Fratelli d’Italia sarà il Partito della ricostruzione post terremoto

Fratelli d'Italia sarà il Partito della ricostruzione post terremoto

di Marcello Migliosi
«Fratelli d’Italia si pone come partito della Ricostruzione», lo hanno detto i parlamentari del partito di Giorgia Meloni, Franco Zaffini, senatore e Emanuele Prisco, deputato. Questa mattina, con il coordinamento del consigliere regionale del partito, Marco Squarta, a Palazzo Cesaroni hanno illustrato la proposta di legge sulla ricostruzione.

Riprendere il “modello Bertolaso”, abbattere la tassazione per i terremotati e continuare a garantire i servizi essenziali nelle zone dell’Umbria colpite dal sisma. Questi i tre punti salienti della proposta di Legge Prisco Zaffini.

«Alla Protezione civile andrebbero nuovamente assegnati ampi poteri derogatori per risolvere i contrasti normativi che bloccano le pratiche – ha detto Zaffini -. La nostra proposta si impegna a garantire tutela ai sindaci, vero front office della ricostruzione, in quanto senza le necessarie coperture hanno difficoltà di agire ma anche di sottoscrivere pratiche in deroga a strumenti urbanistici o a regolamenti regionali».

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Secondo il senatore, “ci sono problemi in parte fisiologici, dato che questo è un sisma lunghissimo e che coinvolge più regioni”. «Le istituzioni – ha però aggiunto – hanno trovato il modo di complicare la vita ai cittadini e anche ai sindaci. La nostra proposta tiene conto – ha aggiunto –  di queste due particolari esigenze e serve ridare poteri ad un unico soggetto, che abbia la possibilità di derogare».

Va data una copertura ai sindaci

Secondo Zaffini va data una copertura ai sindaci che altrimenti, come nel caso di Norcia, si trovano davanti a problemi insormontabili come quello del sequestro della struttura Boeri. «Tutelare i cittadini – ha detto – non significa impunità, significa dare poteri a chi ha la reale possibilità di far partire questa ricostruzione, è triste dirlo, ma siamo ancora in una fase emergenziale».

Sui poteri delle Regioni il senatore ha idee altrettanto chiare

Sui poteri delle Regioni il senatore ha idee altrettanto chiare. «Le regioni hanno un ruolo importantissimo – afferma – e come loro ce l’hanno commissario e vicecommissario alla ricostruzione, ma hanno prodotto normative disomogenee». Fa un esempio su ciò che riguarda le verifiche dei danni: “E’ stato fatto un copia e incolla della normativa dell’Emilia Romagna, ma lì le case sono in laterizio mentre da noi ci sono muri larghi un metro».

Realtà diverse, sismi diversi, danni diversi, ma tutto si accumula come la neve che corre a valle in una slavina e fa diventare piccoli problemi, casi insormontabili. Ha ragione il parlamentare di Fratelli d’Italia, perché in realtà serve un soggetto che “omogeneizzi” tutto.

Una rilevazione, Zaffini la fa anche sulla questione “carenza personale della Protezione civile“. «E’ inadeguata – afferma – e deve essere rimpolpata di persone che smistino le pratiche. E’ poi indispensabile rendere efficiente tutta la macchina della Prociv, non è possibile – fa notare – che i tecnici siano costretti ad usare i propri soldi lavorare, lo stesso problema, a breve, lo avranno le imprese».

Marco Squarta ha spiegato: «Le macerie di Berlino distrutta nel 1945 furono rimosse in pochi mesi, qui è passato un anno e mezzo e ancora assistiamo a questo spettacolo imbarazzante. Il grande lavoro della Protezione civile è stato imbavagliato dalla burocrazia».

Secondo Prisco «oggi è il tempo delle risposte e FdI interpreterà il movimento della ricostruzione». Prisco ha illustrato i tre aspetti principali della proposta: «Non possiamo rischiare lo spopolamento delle zone colpite dal sisma e per questo motivo vanno ripristinati i poteri della Protezione civile seguendo il modello Bertolaso a L’Aquila.  Il secondo punto – ha spiegato – è legato all’abbattimento totale delle tasse per i terremotati almeno finché non si tornerà alla normalità. La ‘busta pesante’, che entro 24 mesi impone loro di restituire i piccoli benefit ottenuti, rappresenta una vera e propria ingiustizia».

Prisco ha concluso il suo intervento dicendo che «in quei paesi martoriati e sempre meno  popolosi vanno assolutamente mantenuti servizi essenziali come ospedali, trasporti, scuole e poste attraverso la concessione di una moratoria decennale alle norme della spending review».

Prisco ha anche parlato, ai nostri microfoni, della “compressione” che la Protezione Civile ha subito con il Governo Monti. «Apertamente – ha detto – contro la precedente gestione che, invece, aveva avuto risultati molto efficaci, come abbiamo potuto vedere a L’Aquila. In fase di ricostruzione – ha aggiunto – riteniamo ci debba essere il potere “decisorio”, da parte della Protezione Civile, anche di derogare a norme ordinarie perché le situazioni straordinarie non possono essere gestite con regole ordinarie».

Nei giorni scorsi l’onorevole Prisco, accompagnato da una delegazione di parlamentari provenienti dalle zone colpite dal sisma, ha incontrato il commissario straordinario Paola De Micheli chiedendo impegno per alcune cose precise soprattutto in tema di burocrazia e busta pesante.

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