Terni, modifiche legislative nazionali, assunzione di decine di persone

Mobilitazione sotto Palazzo Spada 10 agosto Terni, protesta politica

Terni, modifiche legislative nazionali, assunzione di decine di persone. Il Comune di Terni, alla pari degli altri comuni, torna ad assumere come conseguenza delle modifiche legislative nazionali. Purtroppo tuttavia le nuove assunzioni non riusciranno neanche a compensare le cessazioni che in questi ultimi anni ci sono state e che ci saranno prossimamente per effetto di “quota 100”.

L’assunzione di decine di persone è un fatto sicuramente positivo per cui la UIL si è fortemente battuta e in questo contesto registriamo con favore anche la stabilizzazione delle precarie dei servizi educativi per la cui soluzione ci siamo fortemente impegnati.
La Giunta ha anche approvato quello che definisce il Nuovo Modello Organizzativo, partendo però con il piede completamente sbagliato.

Gli assetti organizzativi infatti sono temi da sempre di particolare interesse per le Organizzazioni sindacali, sia nel settore privato sia in quello pubblico. Quando si parla del Comune di Terni vi è persino maggiore interesse perché dagli assetti organizzativi dipende anche molto l’efficienza dei servizi ai cittadini, ai quali la UIL tiene particolarmente.

Tuttavia vi dovrebbe essere anche un forte interesse dell’Ente al confronto con i lavoratori che operano nei servizi e che quindi possono portare contributi utili al loro miglioramento, anche in termini di osservazioni e proposte. Del resto sembra miope e destinato al fallimento un qualsiasi processo riorganizzativo che non punti al coinvolgimento dei lavoratori.

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Eppure tutto questo avviene al Comune di Terni dove la riorganizzazione si fa senza alcun serio confronto con il sindacato e con i lavoratori. Cosa del tutto inedita visto che non era mai prima accaduto, neanche con le gestioni commissariali.

L’assessore al personale ha convocato un inusuale e fugace incontro “politico” e ha presentato “il nuovo modello organizzativo”, dopo aver precisato che il nuovo modello è frutto di lavoro di mesi. Quindi hanno proceduto senza alcuna fretta.

Ebbene, ci è stato detto, sarebbe stato, come poi è avvenuto, deliberato e quindi approvato dalla Giunta senza il minino confronto con il sindacato. Dopo mesi di letargo è sopraggiunta, dalla mattina alla sera, un’improvvisa fretta che sembra solo un pretesto per eludere un qualsiasi confronto, dal quale sarebbero potute venire solo proposte costruttive.

Nessuna possibilità dunque per il sindacato di sviluppare un serio e propositivo confronto e di coinvolgere i veri protagonisti, cioè i lavoratori, dai quali sarebbero di certo venute utili osservazioni e suggerimenti.
Nel merito poi, oltre alle solite pompose affermazioni, non sembra possano essere individuate altre innovative decisioni a partire dalla formazione del personale completamente assente nonostante il Comune avrebbe, secondo gli obblighi contrattuali, dovuto aver destinato ad essa circa 500.000 euro. Ma su questo l’Assessore continua a fare l’orecchio da mercante.

Insomma una riorganizzazione che già parte male, anzi nel peggiore dei modi.

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