Cinque strutture degradate rimosse, affreschi messi in salvo
📌 FLASH NEWS – A Scopoli sono in corso le demolizioni di cinque prefabbricati costruiti dopo il sisma del 1997. L’opera mette in sicurezza l’area. Salvaguardati gli affreschi del Borgo degli artisti, affidati alla Diocesi di Foligno-Spello.
Demolizione in corso nella frazione di Scopoli
Cinque prefabbricati costruiti a Scopoli dopo la crisi sismica del 1997 vengono rimossi per eliminare una situazione di degrado protrattasi nel tempo e permettere alla comunità di recuperare spazi da utilizzare nuovamente. Le operazioni di demolizione sono in corso e riguardano strutture che, dopo aver assolto alla loro funzione durante la fase dell’emergenza, avevano progressivamente perso le condizioni necessarie per continuare a essere utilizzate.
L’intervento punta innanzitutto alla messa in sicurezza dell’area, ma apre anche la strada alla restituzione alla frazione di superfici che potranno tornare a essere fruibili. Si tratta di un’operazione attesa dagli abitanti, maturata dopo che le condizioni dei manufatti avevano reso necessaria la loro definitiva rimozione.
I prefabbricati si trovano su un’area appartenente alla Curia e gestita dalla Comunanza agraria di Scopoli. Erano stati realizzati come risposta alle necessità determinate dal terremoto che nel 1997 colpì il territorio. A distanza di quasi trent’anni, quelle strutture presentavano ormai un quadro di deterioramento tale da richiedere un intervento.
Dall’emergenza del terremoto al progressivo degrado
La demolizione chiude quindi una lunga fase iniziata con la crisi sismica. I manufatti erano nati in un contesto completamente diverso da quello attuale, quando occorreva fornire rapidamente spazi in grado di rispondere alle esigenze provocate dal terremoto.
Nel corso degli anni la loro funzione originaria è venuta meno e le condizioni degli edifici sono progressivamente peggiorate. La permanenza delle strutture deteriorate aveva trasformato l’area in uno spazio non più adeguatamente utilizzabile dalla comunità.
Da qui la necessità di procedere alla rimozione dei cinque prefabbricati e alla conseguente sistemazione dell’area, con un intervento destinato a eliminare gli elementi di potenziale pericolo e a creare le condizioni per una nuova fruizione degli spazi.
L’operazione assume così una duplice funzione: superare una situazione di degrado materiale e consentire agli abitanti di Scopoli di riacquistare la disponibilità di una parte della frazione rimasta a lungo condizionata dalla presenza dei vecchi manufatti.
Salvaguardate le opere del Borgo degli artisti
La demolizione ha richiesto particolare attenzione anche per la presenza, all’interno delle strutture, di testimonianze artistiche che non dovevano essere disperse. Nei prefabbricati erano infatti conservati pannelli affrescati realizzati da diversi artisti che avevano preso parte al progetto denominato Borgo degli artisti.
Le opere sono state salvaguardate prima della rimozione dei manufatti. I pannelli verranno presi in custodia dalla Diocesi di Foligno-Spello, permettendo così di conservare una testimonianza legata alla storia di quegli spazi e all’esperienza culturale sviluppatasi al loro interno.
La tutela degli affreschi ha consentito di separare la necessità di eliminare le strutture deteriorate dalla conservazione del patrimonio artistico che queste avevano ospitato. La demolizione, dunque, non comporterà la perdita delle opere realizzate nell’ambito del progetto.
De Rebotti: richiesta arrivata direttamente dalla comunità
L’assessore regionale alle Infrastrutture Francesco De Rebotti ha spiegato che l’intervento risponde a una richiesta avanzata con forza dalla comunità locale. La necessità di recuperare gli spazi e mettere in sicurezza l’area era emersa direttamente durante gli incontri pubblici organizzati sul territorio.
Secondo quanto riferito dall’assessore, il problema dei prefabbricati era stato rappresentato dagli abitanti nel corso degli appuntamenti dedicati anche al progetto dello svincolo di Scopoli, opera sulla quale la Regione aveva illustrato il lavoro svolto per arrivare allo sblocco dell’iter.
In quelle occasioni era stata portata all’attenzione dell’amministrazione regionale anche la condizione delle vecchie strutture post-sisma. Da quel confronto era scaturito l’impegno a intervenire, oggi tradotto nelle operazioni materiali di demolizione.
Per De Rebotti, l’avvio dei lavori rappresenta quindi la concreta attuazione di un impegno assunto direttamente con il territorio, dopo aver raccolto le esigenze espresse dagli abitanti della frazione.
Spazi da riconsegnare alla vita della frazione
La finalità dell’intervento non si esaurisce nell’eliminazione dei manufatti fatiscenti. La rimozione permette infatti di restituire alla comunità un’area che potrà tornare a essere vissuta, superando una condizione che si trascinava ormai da anni.
La disponibilità di spazi nuovamente fruibili assume particolare rilievo per una realtà come Scopoli, dove l’area potrà recuperare una funzione legata anche alla socialità. La demolizione consente quindi di voltare pagina rispetto alla fase dell’emergenza sismica alla quale i prefabbricati erano direttamente collegati.
Resta nello stesso tempo preservata la memoria artistica sviluppatasi all’interno di quelle strutture. Gli affreschi del Borgo degli artisti, sottratti alla demolizione e destinati alla custodia della Diocesi di Foligno-Spello, continueranno infatti a testimoniare una parte della storia maturata in quei luoghi.
Con l’intervento in corso, Scopoli può così superare una situazione di degrado, recuperare un’area rimasta a lungo occupata dai prefabbricati e conservare, attraverso le opere messe al sicuro, la testimonianza culturale collegata alla loro storia.

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