Sindacati: servono aiuti per affitti e casi urgenti
I sindacati degli inquilini Sunia, Sicet, Uniat e Unione Inquilini lanciano un allarme sulla situazione abitativa nel Comune di Terni, denunciando una serie crescente di casi estremi e chiedendo interventi urgenti. In una conferenza stampa convocata il 29 aprile presso la Camera del Lavoro, hanno sollecitato la riattivazione dei contributi per gli affitti e l’istituzione di un bando permanente per le emergenze abitative, criticando le carenze dell’attuale gestione comunale.
Il primo punto messo in evidenza riguarda la sospensione dei bandi per il sostegno agli affitti, che a Terni non vengono pubblicati dal 2021. L’assenza di questa misura, sottolineano i sindacati, ha privato molte famiglie in difficoltà di un supporto essenziale, proprio in una fase economica particolarmente critica. Tra coloro che chiedono aiuto vi sono genitori separati, nuclei monoreddito, lavoratori precari, giovani coppie senza casa propria, famiglie con minori. Il blocco dei contributi, secondo i rappresentanti sindacali, sta mettendo in crisi anche i piccoli proprietari, spesso costretti ad affrontare morosità e rischi di risoluzione dei contratti.
Nonostante la sospensione dei finanziamenti statali, le sigle sindacali ricordano che i Comuni hanno la possibilità di promuovere bandi autonomi, come già avvenuto in altre realtà. Per questo è stata inoltrata una richiesta ufficiale di incontro al Comune di Terni e, in occasione della conferenza stampa, è stato rivolto un ulteriore appello pubblico affinché si proceda con urgenza alla pubblicazione di un nuovo bando.
Altro nodo critico riguarda la gestione delle emergenze abitative, per la quale si denuncia l’inadeguatezza dell’attuale regolamento comunale. Le emergenze vengono affrontate, secondo i sindacati, attraverso bandi sporadici a cadenza biennale o triennale, lasciando prive di strumenti concreti le famiglie che si trovano improvvisamente senza casa. I casi segnalati comprendono famiglie con minori costrette a vivere in auto, persone anziane e disabili senza rete familiare, alloggi temporanei non idonei. I sindacati chiedono l’istituzione di una graduatoria permanente, sempre aperta, in modo da poter affrontare con continuità situazioni di vulnerabilità abitativa.
La situazione più allarmante, tuttavia, emerge dalle segnalazioni relative alle condizioni delle case popolari già assegnate. In molti casi si tratta di appartamenti inadatti a persone con disabilità gravi, privi di ascensore e con barriere architettoniche che rendono impossibile una vita autonoma. Alcune famiglie numerose vivono in alloggi troppo piccoli, come bilocali di 40 metri quadrati, con bambini che dormono su materassi a terra o in salotto. Le condizioni, denunciano i sindacati, sono tali da compromettere salute e dignità degli abitanti.
I rappresentanti di Sunia, Sicet e Uniat hanno reso noto di aver avviato l’invio delle segnalazioni più gravi direttamente al sindaco, ritenuto responsabile della salute pubblica, ma finora senza ottenere risposta. In alcune circostanze, le famiglie coinvolte stanno valutando di rivolgersi alla Procura della Repubblica, considerata l’impossibilità di continuare a vivere in simili condizioni. Una scelta estrema, sottolineano i sindacati, ma dettata dall’assenza di alternative.
Alla conferenza ha partecipato anche il neopresidente di Ater Umbria, Federico Santi, presente nel suo primo giorno di insediamento. I sindacati si augurano che la nuova dirigenza possa avviare un confronto costruttivo per affrontare una crisi che riguarda fasce sempre più ampie della popolazione cittadina.

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