Mammarella rientra da ds: tutti i giocatori sul mercato
Cambio drastico in casa Ternana. Il club umbro ha annunciato una profonda revisione della propria struttura sportiva, sia a livello di rosa che di staff tecnico. Una manovra che richiama, per modalità e intensità, quanto avvenne nel 2022, al momento dell’insediamento di Nicola Guida, quando la società optò per un’ampia ristrutturazione interna con l’obiettivo di contenere i costi e puntare su profili giovani, perlopiù in prestito.
Il ritorno di Carlo Mammarella nel ruolo di direttore sportivo segna l’inizio operativo di questa nuova fase. La sua nomina, ufficializzata nel pomeriggio di domenica, comporta un compito ben diverso da quello che normalmente spetterebbe a un ds in avvio di stagione: non rinforzare, ma ridurre. L’intera rosa, senza distinzioni, è stata messa a disposizione del mercato, mentre anche la posizione dell’allenatore Fabio Liverani e del suo staff è stata formalmente messa in discussione.
Il comunicato ufficiale diramato dalla società parla apertamente di una decisione finalizzata a “preparare la Ternana calcio a un trasferimento di proprietà che permetta alla nuova realtà di poter operare nel migliore dei modi e con piena autonomia”. Un passaggio che ha suscitato sorpresa tra i tifosi, molti dei quali si aspettavano piuttosto una rinascita strutturata e ambiziosa, legata all’arrivo di un gruppo imprenditoriale del Nord Italia, quotato in borsa e con un fatturato importante.
La sorpresa più grande è arrivata dal tono del comunicato e dalla missione affidata a Mammarella, che sembra essere quella di smantellare tutto quanto esistente, creando le condizioni per una sorta di ripartenza totale. Un’ipotesi che ha sollevato interrogativi sulla reale strategia e sugli obiettivi della futura proprietà, la cui identità, al momento, resta ufficialmente riservata.
Alcuni indizi sono però emersi dalle risposte del sindaco Stefano Bandecchi ai numerosi commenti sui social. In una di queste, viene riportata una dichiarazione attribuita al futuro proprietario, secondo cui la Ternana avrà bisogno di due anni per tornare competitiva: un primo anno per salvarsi con una rosa ridotta all’essenziale e un secondo per puntare alla promozione, una volta sistemata la struttura.
La giornata di domenica ha visto riunioni intense nella Capitale, a cui hanno preso parte il sindaco Bandecchi, il presidente uscente Stefano D’Alessandro e rappresentanti del gruppo interessato all’acquisizione. L’obiettivo è chiudere il passaggio di proprietà in tempi stretti, ma la quotazione in borsa del soggetto acquirente impone cautela e procedure rigorose, non sempre compatibili con l’urgenza dei tempi sportivi.
Nel frattempo, incombe la scadenza del termine per il pagamento di stipendi e contributi di maggio. La società, scrive Paolo Grassi su Il Messaggero, è al lavoro per riuscire a rispettare l’obbligo entro la giornata odierna, in modo da evitare sanzioni. Da ambienti vicini al club filtra un cauto ottimismo sulla possibilità di adempiere nei tempi stabiliti.
La situazione finanziaria della Ternana rimane il principale ostacolo. Il debito accumulato rende la gestione complicata e impone scelte drastiche. Il costo complessivo per affrontare la prossima stagione viene stimato tra gli otto e i dieci milioni di euro. Per ridurlo, si procederà con l’alleggerimento dei contratti più onerosi e con la rescissione degli accordi pluriennali ritenuti insostenibili.
Il nuovo gruppo, intenzionato a partire con una propria squadra dirigenziale e tecnica, ha espresso la volontà di non subentrare a una situazione vincolante, né dal punto di vista economico né da quello sportivo. In questo quadro, la figura di Mammarella assume un ruolo transitorio ma cruciale, con il compito di agevolare la dismissione dell’attuale impianto per lasciare campo libero ai nuovi proprietari.

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