Liberati e Carbonari (M5S), innalzare canoni società che sfruttano acqua per produrre energia

Liberati e Carbonari (M5S), innalzare canoni società che sfruttano acqua per produrre energia

Liberati e Carbonari (M5S), innalzare canoni società che sfruttano acqua per produrre energia

Presentata in Prima commissione la proposta di legge del Movimento 5 Stelle sull’innalzamento dei canoni concessori pagati dalle società che sfruttano l’acqua pubblica per produrre energia elettrica. Per Liberati e Carbonari, firmatari dell’atto, è necessario trasferire l’80 percento dei proventi ai Comuni per finalità di ripristino ambientale e prevedere l’apertura continuativa della cascata delle Marmore. Dopo l’istruttoria l’atto sarà al centro di una audizione con l’assessore regionale competente. (Acs) Perugia, 28 ottobre 2015 – “Innalzare i canoni di concessione pagati dalle società che sfruttano le acque superficiali per produrre energia elettrica, riferendoli alla potenza efficiente e non più a quella nominale.

E trasferire ai Comuni su cui insistono derivazioni di acqua pubblica, per finalità di riqualificazione ambientale, l’80 percento di quanto incassato dalla Regione Umbria”. Sono questi i contenuti della proposta di legge del gruppo consiliare Movimento 5 Stelle, illustrata oggi ai componenti della Prima commissione dell’Assemblea legislativa, che mira a modificare la legge regionale “n.33/2004” Disposizioni in materia di demanio idrico, di occupazione di suolo demaniale e di demanio lacuale. L’atto, dopo la fase istruttoria, sarà al centro di una audizione con l’assessore regionale competente. Presentando la proposta di legge il capogruppo Andrea Liberati ha spiegato di voler far “riaprire in modo permanente la cascata delle Marmore, riducendo magari la portata durante la notte ma senza mai interromperla, valorizzandone l’enorme potenziale turistico, attualmente inespresso. Una situazione che ha effetti negativi anche sul lago di Piediluco, una zona che avrebbe dunque diritto ad indennizzi e compensazioni ambientali. L’energia elettrica prodotta con l’acqua delle cascate viene rivenduta altrove e non serve neppure alle industrie del territorio. La concessione per lo sfruttamento idroelettrico di quel bacino è stata recentemente ceduta dalla E.on per 1 miliardo di euro e genera 110 milioni di euro all’anno di utili netti. L’Unione europea ha già aperto la seconda procedura di infrazione perché queste concessioni non vengono affidate tramite gara”.

GLI INTERVENTI

Silvano Rometti (Socialisti e riformisti): “Le concessione sono state prorogate con legge nazionale fino al 2029. La Giunta regionale 20 giorni fa ha deciso di incrementare l’importo del canone per lo sfruttamento idroelettrico, che è così al livello più alto in Italia, insieme al Piemonte”. Raffaele Nevi (Forza Italia): “Si tratta di tasse su imprese produttive che danno lavoro, così come quelle che imbottigliano acqua. Dobbiamo decidere se l’Umbria deve stare al top in fatto di tasse per queste imprese. Io penso di no, non vanno torchiate per non rendere questa zona ancora meno attrattiva per le aziende. Tutto questo poi servirebbe solo per ripianare i bilanci della Regione e dei Comuni. L’innalzamento dei canoni da parte della Giunta è avvenuto in modo unilaterale e senza alcun confronto con le imprese. Non si conoscono le conseguenze di queste scelte, che colpiscono imprese che hanno costi già alti. Totalmente contrario a queste misure così come a quelle sulle acque minerali, un settore in cui ci sono margini bassissimi e si rischia di mettere in crisi realtà produttive e posti di lavoro. In altre Regioni ci sono altri tipi di tassazione ma esistono anche rendite di competitività ben diverse. Se avessimo detto sì al nucleare avremmo potuto anche mettere una tassazione pesante sull’idroelettrico”. Valerio Mancini (Lega nord): “Bisogna capire, magari sentendo la Giunta regionale, quanti proventi dovrebbe generare esattamente questa misura e dove andrebbero a finire. E di quanto aumenterebbe la pressione fiscale sulle imprese del settore”.

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