 mesi a 1 anno e sanzione da 1.000 a 2.500 euro.

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