Rossi, nelle linee programmatiche giusta esaltazione del civismo

Rossi, nelle linee programmatiche giusta esaltazione del civismo “L’espressione del sindaco Si stà camminando sulle macerie rende fin troppo bene l’idea della situazione in cui ci troviamo. Costretti ad operare ancora fin troppo lontani da quella che potremmo definire normalità amministrativa”. Così Michele Rossi, capogruppo di Terni Civica, commenta  le linee programmatiche del sindaco Leonardo Latini presentate venerdì scorso al Consiglio Comunale.”Non si è trattato di un mero obbligo di legge o la celebrazione di un consumato rituale – continua Rossi – le linee programmatiche sono il dirompente sviluppo – ben 24 pagine – di quel programma elettorale con il quale abbiamo vinto le elezioni. Programma elettorale prima, linee programmatiche oggi,  assai realistiche e per nulla demagogiche ma al contrario esaustive e concrete.

Non ci si fa prendere la mano da nessuna voglia di proclama,  ma si rimane coi i piedi ben saldi nell’agire quotidiano del buon padre di famiglia. In pratica se ci atterremo a queste linee alla fine della consiliatura Terni sarà la città che vogliamo e lo sarà nonostante la situazione finanziaria dell’Ente, veramente catastrofica.Il sindaco per primo ma noi tutti con lui, ci siamo caricati sulle spalle un difficile fardello; non ci tiriamo indietro convinti da sempre che la politica non debba gettare la spugna nei momenti difficili, ma adoperarsi per il bene collettivo assumendosi le proprie responsabilità.

Come forze politiche abbiamo l’impegno nei confronti della città ad essere coesi e a condividere le scelte con il sindaco e la sua giunta, oltre ad essere uniti e decisi come maggioranza in consiglio ed evitare cosi occasioni di facile polemica da parte di alcune opposizioni. Significativo ricordare nel documento che governeremo sopra gli errori che fortunatamente appartengono al passato ma che purtroppo per la città tutta condizionano pesantemente il nostro attuale agire amministrativo. Operazioni improbabili, artifici contabili, debiti fuori bilancio, aumenti di imposte e tasse, altissima pressione fiscale questa l’unica eredità che ci lasciano le amministrazioni che ci hanno preceduto; così sciatte, pressappochiste, lassiste e inadeguate tanto da far aumentare ogni giorno di più la distanza culturale tra il Palazzo e le esigenze reali e concrete dei cittadini.

Quella distanza che noi con la continua ricerca del coinvolgimento della città cercheremo di colmare. Fa bene il sindaco a ricordare che il cambiamento non dipende solo da lui, dalla sua giunta o da noi maggioranza; occorre riscoprirsi comunità e capire che il governo della città è nelle mani di ognuno di noi”.

Da rappresentante civico ovvero da persona che senza il facilitatore consenso di un partito ma solo per la fiducia raccolta sulla sua persona ha la fortuna di sedere in consiglio comunale e di rappresentare i cittadini, non può che farmi piacere quando, nel documento il sindaco chiama in causa la responsabilità civica, il civismo, il senso del dovere e dell’impegno; sono convinto che questa sia la strada giusta”.

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