Crisi governo, data umbra elezioni regionali resta standby, forse a metà ottobre
La crisi del governo apre la possibilità di un ritorno alle urne già a metà ottobre. L’Umbria resta in standby sulla data. Si fa strada l’ipotesi election day, nel caso in cui sia ndasse a elezioni politiche anticipate. Matteo Salvini ha già indicato come data utile il 13 ottobre, manche le domeniche successive sono considerate buone (20 e 27). Il 27 ottobre, data scelta dal presidente Fabio Paparelli potrebbe essere scelta per un eventuali election-day. Ma l’Umbria potrebbe essere costretta a rivedere tutto in nome del decreto legge 98 del 2011: le consultazioni elettorali si svolgano in un’unica data nell’arco dell’anno. Nel caso in cui, dunque, venga individuata una domenica diversa per le elezioni politiche anticipate, un decreto ministeriale potrebbe costringere l’Umbria a modificare la data individuata. Al momento viene presa per buono la data del 27 ottobre. Per la presentazione delle liste c’è tempo fino al 27 settembre.
I candidati alla poltrona della presidenza di Palazzo Donini sono già sei. Alcune candidature sono ufficiali altre stanno maturando.
La prima candidatura ufficiale è quella dell’attuale consigliere regionale Claudio Ricci. Era il candidato presidente del centrodestra nel 2015. Si presenterà con tre liste di «ricostruzione civile»: Ricci Presidente, Italia Civica e Proposta Umbria.
Poi c’è Antonio Pappalardo, generale di brigata dei carabinieri in pensione, il secondo a candidarsi alla carica di presidente dell’Umbria. Alle elezioni politiche del 2008 si candidò con il Movimento per le Autonomie di Raffaele Lombardo in tre collegi per il Senato, non riuscendo a centrare l’elezione. Dal 2016 è presidente del Movimento Liberazione Italia, che fa riferimento al Movimento dei Forconi.
Poi il centrosinistra (capitanato dal Pd) potrebbe vedere come candidato il civico Andrea Fora, ma non è ancora certo. La compagine più a sinistra del partito, spinge per Luca Ferrucci.
Il centrodestra con Donatella Tesei (Lega) alla presidente e Marco Squarta di FdI alla vicepresidenza
Per i Cinquestelle molto dipenderà da come si evolverà la questione sul leader Luigi Di Maio. Il nome in ballo è quello dell’attuale consigliera regionale, Maria Grazia Carbonari, Andrea Liberati ha detto che si ritirerà.
«Potere al Popolo» ha annunciato la discesa in campo.
E poi c’è Rossano Rubicondi che scende in campo appoggiato dal Partito comunista.
I socialisti pensano di giocarsi la carta di Luciano Bacchetta, sindaco di Città di Castello, attuale Presidente della Provincia di Perugia.

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