I Quintorigo ad Umbria Jazz ospiti del concerto di Mario Biondi all’Arena

 
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I Quintorigo ad Umbria Jazz ospiti del concerto di Mario Biondi all'Arena

I Quintorigo ad Umbria Jazz ospiti del concerto di Mario Biondi all’Arena A venti anni esatti dalla comparsa ufficiale della band sulla scena musicale italiana, il quartetto romagnolo pubblica Opposites. Un lavoro che ancora una volta alza il tiro di un personalissimo percorso artistico e gioca con i chiaroscuri della musica del ‘900: da Duke Ellington a Monk, da Oliver Nelson a Ornette Coleman, da David Bowie alle tinte acide dei RageAgainst The Machine. Rivisitazione di classici e dialogo con essi, in 10 cover e 11 brani originali, con la massima libertà artistica, un nuovo imponente lavoro discografico a cui seguirà anche uno spettacolo live originale e dirompente,presentato in anteprima il 5 luglio a Udin&Jazz 2018.

Chi ha scritto cosa? Innanzitutto. Perché dentro Opposites convivono anime molto diverse tra di loro e comunque buona parte del ventesimo secolo, per i Quintorigo, in musica. Si avverte la presenza di continue fratture spazio temporali, come fosse un film pieno di flashback e di continui cambi di scenografie.

C’è poi il jazz delle origini o si tratta di nostalgia per una certa epoca? O di grandi incontri sfiorati e mancati? Monk, Coleman, Ellington. Una band di Boys With Horns e scusate se è poco. A tratti la factory romagnola piomba come in un’America di altri tempi, smoking tirati a lucido in quel di New Orleans. Soundtrackmusicians? Se pensiamo ad un brano come Suite And Tide Bandits. Veramente da commedia gangster movies. Un disco fatto in parte da una serie concatenata di StolenMoments. Un’idea della musica alla ricerca di nuovi momenti perfetti e di altre armonie.

Ma forse anche uno strano disco al limite del rock concettuale. O se fosse semplicemente un’opera gangster rock jazz? Musicisti galantuomini ma anche gentiluomini banditi. Perché un brano come The Great Surrenderappare simile ad un momento di una commedia musicale americana di altri tempi che si nutre di una sensibilità nuova. E poi quella chiusa in Waltz For Naima. Sapore da commedia moderna americana. New York incombe sempre? Con Monk e Mingus comunque lì che sghignazzano divertiti…. Brani come piccoli balletti.

Ma poi arriva in sottotraccia l’anno della contestazione, il 1977, a sparigliare le carte e a far virare il tono della commedia in senso opposto. Rendendolo anche un disco politico.

Disco di attacco e disco di riflessione. Si alternano momenti frenetici ad altri riflessivi, fatti di archi e fiati. Le anime dei Quintorigo hanno davvero lavorato su diversi decenni della musica. Proiettandosi nel cosmo fino a SpaceOddity con cui tanti si sono confrontati, ma che in questo doppio album viene spostata su di un tappeto di archi, come a riagganciarla a qualcosa d’altro, per poi lacerarla di fiati lancinanti, come a volerla disintegrare nel contatto con l’atmosfera. Poi stupisce un pezzo come Special Mind che suona cosi poco italiano.

PERUGIA, SABATO 21 LUGLIO
QUINTORIGO

 

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