Mozione sul sisma 2009: presto risoluzione unitaria

Mozione sul sisma 2009: presto risoluzione unitaria

Commissione al lavoro sul rifinanziamento della 3/2013

Mozione sul sisma – La Seconda Commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria ha affrontato oggi la mozione presentata dal consigliere Andrea Romizi (Forza Italia), già esaminata in Aula lo scorso 20 maggio e successivamente rinviata per ulteriori valutazioni. Il documento riguarda il rifinanziamento della legge regionale 3/2013, con l’obiettivo di completare 117 interventi legati al sisma del 2009 che hanno finora ricevuto copertura solo parziale.

Presieduta da Letizia Michelini, la Commissione ha espresso l’intento di definire in tempi rapidi una proposta di risoluzione condivisa, in grado di dare risposte concrete alle criticità ancora aperte nei territori colpiti. La mozione impegna la Giunta a predisporre un piano complessivo di supervisione, verifica e finanziamento degli edifici che, a distanza di anni, non sono ancora stati oggetto di ricostruzione o interventi di miglioramento sismico.

Tra gli elementi centrali dell’iniziativa, Romizi sollecita l’allocazione di fondi mirati per le strutture danneggiate e sgomberate a seguito del terremoto del 15 dicembre 2009, in particolare quelle utilizzate come abitazione principale o sede di attività produttive all’epoca dell’evento. L’attenzione è rivolta anche agli immobili destinati a usi diversi da quello residenziale, per i quali esistono specifiche richieste di contributo già presentate dai proprietari.

L’obiettivo dichiarato è quello di garantire un intervento esteso, includendo anche edifici adibiti esclusivamente a seconde abitazioni o ad altri usi non residenziali, purché in possesso dei requisiti per l’accesso ai fondi. La mozione prevede inoltre un’azione congiunta con il Governo nazionale per attivare nuovi finanziamenti, con l’intento di coprire tutti i 117 interventi previsti dalla normativa.

Particolare attenzione è stata posta alla situazione della frazione di San Biagio della Valle, nel comune di Marsciano, uno dei territori maggiormente colpiti, per cui si chiede un ripristino prioritario del patrimonio edilizio, al fine di restituire piena accessibilità al centro storico da parte della popolazione residente.

Durante la discussione, è stato ricordato che, sebbene molti interventi siano già stati finanziati nel corso degli anni – con risorse che superano complessivamente i 46 milioni di euro, inclusi i fondi previsti dal decreto 83 del 2012 – una parte significativa delle opere rimane esclusa dalla copertura finanziaria. Tra i finanziamenti già assegnati, figurano oltre 33,7 milioni per edifici isolati e 7,68 milioni per immobili all’interno del PIR di Spina, sempre nel comune di Marsciano.

Romizi ha sollecitato la Regione a fornire un aggiornamento dettagliato sulla situazione attuale degli edifici ancora da ristrutturare, con l’intento di “riaccendere la luce” su una vicenda che, a suo avviso, ha generato disparità di trattamento rispetto ad altri territori colpiti da eventi sismici nel Centro Italia.

Tutti i componenti della Commissione intervenuti nel dibattito – tra cui Melasecche (Lega), Betti (Pd), Ricci (Avs), Pernazza (FI) – hanno condiviso la necessità di un’azione rapida e coordinata, auspicando che l’Assemblea possa giungere a una definizione organica della questione. È stata inoltre espressa la volontà di avviare un dialogo con il Commissario straordinario per la ricostruzione 2016, Guido Castelli, e di attivarsi a livello parlamentare per ottenere, già nella prima manovra finanziaria utile, le risorse necessarie al completamento degli interventi rimasti fuori dal perimetro delle misure attuate finora.

L’iter della mozione proseguirà con l’elaborazione di un testo unitario, che dovrà tradursi in una risoluzione concreta. La Commissione punta così a chiudere una pagina rimasta aperta per oltre 15 anni, che riguarda la sicurezza, il diritto alla casa e la ricostruzione di intere comunità.

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